Crioterapia per trattare il tumore alla prostata: minori rischi e recupero più rapido

Crioterapia per trattare il tumore alla prostata: minori rischi e recupero più rapido

PUBBLICATO IL 26 MAGGIO 2026

Crioterapia per trattare il tumore alla prostata: minori rischi e recupero più rapido

PUBBLICATO IL 26 MAGGIO 2026

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In Italia il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente nel sesso maschile, con circa 44.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Con l’avvento di nuove tecnologie mini-invasive, quali la crioterapia o crioablazione, oggi siamo in grado di curare questo tipo di tumore, minimizzando i rischi di: 

  • incontinenza 
  • disfunzione erettile. 

Ne parliamo con il professor Francesco Greco, responsabile dell’Unità di Urologia del Policlinico San Pietro, in provincia di Bergamo.

 

Crioterapia per la prostata: quando è indicata

In caso di tumore alla prostata le opzioni terapeutiche tradizionali, come la chirurgia e la radioterapia, sono spesso associate ad effetti collaterali che possono impattare negativamente la qualità della vita del paziente. 

“Si parla di tassi di disfunzione erettile che possono raggiungere il 40-60% e di incontinenza urinaria fino al 25%. 

Inoltre, anche dopo molto tempo dalla radioterapia si possono verificare complicanze gravi, come la cistite e la proctite attinica, che possono rendere la minzione e la defecazione dolorose, esponendo il paziente al rischio di sanguinamenti.  

Anche la ‘sorveglianza attiva’, pur evitando una terapia attiva, non è priva di criticità, poiché comporta frequenti biopsie e un carico di ansia psicologica non indifferente per il paziente, oltre al rischio di progressione della malattia. 

In questo scenario, la crioterapia emerge come una soluzione mini-invasiva efficace per trattare forme di tumore alla prostata localizzato a rischio basso o intermedio” sottolinea il professor Greco.

Per quali pazienti è consigliata

I pazienti candidabili alla crioterapia prostatica, in particolare, sono:

  • pazienti con cancro alla prostata localizzato a basso o intermedio rischio o con un tumore in una sola area della prostata;
  • pazienti che a causa di patologie cardiovascolari non possono affrontare un intervento di chirurgia tradizionale;
  • pazienti con recidiva locale dopo radioterapia.

 

Cos’è e  come funziona l’intervento di crioterapia prostatica

La crioterapia prostatica è un trattamento minimamente invasivo,  che, in modo selettivo e preciso, distrugge le cellule tumorali prostatiche mediante fasi di congelamento, preservando i tessuti sani e le funzioni vitali. 

“Il grande vantaggio della crioterapia è la sua capacità di colpire esclusivamente il tessuto malato, proteggendo gli organi sani circostanti”. spiega lo specialista. 

Ma come funziona? “Sotto costante monitoraggio ecografico e tramite la ricostruzione tridimensionale delle immagini ottenute con la risonanza magnetica, vengono inseriti dei sottili aghi chiamati criosonde con approccio transperineale direttamente all’interno dei noduli tumorali. Attraverso le sonde viene fatto circolare gas argon, che congela le cellule tumorali creando una vera e propria "palla di ghiaccio". Il tessuto viene poi riscaldato con gas elio e il ciclo viene ripetuto per massimizzare la distruzione del tumore”. 

Durante l'intera operazione, gli specialisti monitorano in tempo reale la temperatura dei tessuti sensibili, come il retto e lo sfintere urinario, per prevenire danni collaterali, garantendo così la massima sicurezza possibile.

 

La fase pre-operatoria

La fase pre-operatoria per l’intervento di crioterapia prostatica prevede una valutazione clinica approfondita, comprensiva di:

  • esami ematochimici;
  • imaging (come risonanza magnetica multiparametrica);
  • valutazione anestesiologica.

Il paziente riceve indicazioni precise sulla sospensione di eventuali farmaci anticoagulanti o antiaggreganti e sulle modalità di digiuno prima dell’intervento. È, inoltre, fondamentale un colloquio informativo con lo specialista urologo, durante il quale vengono illustrati benefici, possibili rischi e risultati attesi della procedura, favorendo una scelta consapevole e condivisa.

 

Il recupero post intervento

Nel post-operatorio, la crioablazione prostatica è generalmente ben tollerata e consente tempi di recupero più rapidi rispetto ad altre tecniche chirurgiche.

Il paziente può presentare disturbi gestibili con una terapia medica:

  • lieve dolore perineale;
  • edema;
  • disturbi urinari temporanei.

Spesso è previsto il posizionamento temporaneo di un catetere vescicale per alcuni giorni.

Il follow-up include:

  • controlli clinici periodici;
  • monitoraggio del PSA per valutare l’efficacia del trattamento. 

Un’adeguata informazione sulle norme comportamentali dopo la dimissione e la tempestiva segnalazione di eventuali sintomi anomali contribuiscono a ottimizzare il decorso e gli esiti clinici.

 

I vantaggi della crioterapia prostica per il paziente

I vantaggi della crioterapia per il paziente sono numerosi:

  • minima invasività, con meno perdita di sangue e nessuna necessità di trasfusioni;
  • recupero veloce, con degenza ospedaliera di 1 giorno e ritorno rapido alle attività quotidiane;
  • ripetibilità: differenza di altri trattamenti, se il tumore dovesse ripresentarsi, la crioterapia può essere ripetuta o combinata con altre terapie;
  • minor rischio di incontinenza.