Tiroide e sport: come le disfunzioni tiroidee influenzano l'attività fisica

Tiroide e sport: come le disfunzioni tiroidee influenzano l'attività fisica

PUBBLICATO IL 27 MAGGIO 2026

Tiroide e sport: come le disfunzioni tiroidee influenzano l'attività fisica

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Stanchezza persistente, calo delle prestazioni, variazioni di peso o difficoltà nel recupero dopo l’allenamento: sono segnali che molti sportivi tendono a sottovalutare. Spesso vengono attribuiti a periodi di sovraccarico o a una preparazione non ottimale, ma in alcuni casi possono nascondere un’alterazione della funzione tiroidea.

La tiroide, infatti, svolge un ruolo chiave nel metabolismo energetico e, di conseguenza, nella capacità dell’organismo di sostenere lo sforzo fisico. Quando questa non funziona correttamente, anche l’attività sportiva può risentirne in modo significativo. Ne parliamo con il prof. Alessandro Marugo, endocrinologo e responsabile del Centro della Tiroide dell’IRCCS Policlinico San Donato.

 

Cos’è la tiroide e perché è fondamentale per chi fa sport

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina localizzata nella parte anteriore del collo, alla sua base. Produce gli ormoni T3 e T4, fondamentali per il controllo di molte funzioni essenziali dell’organismo.

“Gli ormoni tiroidei sono veri e propri regolatori dell’energia dell’organismo - spiega il Prof. Marugo -. Per chi pratica sport, questo significa influenzare direttamente:

  • resistenza
  • forza muscolare 
  • capacità di recupero”.

In Italia si stima che circa 6 milioni di persone* soffrano di patologie tiroidee, spesso legate a un eccesso o a una carenza di produzione ormonale. 

Per questo motivo, riconoscere e monitorare eventuali alterazioni della funzione tiroidea è fondamentale non solo per la salute generale, ma anche per mantenere performance sportive ottimali.

 

Le principali disfunzioni tiroidee e gli impatti sull’attività sportiva

Le alterazioni della tiroide si distinguono in 3 grandi categorie (ipertiroidismo, ipotiroidismo e modifiche strutturali), quelle che impattano di più sull’attività fisica sono:

  • ipertiroidismo;
  • ipotiroidismo. 

Ipertiroidismo e sport

Nell’ipertiroidismo si verifica una produzione eccessiva di ormoni tiroidei. I sintomi più comuni includono dimagrimento, insonnia e iperattività. 

Negli sportivi, però, il quadro può essere più complesso:  “Un eccesso di ormoni tiroidei induce uno stato iperdinamico -, spiega l’esperto -. Si osservano: 

  • aumento della frequenza cardiaca;
  • ridotta resistenza;
  • maggiore rischio di tachicardie e aritmie”.

Ipotiroidismo e sport

Al contrario, l’ipotiroidismo comporta una ridotta produzione ormonale, con sintomi come stanchezza, aumento di peso, rallentamento motorio e alterazioni dell’umore. 

“Negli sportivi, l’ipotiroidismo si manifesta spesso con: 

  • calo della performance 
  • difficoltà nel recupero. 

Sono segnali che non devono essere trascurati”, avverte Marugo.

Ipotiroidismo e colesterolo alto: una relazione spesso ignorata 

Un aspetto spesso sottovalutato, soprattutto negli sportivi, riguarda la stretta relazione tra funzione tiroidea e metabolismo lipidico. Gli ormoni tiroidei, infatti, svolgono un ruolo chiave nella regolazione dei livelli di colesterolo e nel metabolismo di grassi e carboidrati.

“In presenza di colesterolo elevato non spiegato da dieta o stile di vita, è fondamentale valutare la funzione tiroidea -, evidenzia il Prof. Marugo -. L’ipotiroidismo, anche nelle forme subcliniche, può essere una causa importante.”

Quando la tiroide lavora meno del dovuto, si assiste spesso a un aumento del colesterolo totale e delle LDL, con un conseguente incremento del rischio cardiovascolare. Questo aspetto è particolarmente rilevante anche per chi pratica attività fisica, perché può influenzare negativamente la performance e la salute generale, nonostante uno stile di vita attivo.

Per questo motivo, in presenza di dislipidemia non giustificata, è raccomandato eseguire un approfondimento diagnostico che includa il dosaggio di TSH, FT3 e FT4, la ricerca degli anticorpi tiroidei e l’ecografia della ghiandola.

 

Disfunzioni tiroidee e sport intenso

L’attività fisica, soprattutto se intensa e prolungata, modifica profondamente il metabolismo energetico e coinvolge direttamente il sistema endocrino, che regola la produzione e il rilascio degli ormoni necessari ad affrontare lo sforzo. Durante l’esercizio, infatti, l’organismo aumenta il consumo di ossigeno e attiva una serie di adattamenti metabolici utili a sostenere la performance e a garantire il corretto funzionamento dei muscoli.

In questo contesto vengono prodotti i cosiddetti ROS (Reactive Oxygen Species), molecole normalmente generate durante i processi energetici cellulari. Se presenti in quantità controllata, i ROS svolgono anche un ruolo fisiologico nei meccanismi di adattamento all’allenamento. Tuttavia, quando aumentano eccessivamente, possono contribuire allo stress ossidativo muscolare, con effetti negativi su forza, resistenza e tempi di recupero.

“Quando esiste una disfunzione tiroidea, la produzione di ROS può aumentare ulteriormente -, spiega il Prof. Marugo -. Questo può favorire stati infiammatori a carico di muscoli e tendini.” 

Inoltre, sia l’ipertiroidismo, sia l’ipotiroidismo possono amplificare questi meccanismi alterando l’equilibrio metabolico e peggiorando la capacità dell’organismo di adattarsi allo sforzo fisico, con possibili ripercussioni sulla performance e sul rischio di infortuni.

 

Disfunzioni tiroidee negli sportivi: i segnali da riconoscere 

Uno degli aspetti più critici è che i sintomi delle disfunzioni tiroidee sono spesso aspecifici e facilmente confondibili con un normale affaticamento.

“Il problema è che molti atleti interpretano questi segnali come un calo fisiologico della performance - sottolinea il Prof. Marugo -. In realtà, potrebbero essere il campanello d’allarme di un’alterazione endocrina.”

Tra i segnali legati ad una disfunzione tiroidea, i più importanti sono:

  • ridotta resistenza fisica;
  • recupero lento dopo l’attività;
  • aumento o perdita di peso inspiegabili;
  • alterazioni della frequenza cardiaca;
  • debolezza muscolare;
  • sudorazione anomala;
  • disturbi del sonno.

I sintomi dell’ipotiroidismo e dell’ipertiroidismo negli sportivi

Nel caso dell’ipotiroidismo, possono comparire anche sintomi come: 

  • ridotta ossigenazione dei tessuti;
  • scarsa vascolarizzazione muscolare. 

Nell’ipertiroidismo, invece, sono frequenti: 

  • tachicardie; 
  • ansia;
  • difficoltà a mantenere la performance.

  

Sport e tiroide nei giovani

Nei soggetti più giovani, in particolare durante l’età puberale, il corretto funzionamento della tiroide è ancora più cruciale, poiché influisce direttamente sui processi di crescita e maturazione ormonale.

“Un ipotiroidismo non diagnosticato può interferire con lo sviluppo ormonale -, spiega il Prof. Marugo -. Nelle ragazze, ad esempio, può provocare alterazioni del ciclo mestruale o blocchi del sistema ipotalamo-ipofisi-ovarico”.

Inoltre, nei giovani che praticano sport, soprattutto a livello agonistico, una disfunzione tiroidea può amplificare gli effetti dello stress fisico sull’organismo. Questo può tradursi in un ritardo nella maturazione puberale, in una ridotta capacità di recupero e, nei casi più complessi, in uno squilibrio dell’assetto endocrino complessivo.

Per questo è fondamentale non sottovalutare segnali come: 

  • stanchezza persistente;
  • calo della performance;
  • alterazioni del ciclo mestruale.  

Quando indicato, è importante  prevedere una valutazione endocrinologica anche in età adolescenziale.

 

Disfunzioni tiroidee e sport: quando rivolgersi allo specialista 

La valutazione della funzione tiroidea è consigliata in presenza di sintomi sospetti, ma anche in fase preventiva, soprattutto per chi pratica sport in modo continuativo o agonistico.

“Il controllo della tiroide dovrebbe far parte degli screening di base dello sportivo -, afferma il Prof. Marugo -. Soprattutto in presenza di familiarità o segnali clinici, anche lievi”.

Chi soffre di tiroide può fare sport?

Avere una patologia tiroidea non significa dover abbandonare l’attività fisica. Al contrario, con una diagnosi corretta e un trattamento adeguato, è possibile continuare a praticare sport in sicurezza.

“Non esistono controindicazioni assolute allo sport -, conclude il Prof. Marugo -. Ma è fondamentale ascoltare il proprio corpo e rivolgersi allo specialista quando qualcosa cambia. La tiroide è un regolatore chiave: mantenerla in equilibrio significa proteggere anche la performance”.

La tiroide è un elemento centrale per il benessere generale e per la performance sportiva. Riconoscere precocemente i segnali di un possibile malfunzionamento permette di intervenire in modo tempestivo, evitando conseguenze sulla salute e sull’attività fisica.

Per chi pratica sport, il messaggio è chiaro: non sottovalutare i segnali del corpo e includere il controllo della funzione tiroidea nel proprio percorso di prevenzione.

*fonte Istituto Superiore di Sanità (ISS)