Orecchio del nuotatore: come riconoscerlo e prevenirlo

Orecchio del nuotatore: come riconoscerlo e prevenirlo

PUBBLICATO IL 21 LUGLIO 2026

Orecchio del nuotatore: come riconoscerlo e prevenirlo

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Tanto fastidiosa quanto comune, l’otite del nuotatore, detta anche orecchio del nuotatore (in inglese “swimmer’s ear”), il cui nome medico è otite esterna, è una condizione che in estate vede una vera e propria impennata di casi. Le nuotate e le tante ore passate in acqua, al mare o in piscina, possono infatti facilitarne l’insorgenza. 

Cosa fare per attenuare fastidi e dolore? E quali gli errori da evitare? Lo abbiamo chiesto al dottor Mario Papalia, responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico San Pietro, in provincia di Bergamo.

 

Cos’è l’otite del nuotatore e perché viene

L’otite del nuotatore, o otite esterna, è un’infezione batterica (più raramente da funghi) dell’orecchio esterno, frequente nei mesi estivi e in particolar modo nei nuotatori. 

“Il suo sviluppo è legato al ristagno di acqua nel canale uditivo dove, complice il caldo-umido e la macerazione delle cellule che rivestono il condotto, si crea un microambiente favorevole alla proliferazione dei microrganismi. I microtraumi provocati dal grattamento che ne consegue diventano facili vie di accesso per i batteri che scatenano l’infiammazione”, spiega il dottor Papalia.

 

Come si manifesta l’orecchio del nuotatore

La prima sensazione è quella che sia rimasta l’acqua nell’orecchio. Poi si avverte il prurito e successivamente il dolore, soprattutto di notte. 

Un altro sintomo comune dell’otite del nuotatore è l’ipoacusia, ovvero la riduzione dell’udito.

 

Quali sono i fattori di rischio o predisponenti

Uno dei fattori di rischio dell’otite del nuotatore è l’assenza totale di cerume a torto considerato ‘sporcizia’. “Proprio così. Un eccesso di pulizia non fa bene alla salute dell’orecchio. Il cerume infatti è una secrezione fisiologica dell’orecchio che ha un’attività antibatterica e protettiva - continua lo specialista -. 

In particolare, le manovre meccaniche di pulizia del condotto uditivo esterno, attraverso l’utilizzo di bastoncini di cotone o peggio forcine per capelli, sono sconsigliate poiché favoriscono la formazione del tappo di cerume e i microtraumatismi della cute. E non solo: il loro utilizzo scorretto, cioè in modo troppo aggressivo e in profondità, può arrivare non infrequentemente a provocare una perforazione timpanica”. 

Altri fattori che possono favorire l’insorgenza dell’orecchio del nuotatore sono:

  • l’utilizzo eccessivo di saponi, shampoo, detergenti;
  • terapie con farmaci immunosoppressori (ad esempio, cortisonici e chemioterapici);
  • alcune patologie sistemiche come il diabete.

 

Come si può prevenire l’otite del nuotatore

Per prevenire l'otite del nuotatore è utile seguire alcune buone abitudini:

  • evitare i microtraumi e l’eccessiva igienizzazione del condotto uditivo esterno. Per pulire gli orecchi in modo adeguato è sufficiente detergere l’orecchio esterno con acqua e sapone neutro senza introdurre corpi estranei (angolo della salvietta, carta, bastoncini cotonati etc );
  • evitare il contatto con l’acqua non solo durante il bagno al mare e in piscina, ma anche quando ci si lava i capelli: questo vale in particolare per chi ne soffre frequentemente. Se questo non fosse possibile una buona abitudine è detergere il condotto uditivo esterno con un blando disinfettante (ad esempio, acqua borica sempre su indicazione specialistica). 

 

Come si cura l’orecchio del nuotatore

La terapia prevede, dopo parere medico, l’utilizzo di farmaci antifiammatori per attenuare il dolore e terapia antibiotica (locale o sistemica, in base alla gravità della situazione) per eliminare l’infezione. 

“La terapia è efficace se eseguita per almeno 10 giorni, periodo durante il quale va assolutamente evitato l’ingresso di acqua nell’orecchio interessato” avverte il dottor Papalia.

 

Quanto dura l’otite del nuotatore

La durata dell’otite del nuotatore può variare in base alla gravità dell’infiammazione e alla tempestività del trattamento. Nella maggior parte dei casi, con una terapia adeguata prescritta dal medico, i sintomi iniziano a migliorare entro pochi giorni e si risolvono generalmente nell’arco di 1 o 2 settimane

È importante seguire correttamente le indicazioni terapeutiche e mantenere l’orecchio asciutto durante la guarigione per evitare recidive o un prolungamento dei tempi di recupero.

 

Quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra 

“È consigliabile consultare uno specialista in otorinolaringoiatria quando:

  • il dolore è intenso;
  • i sintomi persistono oltre pochi giorni nonostante le prime cure;
  • compaiono secrezioni dall’orecchio, riduzione dell’udito o gonfiore significativo del condotto uditivo. 

Una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica è particolarmente importante nei bambini, nelle persone con diabete e immunodepresse o quando gli episodi tendono a ripresentarsi frequentemente” suggerisce lo specialista.

 

Il percorso di cura per l’otite del nuotatore al Policlinico San Pietro

Al Policlinico San Pietro, l’otite del nuotatore viene presa in carico dagli specialisti dell’Unità di Otorinolaringoiatria, diretta dal Dottor Papalia, punto di riferimento sul territorio con oltre 20 anni di esperienza nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’orecchio. 

Dopo una valutazione specialistica con otoscopia e otomicroscopia e, se necessario, esami audiologici, viene impostato un percorso terapeutico personalizzato che può comprendere: 

  • detersione strumentale sotto controllo microscopico del condotto uditivo; 
  • terapie locali e farmacologiche mirate per controllare l’infezione e ridurre dolore e infiammazione. 

Particolare attenzione è riservata ai pazienti pediatrici, tra i più esposti a questa problematica durante il periodo estivo. 

Come si accede al servizio

Per accedere al servizio è necessario prenotare una prima visita specialistica otorinolaringoiatrica, in SSN o in regime privato