I progressi della terapia del diabete mellito: nuovi farmaci per tenere sotto controllo la glicemia

PUBBLICATO IL 02 AGOSTO 2019

Nel 1923, il premio Nobel per la Medicina fu assegnato a Frederick Banting e Charles Best assieme ad altri ricercatori per la scoperta di un estratto acqueo tratto da cellule pancreatiche di una cane che riusciva una volta iniettato a normalizzare la glicemia in un altro cane privato chirurgicamente del pancreas. Tale scoperta prese il nome di Iletina, che poi sarebbe divenuto noto a tutti come insulina. Ma quali sono stati gli sviluppi da quella scoperta per il trattamento del diabete? Il dottor Alberto Molteni, responsabile del Servizio di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’Istituto Clinico Villa Aprica, spiega come è evoluta la medicina soprattutto nell’ambito del diabete mellito: “Da allora e soprattutto da quando sono stati compresi i meccanismi fisiopatologici che portavano l’organismo a non riuscire più a mantenere costanti i livelli di glucosio nel sangue, la ricerca scientifica si è adoperata per ottenere farmaci che, oltre all’insulina, contrastassero questi errori. Furono presto compresi i motivi che portavano il fegato a immettere nella circolazione una quantità di glucosio eccessivamente elevata in condizioni di digiuno e le condizioni che, viceversa, rallentavano la produzione pancreatica di insulina in risposta allo stimolo glicemico principale rappresentato dai pasti”. “Tuttavia - continua - è solo negli ultimi anni che queste dinamiche sono stati comprese ancora meglio con la dimostrazione che l’equilibrio della glicemia è influenzato anche da altri ormoni di provenienza pancreatica come il glucagone e intestinale come il GLP1 (Glucagon Like Peptide 1) che regola l’equilibrio insulina-glucagone dopo lo stimolo determinato dal pasto, oltre ad altri importanti fattori connessi alla digestione e all’assorbimento delle sostanze, tra le quali il glucosio, provenienti dall’alimentazione. Comprese le basi fisiologiche che regolano questi aspetti, la ricerca ha messo a disposizione negli ultimi anni numerosi farmaci che interferiscono a vari livelli con tali meccanismi alterati determinando un controllo della glicemia nel paziente adulto diabetico. Ancora più recentemente sono stati studiati e resi disponibili farmaci che riducono la glicemia in modo indipendente dai pasti e dal sistema di rilascio dell’insulina, bloccando a livello del rene un recettore che favorisce il riassorbimento di circa l’80% del glucosio, permettendone dunque l’eliminazione con le urine. La scoperta di queste nuove classi di farmaci ha consentito, oltre che il miglior controllo della glicemia senza esporre i pazienti al rischio di un eccessivo decremento della stessa (evento particolarmente temibile e pericoloso), anche di evidenziare vantaggi sulle complicanze future sia cardiovascolari sia su eventi come lo scompenso cardiaco, che determinano oggi la maggior causa di rischio di morte per i pazienti con diabete”. “Le società scientifiche - conclude Molteni - hanno steso nuove linee guida che prevedono l’utilizzo precoce di queste classi di farmaci ed è ciò che il mondo diabetologico sta facendo, con l’intento di controllare sempre meglio una malattia tanto silenziosa quanto pericolosa per la nostra salute”.

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