Litotrissia extracorporea: l’intervento non invasivo per i calcoli urinari

Litotrissia extracorporea: l’intervento non invasivo per i calcoli urinari

PUBBLICATO IL 17 LUGLIO 2026

Litotrissia extracorporea: l’intervento non invasivo per i calcoli urinari

PUBBLICATO IL 17 LUGLIO 2026

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La calcolosi dell’apparato urinario è una patologia estremamente diffusa che può assumere i caratteri dell’urgenza quando si manifesta con una colica renale o quando il calcolo determina un blocco della funzionalità renale. Una volta effettuata la diagnosi, generalmente mediante ecografia o TC, lo specialista individua il percorso terapeutico più appropriato in base alle caratteristiche del calcolo.

Tra le opzioni disponibili, la litotrissia extracorporea rappresenta una soluzione efficace e poco invasiva. Ne parliamo con il dottor Giuseppe Corrado, Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Villa Erbosa a Bologna.

 

Cos’è la litotrissia extracorporea

La litotrissia extracorporea a onde d'urto (ESWL) è una metodica, introdotta negli anni ‘80-’90, che consente di ottenere la frammentazione dei calcoli.

“Questo trattamento mantiene ancora oggi un ruolo importante, anche se disponiamo di strumentazioni endoscopiche mininvasive che abitualmente vengono utilizzate per curare questa patologia, ma che richiedono l’impiego dell’anestesia e il ricovero del paziente”, spiega il dottor Corrado.

Come vengono frammentati i calcoli urinari

Durante la procedura, il calcolo viene colpito da onde d'urto generate esternamente e concentrate sul bersaglio mediante guida ecografica.

“Questa metodica consente di frantumare il calcolo senza dover ricorrere a incisioni o procedure invasive, permettendone la successiva eliminazione naturale”, precisa lo specialista.

 

Quali calcoli possono essere trattati con la litotrissia extracorporea

Per procedere a un corretto trattamento della calcolosi sono indispensabili 2 informazioni fondamentali: le dimensioni e la sede del calcolo.

“Come regola generale, i calcoli al di sotto dei 3-4 mm non vanno trattati, perché nel 90% dei casi vengono espulsi spontaneamente - spiega lo specialista -. Negli altri casi, la litotrissia extracorporea può trattare con ottimi risultati tutti i calcoli inferiori a 8-10 mm, sia che si trovino nel rene sia nell’uretere, purché siano ben visibili e centrabili ecograficamente”.

La valutazione preliminare dello specialista resta fondamentale per garantire che le vie urinarie siano libere e che l'espulsione possa avvenire correttamente.

Quando non è indicata

La litotrissia extracorporea può non essere la soluzione più appropriata in presenza di calcoli particolarmente voluminosi.

“Se trattiamo un calcolo troppo voluminoso si creano molti frammenti e non siamo sicuri che l'espulsione avvenga correttamente. Questo può determinare un'ostruzione della via urinaria e provocare coliche renali”, spiega il dottor Corrado.

Esistono inoltre precise controindicazioni cliniche: “Il paziente scoagulato non va trattato perché esiste un rischio di sanguinamento e di ematoma renale. Lo stesso vale per le pazienti in gravidanza o per chi presenta un elevato rischio emorragico”, precisa lo specialista.

 

Come si svolge la litotrissia extracorporea?

“Il grande vantaggio di questa metodica è quello di consentire un trattamento totalmente ambulatoriale in cui il paziente non deve essere sottoposto ad anestesia”, afferma il dottore. L’intervento di litotrissia extracorporea:

  • viene eseguito tramite un'apparecchiatura esterna appoggiata sul fianco;
  • non richiede particolari preparazioni;
  • ha una durata breve, di circa 15/20 minuti, al termine della quale il paziente può rientrare immediatamente a casa.

 

La convalescenza dopo la litotrissia extracorporea

Dopo il trattamento, il paziente deve favorire l'eliminazione spontanea dei frammenti prodotti.

“È importante aumentare l'assunzione di acqua e liquidi e mantenere una buona attività fisica per consentire l'espulsione dei frammenti che si sono creati”, spiega lo specialista.

Il medico può, inoltre, programmare controlli successivi per verificare l'efficacia del trattamento e la completa pulizia del canale urinario.

 

I vantaggi della litotrissia extracorporea

Nonostante lo sviluppo della strumentazione endoscopica abbia ridimensionato il raggio d'azione di questa tecnica, la litotrissia extracorporea continua a essere una valida opzione terapeutica grazie ai suoi indiscutibili benefici, tra cui:

  • assenza di anestesia;
  • assenza di ricovero (regime puramente ambulatoriale);
  • procedura non invasiva e di breve durata;
  • rapido ritorno al domicilio.

 

Effetti collaterali e possibili complicanze dell’intervento

“Come tutte le procedure mediche, possono comparire piccoli effetti collaterali nelle ore successive all’intervento - spiega il dottor Corrado - come: 

  • la macroematuria (presenza di sangue nelle urine);
  • il rischio di coliche renali dovute al passaggio dei frammenti lungo l'uretere”.

Inoltre, se la frammentazione non è stata totale, potrebbe rendersi necessario un secondo trattamento. Una selezione accurata del paziente riduce al minimo questi rischi.

 

Altre tipologie di trattamenti per i calcoli renali 

Oltre alla litotrissia extracorporea ci sono altre tecniche per trattare la calcolosi urinaria

Quando si è in presenza di calcoli di dimensioni maggiori (fino a 2,5 cm) o di calcoli ureterali che bloccano il rene causando un'urgenza, si preferisce utilizzare strumenti endoscopici rigidi o flessibili. Queste tecniche risalgono le vie urinarie naturali e, attraverso l'ausilio di una fibra laser, polverizzano ed estraggono direttamente il calcolo, liberando rapidamente il paziente dal dolore, seppur richiedendo ricovero e anestesia. 

Calcoli ancora più grandi, oggi rari, richiedono invece l'approccio laparoscopico o percutaneo.

 

L’intervento di litotrissia extracorporea a Villa Erbosa a Bologna

Presso l'Unità Operativa di Urologia di Villa Erbosa a Bologna sono disponibili tutte le moderne metodiche di trattamento della calcolosi, tra cui la litotrissia extracorporea e altri interventi mininvasivi per le patologie più complesse.

Gli interventi e le procedure possono essere effettuati sia in regime SSN, sia in regime privato. Il servizio garantisce tempi rapidi ed è coordinato dal dottor Corrado e da professionisti che vantano un’esperienza ultratrentennale nel trattamento di questa patologia.

Per accedere al trattamento è necessario prenotare una visita urologica specialistica presso Villa Erbosa. Sarà successivamente l'urologo a definire il percorso diagnostico-terapeutico più indicato e, se appropriato, a programmare la procedura di litotrissia.