Obesità e sleeve gastrectomy con omentoplastica: cos’è, possibili vantaggi e limiti

Obesità e sleeve gastrectomy con omentoplastica: cos’è, possibili vantaggi e limiti

PUBBLICATO IL 23 OTTOBRE 2026

Obesità e sleeve gastrectomy con omentoplastica: cos’è, possibili vantaggi e limiti

PUBBLICATO IL 23 OTTOBRE 2026

Scopri l’Unità operativa di Chirurgia bariatrica dell’IRCCS Policlinico San Donato

La sleeve gastrectomy è uno degli interventi più utilizzati nella chirurgia bariatrica per il trattamento dell’obesità e delle patologie metaboliche associate. Esiste una variante della tecnica tradizionale che prevede un passaggio aggiuntivo: la sleeve gastrectomy con omentoplastica, che utilizza l’omento, una struttura anatomica presente nella cavità addominale, per contribuire a stabilizzare il nuovo stomaco dopo l’intervento.

Ma in cosa consiste esattamente? Quali sono i possibili vantaggi rispetto alla sleeve tradizionale e quali, invece, i suoi limiti? Lo abbiamo chiesto al dottor Domenico Labonia, chirurgo generale e bariatrico, consulente dell’Unità operativa di Chirurgia bariatrica dell’IRCCS Policlinico San Donato, dove si occupa del trattamento chirurgico dell’obesità e delle patologie metaboliche con tecniche mini-invasive e di revisione.

 

Cos’è la sleeve gastrectomy?

La sleeve gastrectomy è un intervento di chirurgia bariatrica eseguito generalmente per via mini-invasiva, durante il quale una parte dello stomaco viene rimossa, trasformando lo stomaco da una struttura simile a una sacca in una forma più stretta e allungata, simile a una “manica”.

“La sleeve gastrectomy ha l’obiettivo di: 

  • ridurre in modo significativo la capacità dello stomaco;
  • modificare alcuni meccanismi coinvolti nella regolazione della fame e della sazietà. 

La riduzione dello stomaco permette quindi al paziente di assumere quantità inferiori di cibo e contribuisce, insieme alle modificazioni ormonali associate all’intervento, al percorso di perdita di peso”, spiega il dottor Labonia.

L’intervento non consiste quindi semplicemente nel “rimpicciolire” lo stomaco, ma determina una serie di cambiamenti che contribuiscono al trattamento dell’obesità e delle condizioni metaboliche ad essa associate.

 

Cos’è l’omentoplastica e cosa distingue la sleeve gastrectomy con omentoplastica da quella tradizionale

La principale differenza rispetto alla sleeve tradizionale riguarda un passaggio tecnico aggiuntivo che interessa l’omento, una piega di tessuto adiposo che si trova nella cavità addominale e che ricopre parte degli organi interni.

Dopo aver realizzato la nuova conformazione dello stomaco, l’omento viene utilizzato per accompagnare e fissare il nuovo stomaco nella sua posizione. La procedura viene quindi ad aggiungersi alla fase di confezionamento della sleeve.

“L’omentoplastica consiste nel fissaggio del tratto di stomaco che viene trasformato nella nuova sleeve all’omento – chiarisce il dottor Labonia –. L’obiettivo è stabilizzare il nuovo assetto gastrico, riducendo la possibilità che lo stomaco possa ruotare o assumere una conformazione non ottimale”.

Il principio è quindi duplice: da un lato viene realizzata la sleeve, dall’altro si aggiunge un sistema di fissazione e stabilizzazione della nuova conformazione gastrica.

 

Come si svolge l’intervento di sleeve gastrectomy con omentoplastica?

La procedura viene eseguita con tecnica mini-invasiva. Dopo l’accesso alla cavità addominale, il chirurgo procede alla preparazione dello stomaco e alla sua resezione parziale, seguendo i passaggi previsti per la sleeve gastrectomy.

Una volta realizzata la nuova forma dello stomaco, viene eseguita l’omentoplastica, attraverso il posizionamento dell’omento a contatto con la parete gastrica e il suo fissaggio secondo la tecnica chirurgica adottata.

“Il passaggio aggiuntivo richiede una particolare attenzione alla conformazione della sleeve e alla sua corretta posizione – sottolinea Labonia –. L’obiettivo è ottenere uno stomaco adeguatamente dimensionato, senza tensioni o torsioni, e contemporaneamente stabilizzarne il decorso”.

L’omentoplastica non sostituisce quindi la sleeve gastrectomy, ma rappresenta un passaggio tecnico supplementare che viene eseguito al termine della sua realizzazione.

 

Quali sono i possibili vantaggi?

L’interesse verso questa variante della sleeve deriva dalla possibilità che il fissaggio dell’omento possa contribuire a ridurre alcune complicanze precoci e alcuni disturbi gastrointestinali dopo l’intervento.

“Gli studi disponibili hanno riportato risultati favorevoli soprattutto per alcuni eventi postoperatori, anche se le evidenze scientifiche non sono ancora sufficienti per considerare l’omentoplastica una soluzione applicabile in ogni paziente” prosegue il medico.

Minori complicanze precoci

Uno dei possibili vantaggi della sleeve gastrectomy con omentoplastica riguarda la possibilità di ridurre alcune complicanze che possono verificarsi nelle prime fasi dopo l’intervento, come il sanguinamento e le problematiche a carico della linea di sutura gastrica. L’omento, infatti, viene posizionato a protezione della nuova conformazione dello stomaco, contribuendo a stabilizzarla.

“L’omentoplastica permette di aggiungere un elemento di protezione e stabilizzazione alla linea di resezione – spiega il dottor Labonia –. Questo può contribuire a rendere più favorevole il decorso postoperatorio e a ridurre alcune delle complicanze che possono comparire nelle prime fasi dopo l’intervento”.

Potenziali benefici gastrointestinali

Un altro possibile vantaggio riguarda la tolleranza gastrointestinale dopo l’intervento. Il fissaggio dello stomaco può contribuire a limitarne la rotazione e quindi potrebbe essere associato a una riduzione di nausea, vomito e altri disturbi gastrointestinali nel periodo postoperatorio.

“La stabilizzazione dello stomaco può favorire una migliore gestione della sua nuova conformazione e contribuire a rendere più agevole la fase di adattamento dopo l’intervento – precisa Labonia –. È un passaggio tecnico che può accompagnare positivamente il percorso di recupero del paziente”.

Maggiore stabilità

La possibilità di mantenere più stabile la forma della sleeve rappresenta uno degli aspetti centrali della tecnica.

“Una volta realizzata la sleeve, è importante che lo stomaco mantenga un decorso regolare – continua il chirurgo -. L’omentoplastica consente di aggiungere un elemento di fissazione che può contribuire a ridurre il rischio di torsioni o alterazioni della geometria dello stomaco”.

La stabilizzazione della nuova conformazione gastrica rappresenta quindi uno degli aspetti di interesse della tecnica. Gli studi disponibili hanno evidenziato un possibile ruolo dell’omentoplastica nel mantenere più stabile l’assetto dello stomaco dopo l’intervento, con l’obiettivo di favorire un decorso postoperatorio regolare.

 

Svantaggi e limiti: tempi operatori più lunghi

L’aggiunta dell’omentoplastica comporta inevitabilmente un passaggio chirurgico ulteriore rispetto alla sleeve tradizionale e può quindi determinare un aumento dei tempi operatori. Le revisioni disponibili riportano infatti un incremento della durata dell’intervento nei pazienti sottoposti a omentoplastica.

“Ogni passaggio tecnico aggiuntivo deve essere valutato in funzione del possibile beneficio che può offrire al paziente – osserva Labonia -. L’omentoplastica richiede tempo e precisione chirurgica, ma quando riteniamo che possa offrire un vantaggio al paziente siamo pronti a dedicare alla procedura il tempo necessario. Non si tratta quindi di un’aggiunta automatica alla sleeve, ma di una scelta tecnica che deve inserirsi nel percorso complessivo del paziente”.

 

A chi può essere indicata

La scelta della tecnica chirurgica non dipende esclusivamente dall'indice di massa corporea, ma deve tenere conto di:

  • caratteristiche cliniche del paziente; 
  • eventuali patologie associate all’obesità; 
  • storia chirurgica; 
  • obiettivi del trattamento.

“La chirurgia bariatrica deve sempre essere personalizzata – sottolinea il dottor Labonia -. Non esiste una tecnica uguale per tutti. La valutazione deve considerare il quadro clinico complessivo, le caratteristiche anatomiche del paziente e anche eventuali precedenti interventi chirurgici”.

L’eventuale ricorso alla sleeve con omentoplastica viene quindi stabilito dal team chirurgico nell’ambito della valutazione preoperatoria, considerando indicazioni, benefici attesi e possibili rischi.

 

Preparazione, decorso post-operatorio e follow-up

Come per ogni intervento di chirurgia bariatrica, anche la sleeve gastrectomy con omentoplastica richiede una preparazione accurata e un percorso multidisciplinare. Prima dell’intervento il paziente viene sottoposto agli accertamenti necessari per valutare: 

  • lo stato di salute generale;
  • le condizioni associate all’obesità;
  • l’idoneità alla procedura.

Dopo l’intervento, la ripresa dell’alimentazione avviene progressivamente secondo le indicazioni dell’équipe curante. Il paziente viene seguito anche nel periodo successivo all’intervento per monitorare la perdita di peso, lo stato nutrizionale e l’eventuale comparsa di disturbi o complicanze.

“L’intervento rappresenta l’inizio e non la conclusione del percorso di cura dell’obesità – conclude il dottor Labonia -. Il risultato nel tempo dipende anche dal follow-up e dalla capacità di accompagnare il paziente nell’adattamento alle nuove abitudini alimentari e allo stile di vita”.

La sleeve gastrectomy con omentoplastica si inserisce quindi nell’evoluzione della chirurgia bariatrica mini-invasiva. I possibili benefici sono oggetto di crescente interesse scientifico, ma la scelta della tecnica deve rimanere personalizzata e affidata alla valutazione dell’équipe chirurgica.