Prevenire le malattie urologiche

PUBBLICATO IL 06 MARZO 2018

Prevenire si può - spiegano il professor Luca Carmignani, responsabile dell’Unità Opera va di Urologia dell’IRCCS Policlinico San Donato e responsabile dell'ufficio ricerca della Società italiana di urologia (Siu), e la dottoressa Claudia Signorini, medico specializzando dell’U.O. di Urologia all’IRCCS Policlinico San Donato - basta rispettare alcune norme di comportamento.

Tutti gli organi possono essere soggetti a diverse patologie, ma con alcune accortezze si possono attuare misure preventive piuttosto efficaci e mirate». Scopriamo insieme agli esperti di Gruppo ospedaliero San Donato quali sono gli organi maggiormente colpi e quali misure di prevenzione adottare. 
La prevenzione per le patologie del rene si può effettuare innanzitutto con un’adeguata idratazione assumendo almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno. Se c’è familiarità per calcolosi renale il quantitativo d’acqua aumenta e bisogna inoltre prestare attenzione a cibi che contengano quantità elevate di calcio.

Altra patologia che può essere prevenuta è l’insufficienza renale, che può insorgere in età avanzata, ma non solo. In questo caso è necessario fare attenzione sia all’ipertensione arteriosa (la cosiddetta “pressione alta”) perché potrebbe danneggiare le arterie renali, sia al diabete perché compromette la funzionalità dell’organo.
Il tumore della vescica è una patologia molto frequente sia nell’uomo sia nella donna, nella quale si presenta con una frequenza addirittura superiore al tumore della cervice uterina. Esso è fortemente correlato al fumo, insieme al tumore del polmone. È necessario quindi educare il paziente a smettere di fumare.

Mai sottovalutare dunque i sintomi del tumore della vescica come l’ematuria, cioè il sangue nelle urine: in 1 paziente su 4 la comparsa di sangue nelle urine è il campanello d’allarme per questa mala a, per cui, prima di pensare che questo sia legato a un’infezione o ad altri disturbi, bisogna tenere in considerazione questa eventualità e rivolgersi tempestivamente a uno specialista o, come primo step, al proprio medico curante.

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