Microbioma cutaneo e mare: cosa succede alla nostra pelle in acqua?

Microbioma cutaneo e mare: cosa succede alla nostra pelle in acqua?

PUBBLICATO IL 24 LUGLIO 2026

Microbioma cutaneo e mare: cosa succede alla nostra pelle in acqua?

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Quando pensiamo ai benefici del mare, la mente va subito al relax mentale, alla vitamina D che il sole ci regala e all'effetto tonificante delle onde. C’è, tuttavia, un universo microscopico che risente profondamente dei nostri bagni estivi: il microbioma cutaneo.

Ma di cosa si tratta esattamente? Questo ecosistema invisibile è composto da miliardi di microrganismi "buoni" tra cui batteri, funghi e virus che popolano la superficie della nostra pelle. Lungi dall'essere dannosi, essi agiscono come un vero e proprio scudo biologico contro le aggressioni esterne, regolano l'immunità cutanea e mantengono l'integrità della barriera della pelle.

Cosa accade a questo delicato equilibrio quando ci immergiamo in mare? Ne parliamo con  la dott.ssa Elena Guanziroli, medico dermatologo presso la Zucchi Wellness Clinic di Monza.

 

Gli effetti dell'acqua di mare sulla nostra pelle

“L'acqua marina è un concentrato di sali minerali e oligoelementi, come cloruro di sodio, magnesio, iodio e potassio. Dal punto di vista chimico, questa composizione è molto simile a quella dei fluidi biologici presenti naturalmente nelle nostre cellule, come il plasma sanguigno. Questa affinità permette alla pelle di tollerare e assorbire positivamente i minerali attraverso un processo di scambio biochimico. Quando ci immergiamo, infatti, avvengono contemporaneamente diverse azioni fisiche e chimiche:

  • azione osmotica e lavaggio meccanico: l 'acqua salata rimuove meccanicamente le cellule morte, il sebo in eccesso e parte delle impurità, effettuando una sorta di "pulizia" della superficie cutanea;
  • modulazione del pH: la pelle sana ha un pH intorno a 4.7-5.5, fondamentale per mantenere in vita i batteri "buoni" e respingere quelli patogeni. L'acqua di mare è invece più alcalina con un pH vicino a 8. Questa variazione temporanea modifica l'habitat cutaneo: rallenta brevemente la proliferazione di alcuni microrganismi abituali, spingendo il microbioma a riorganizzarsi una volta tornati all'asciutto;
  • proprietà antisettiche naturali: il sale e lo iodio svolgono una naturale azione disinfettante. Per alcuni ceppi batterici associati a patologie dermatologiche, come lo Staphylococcus aureus, spesso causa di follicolite e impetigine, l'ambiente salino è decisamente ostile e ne contrasta la proliferazione. Studi clinici hanno evidenziato una variazione del microbioma cutaneo in pazienti affetti da dermatite atopica trattati con climatoterapia del Mar Morto, in particolare una riduzione di specie di stafilococco e streptococco”.

L'impatto del mare sul microbioma, però, non è identico per tutti e varia sensibilmente in base allo stato di salute di partenza della cute.

Gli effetti per chi soffre di pelle grassa o acneica

“L'effetto combinato di sole e acqua salata può: 

  • asciugare le lesioni infiammatorie come papule e pustole
  • ridurre la carica di alcuni microrganismi complici dell'acne. 

Il sale, infatti,  agisce come un leggero esfoliante naturale, liberando i pori. Tuttavia, è fondamentale considerare che la fotoesposizione peggiora l’acne ritenzionale, sia comedonica che microcistica. 

Inoltre, il rientro dalle vacanze può essere critico: se la pelle viene eccessivamente disidratata dal sale e non viene nutrita a dovere, si rischia il cosiddetto ‘effetto rebound’ o rimbalzo. Per difendersi dalla secchezza, la pelle potrebbe reagire producendo ancora più sebo, causando una riattivazione dell’acne

È pertanto necessario valutare e modulare i trattamenti per l’acne e associarli a fotoprotezione specifica” segnala la dott.ssa.

Gli effetti per chi ha la pelle secca, sensibile o con dermatite

“Se il microbioma è già alterato o la barriera cutanea è compromessa, il sale può risultare aggressivo. L'azione osmotica tende, infatti, ad ‘attirare’ l'acqua verso l'esterno, privando la cute della sua normale idratazione. Ciò può favorire: 

  • bruciore;
  • arrossamenti;
  • una barriera più vulnerabile alle aggressioni esterne”.

 

La corretta "skincare da spiaggia" per proteggere il microbioma cutaneo

Come godersi il mare senza destabilizzare il nostro scudo biologico? La parola d'ordine è equilibrio. Non dobbiamo aver paura dell'acqua di mare, ma dobbiamo stare attenti a cosa facciamo una volta usciti dall’acqua, prendendoci cura del microbioma cutaneo attraverso piccoli gesti quotidiani:

  • doccia con acqua dolce: è il passo più importante. Sciacquare la pelle subito dopo i bagni rimuove i cristalli di sale. Se lasciati sulla cute, questi cristalli non solo continuerebbero a disidratarla, ma agirebbero come microscopiche lenti d'ingrandimento sotto il sole, aumentando il rischio di scottature ed eritemi;
  • detergenza delicata: è preferibile utilizzare detergenti non schiumogeni, come gli oli lavanti o i detergenti senza sapone (syndet). Questi prodotti puliscono per affinità senza rimuovere il film idrolipidico, rispettando i batteri buoni del microbioma;
  • ripristino dell'idratazione con i giusti attivi: applicare una crema emolliente dopo la doccia è essenziale per ricostruire la barriera cutanea. Sono ideali i prodotti contenenti ceramidi, che ricompattano i ‘mattoni’ della pelle e ingredienti prebiotici come l'inulina, i galatto-oligosaccaridi o gli estratti di avena, che fungono da vero e proprio "nutrimento" selettivo per i batteri buoni, aiutandoli a ricolonizzare la superficie cutanea e a riequilibrare il pH”.

Protezione solare per proteggere il microbioma cutaneo

Il sole ha un legame strettissimo con il microbioma: 

  • l'esposizione moderata e protetta stimola la produzione di vitamina D e ha un effetto immunomodulante benefico, ad esempio, per la psoriasi;
  • i raggi UV intensi e le scottature alterano drasticamente la flora batterica cutanea, riducendone la biodiversità e indebolendo le difese immunitarie locali. 

L'applicazione di una protezione solare ad ampio spettro (SPF 50+) non è quindi negoziabile: protegge le cellule e, di riflesso, anche i microrganismi che lavorano per noi.

 

Come accedere a una visita dermatologica

È possibile prenotare una prima visita dermatologica in solvenza oppure tramite enti e fondi integrativi, attraverso l’Area dei servizi digitali di Gruppo San Donato.