Chirurgia vitreoretinica: quando è indicata e come affrontare il recupero

Chirurgia vitreoretinica: quando è indicata e come affrontare il recupero

PUBBLICATO IL 28 OTTOBRE 2026

Chirurgia vitreoretinica: quando è indicata e come affrontare il recupero

PUBBLICATO IL 28 OTTOBRE 2026

Consulta l’Unità di Oculistica dell’Istituto Clinico S Anna

La chirurgia vitreoretinica si occupa delle malattie che interessano la retina, il tessuto che raccoglie gli stimoli luminosi e permette di vedere, e il vitreo, il gel trasparente che riempie la parte posteriore dell’occhio ed è in stretto rapporto con il tessuto retinico. Ne parliamo con il dott. Andrea Loda, Responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Istituto Clinico S. Anna di Brescia.

 

Quando è indicata la chirurgia vitreoretinica 

Tra le principali indicazioni rientrano: 

  • il distacco di retina; 
  • il foro maculare; 
  • il pucker maculare, una sottile membrana che si forma sulla superficie della retina e può portare a una riduzione della vista e a una distorsione delle immagini;
  • alcune complicanze della retinopatia diabetica, come sanguinamenti persistenti all’interno dell’occhio e trazioni sulla retina;
  • alcuni traumi oculari, come quelli causati da corpi estranei penetranti.

Nella chirurgia vitreoretinica, l’intervento più utilizzato è la vitrectomia mininvasiva. 

 

In cosa consiste l’intervento di vitrectomia mininvasiva? 

Nell’intervento di vitrectomia mininvasiva, attraverso accessi di dimensioni inferiori al millimetro, passando dalla sclera (la parte bianca dell’occhio), il chirurgo vitreoretinico introduce strumenti molto sottili con cui rimuovere il vitreo e tratta la malattia presente. A seconda del caso, può: 

  • eliminare membrane;
  • liberare la retina da trazioni; 
  • riposizionare la retina 
  • trattare le rotture della retina con laser o crio trattamenti. 

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale, spesso associata a una lieve sedazione, solo in alcuni casi particolari può essere richiesta l’anestesia generale. 

Le sostanze tamponanti per la guarigione della retina

Al termine dell’operazione può essere necessario introdurre nell’occhio una sostanza tamponante, che sostenga e mantenga la retina in posizione durante la guarigione. Si possono utilizzare: 

  • aria; 
  • gas speciali; 
  • olio di silicone.

La scelta dipende dalla malattia e dalla complessità dell’intervento. Aria e gas si riassorbono spontaneamente, con tempi che vanno da alcuni giorni a diverse settimane; l’olio di silicone, invece, rimane nell’occhio e, quando le condizioni della retina lo consentono, viene rimosso con un successivo intervento.

 

Il recupero dopo l’intervento di vitrectomia mininvasiva 

Il decorso postoperatorio è parte integrante della cura e prevede di seguire diverse indicazioni mediche, tra cui:

  • colliri antibiotici e antinfiammatori;
  • posizione della testa;
  • riposo; 
  • indicazioni su viaggi in aereo e cambiamenti di altitudine. 

Colliri antibiotici e antinfiammatori

Nel periodo dopo l’intervento vengono spesso prescritti colliri antibiotici ed antinfiammatori, che vanno instillati per alcune settimane con regolarità secondo prescrizione del chirurgo. 

Il recupero visivo è graduale e dipende dalla malattia iniziale e dalle condizioni della retina. Seguire con attenzione le indicazioni postoperatorie contribuisce a creare le condizioni migliori per la migliore guarigione.

La posizione della testa

Per consentire alla sostanza tamponante di agire, può essere necessario mantenere la testa in una posizione precisa, ad esempio, con il volto rivolto verso il basso oppure su un fianco. La posizione, il numero di ore al giorno e la durata complessiva vengono stabiliti dal chirurgo: non esiste una prescrizione uguale per tutti. 

Il riposo

Anche il riposo deve essere adattato al singolo caso. Nella prima fase è necessario evitare sforzi fisici, sollevamento di pesi e attività sportive, riprendendo gradualmente le proprie abitudini secondo le indicazioni ricevute. Riposo non significa necessariamente restare a letto: contano soprattutto il rispetto delle posizioni prescritte, della terapia con i colliri e dei controlli. 

Viaggiare in aereo

Finché è presente gas nell’occhio, non si può viaggiare in aereo e devono essere evitati i cambiamenti importanti di altitudine. È inoltre necessario segnalarne la presenza prima di un’eventuale anestesia, perché il protossido d’azoto può provocarne una pericolosa espansione.

 

Chirurgia vitreoretinica all’Istituto Clinico S.Anna

Le prestazioni di chirurgia vitreoretinica presso l'Unità Operativa di Oculistica dell'Istituto Clinico S.Anna sono disponibili tramite Servizio Sanitario Nazionale, regime privato e convenzionato con fondi e assicurazioni, previa visita oculistica specialistica. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata.