
Respirare con la bocca: perché non dovremmo abituarci e come tornare a respirare dal naso
PUBBLICATO IL 03 NOVEMBRE 2026
Dormire con la bocca aperta. Svegliarsi con le fauci secche, quasi impastate. Accorgersi, durante la giornata, di avere spesso le labbra socchiuse. Sentire il bisogno di respirare dalla bocca mentre si corre o si fa sport, anche a un’intensità che prima non dava questo fastidio. Sono situazioni comuni, che quasi tutti tendono a liquidare come una semplice abitudine, forse un po’ scomoda, ma tutto sommato innocua. Ma respirare con la bocca è davvero solo questione di abitudine, o il corpo sta segnalando qualcosa?
Ne abbiamo parlato con il dottor Massimo Montemagno, specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Istituto Clinico San Siro di Milano.
Perché è importante respirare con il naso
“Il naso deve essere definito come organo, infatti, non serve soltanto a far passare l’aria verso i polmoni, ma umidifica, riscalda e purifica l’aria prima che raggiunga le vie aeree inferiori.
Potremmo dire, senza esagerare, che è il condizionatore d’aria del corpo umano. È un lavoro che la mucosa nasale svolge in modo continuo e in autonomia, sotto il controllo del Sistema Nervoso Centrale con un meccanismo chiamato ciclo nasale, che ci fa respirare alternativamente da una narice sola senza accorgersene” spiega il dottor Montemagno.
La respirazione nasale è, dunque, la modalità naturale del nostro sistema. Respirare con la bocca, vuol dire rinunciare a tutte le funzionalità dell’organo naso e mandare ai nostri polmoni aria a temperatura ed umidità ambiente, più o meno “sporca” a secondo del luogo in cui viviamo.
Perché respiriamo con la bocca?
“Nella maggior parte dei casi non si tratta di un’abitudine acquisita per caso, o di un vizio da correggere con la sola forza di volontà - osserva lo specialista -.
È molto più spesso la conseguenza di un ostacolo, più o meno marcato, al passaggio dell’aria attraverso il naso”. Il denominatore comune, spiega l’otorinolaringoiatra, è quasi sempre uno spazio nasale ridotto o parzialmente occluso.
Le cause possono essere diverse: può dipendere da un'infiammazione della mucosa, come nel caso di:
- riniti;
- rinosinusiti;
- congestioni che si trascinano nel tempo.
Oppure da una conformazione anatomica che restringe il passaggio dell'aria, come:
- setto deviato;
- turbinati ingrossati;
- perforazioni settali;
- poliposi nasale;
- neoformazioni benigne;
- maligne rinofaringee;
- nei bambini l’ipertrofia adenoidea.
“Il messaggio importante è questo: quando respirare con la bocca diventa un comportamento abituale, quasi sempre c’è una causa precisa dietro, e questa causa può essere individuata” sottolinea lo specialista.
Perché la respirazione orale si accentua di notte
“Molte persone notano il problema soprattutto durante il sonno, più che nelle ore diurne.
La postura notturna e il rilassamento dei tessuti possono accentuare una congestione nasale che magari, di giorno, passa quasi inosservata - spiega il dottor Montemagno -.
Il risultato è che il naso, già parzialmente ostruito, si chiude ulteriormente, e la respirazione con la bocca diventa quasi obbligata”.
Questo si traduce spesso in un risveglio con la bocca secca e nella sensazione di non aver dormito davvero bene, anche dopo un numero di ore sufficiente.
“In alcuni casi la respirazione orale notturna si accompagna anche a russamento, apnee notturne ed ad altri disturbi respiratori del sonno che meritano un approfondimento specifico. Non è raro che un paziente arrivi in visita per il russamento e scopra, parlandone, che il problema di fondo è proprio una difficoltà respiratoria nasale mai indagata prima” aggiunge lo specialista.
I segnali da non sottovalutare
Alcuni elementi aiutano a distinguere quando la respirazione orale è un’abitudine occasionale e quando è un problema più strutturato:
- il naso quasi sempre chiuso;
- la respirazione orale frequente, sia di giorno che di notte;
- il russamento e le apnee notturne;
- un sonno che non sembra mai davvero riposante;
- la bocca molto secca al risveglio;
- la difficoltà a respirare dal naso durante l’attività fisica;
- quella sensazione, difficile da descrivere ma facile da riconoscere per chi la vive, di non riuscire mai a far passare bene l’aria dal naso.
Nessuno di questi segnali, preso da solo, è necessariamente motivo di preoccupazione, ma la coesistenza di più sintomi che persistono nel tempo, delineano un quadro che merita attenzione.
Quando rivolgersi all'otorinolaringoiatra
Non c’è motivo di preoccuparsi per un singolo episodio di respirazione orale, magari legato a un raffreddore di stagione. È invece opportuno parlarne con uno specialista quando questo comportamento è diventato frequente, quando si presenta anche senza una causa scatenante evidente, o quando respirare comodamente dal naso, senza sforzo, non sembra più possibile.
Visita ed esami per capire le cause della respirazione orale
"Il primo passo per correggere la respirazione orale è sempre capire quale sia la causa - chiarisce lo specialista -. Individuare la causa richiede in genere una visita otorinolaringoiatrica, a volte con l’utilizzo di fibre ottiche, e un’integrazione con esami strumentali TAC e/o RNM del massiccio facciale. Nell’attesa non ci sono rimedi generici da provare in autonomia: è la diagnosi, non il fai-da-te, a indicare il trattamento più adatto."
Tornare a respirare bene dal naso: i trattamenti disponibili
I trattamenti disponibili dipendono dalle cause che hanno portato alla respirazione con la bocca:
- le cause infiammatorie, come le riniti o le rinosinusiti, possono essere trattate con successo con i farmaci,
- le cause strutturali, come deviazioni settali, ipertrofia dei turbinati, poliposi nasali ipertrofia adenoidea nel bambino, invece, dopo una valutazione più approfondita, possono essere risolte con un trattamento chirurgico funzionale, il cui obiettivo è semplicemente quello di restituire al naso la possibilità di respirare in modo efficace ed adempiere alle proprie funzioni.
Facciamo un esempio della vita quotidiana: se il tubo di scarico del lavandino di casa nostra è storto o intasato, chiamiamo l’idraulico per cambiarlo o disostruirlo, così lo specialista otorinolaringoiatra si comporta nei confronti del naso ovvero lo raddrizza o lo libera.
Il servizio di Otorinolaringoiatria dell’Istituto Clinico San Siro
Presso l’Istituto Clinico San Siro è attivo il servizio di Otorinolaringoiatria, con visite specialistiche dedicate, disponibili tramite Servizio Sanitario Nazionale e in regime privato.
“Respirare con la bocca può sembrare una semplice abitudine. Ma a volte è il modo in cui il nostro corpo compensa una difficoltà a respirare dal naso che si è instaurata gradualmente, e a cui ci si è abituati senza accorgersene. Capire perché accade è il primo passo per tornare a respirare bene” conclude il dottor Montemagno.



