Danni del sole sulla pelle: attenzione alle scottature e cosa fare

Danni del sole sulla pelle: attenzione alle scottature e cosa fare

PUBBLICATO IL 22 MAGGIO 2026

Danni del sole sulla pelle: attenzione alle scottature e cosa fare

PUBBLICATO IL 22 MAGGIO 2026

Alzi la mano chi non ha mai avuto una scottatura solare in vita sua. Questo tipo di scottature, infatti, è molto diffuso, purtroppo, soprattutto nei mesi estivi. Spesso, tuttavia, si tende a sottovalutarlo, in quanto si pensa erroneamente che una volta che il rossore e il dolore sono scomparsi, la pelle è tornata come prima. 

In realtà non è così: anche quando i sintomi visibili si risolvono, possono rimanere danni profondi al DNA delle cellule cutanee, destinati a manifestarsi anche dopo molti anni. Comprendere come agiscono le scottature, quali sono i danni del sole sulla pelle, a cosa prestare attenzione e come proteggersi è fondamentale per la salute della pelle nel lungo periodo. 

Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Elena Guanziroli, specialista in dermatologia della Casa di Cura La Madonnina.

 

Scottature solari: come si classificano e riconoscono

“Le scottature solari, ovvero le lesioni alla pelle causate da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (UV), radiazioni invisibili emesse dal sole, si distinguono in base alla loro gravità in modo simile alle ustioni” spiega la dottoressa. In base al grado, inoltre, si manifestano con determinati sintomi. Nello specifico: 

  • primo grado: sono caratterizzate da arrossamento e bruciore allo strato più superficiale della pelle. Di solito guariscono in modo spontaneo;
  • secondo grado: interessano strati più profondi della pelle, con arrossamento, comparsa di vescicole, gonfiore e dolore intenso
  • terzo grado (raro): danni profondi ai tessuti cutanei. Oltre alle manifestazioni del II grado, ad esse si associano spesso anche febbre e dolori articolari ed è frequente la formazione di cicatrici. A causa del rischio di infezioni e necrosi, possono richiedere cure ospedaliere.

L’abbronzatura come meccanismo di difesa

Un aspetto spesso comunemente frainteso riguarda l’abbronzatura in sé. La produzione di melanina, che conferisce alla pelle il caratteristico colore ambrato, considerato da molti un segno di bellezza, è una risposta difensiva a un danno

La pelle sta, infatti, attivando un meccanismo di protezione per schermare il DNA cellulare dall’aggressione dei raggi ultravioletti, nel tentativo di limitare danni più profondi.

 

Raggi UVA, UVB e UVC: differenze e danni solari sulla pelle 

Penetrando nella pelle, i raggi ultravioletti possono causare danni cellulari e, nello specifico:

  • i raggi UVA: contribuiscono all’invecchiamento cutaneo precoce (rughe, perdita di elasticità) e al danno ossidativo, penetrando più in profondità nella pelle, spesso senza sintomi visibili;
  • i raggi UVB: sono i principali responsabili delle scottature e agiscono sugli strati più superficiali della cute;
  • i raggi UVC: sono i più energetici e potenzialmente i più dannosi, ma vengono quasi completamente assorbiti dallo strato di ozono e non raggiungono la superficie terrestre. Sono presenti essenzialmente solo in fonti artificiali (come lampade germicide) e, in caso di esposizione non schermata, possono causare danni acuti a pelle e occhi e lesioni cellulari. Eventuali riferimenti alla “protezione UVC” in alcune creme solari indicano test di laboratorio o una protezione teoricamente fully extended dello spettro UV, senza rilevanza per l’esposizione solare quotidiana, ma che potrebbe eventualmente risultare utile per operatori che lavorano in ambienti con sorgenti artificiali di UV.

Tutte e 3 le radiazioni UV sono in grado di danneggiare il DNA cellulare in modo diverso fra loro e contribuire allo sviluppo di tumori cutanei. Nella vita quotidiana, ad ogni modo, l’esposizione riguarda, ovviamente, quasi esclusivamente UVA e UVB, che raggiungono la superficie terrestre.

 

Quanto durano gli effetti delle scottature solari sulla pelle

Gli effetti visibili di una scottatura solare possono durare da 1 a pochi giorni, a seconda della gravità, ma il danno biologico può persistere molto più a lungo. Anche quando la pelle sembra tornata normale, le cellule sottostanti avviano un complesso processo di autoriparazione che può durare settimane e non sempre è risolutivo. Alcuni danni, infatti, se troppo estesi, divengono permanenti.

La "memoria" della pelle: i danni del sole che non si vedono subito

La pelle ha una sorta di vera e propria “memoria biologica”: ogni esposizione eccessiva al sole lascia un segno nel DNA delle cellule. Con il tempo, questi danni si accumulano e possono portare a:

  • invecchiamento precoce;
  • macchie cutanee;
  • alterazioni cellulari che fanno sì che le cellule funzionino male e perdano la capacità di ripararsi;
  • aumento del rischio di tumori della pelle.

Questo processo è silenzioso e progressivo, motivo per cui spesso ci si accorge delle conseguenze solo anni dopo.

Esposizione solare non protetta nell'infanzia: un rischio per il futuro

“L’esposizione solare non protetta e le scottature subite durante l’infanzia e l’adolescenza sono particolarmente pericolose – chiarisce la dottoressa Guanziroli -. In questa fascia di età, infatti, la protezione offerta dalla melanina è più ridotta e la pelle è più vulnerabile ai danni del DNA, con effetti che possono essere significativi e manifestarsi molti anni dopo”.

Anche poche scottature e un’eccessiva esposizione ai raggi UV (UVA e UVB) in generale nei primi anni di vita possono aumentare il rischio di sviluppare neoplasie cutanee e altri problemi della pelle in età adulta. Questo non significa, attenzione, che si verificheranno con certezza, ma che la probabilità che si manifestino è maggiore.

 

La mappatura dei nei e controlli annuali

Lo strumento principale per monitorare lo stato di salute della nostra pelle e i potenziali danni invisibili causati dal sole, così da poterli, in caso, intercettare in fase precoce, sono le visite dermatologiche di controllo, soprattutto prima dell’estate. 

La visita dermatologica con mappatura dei nei permette, infatti, di individuare e monitorare eventuali cambiamenti della nostra pelle nel tempo.

In particolare, la videodermatoscopia è una tecnica non invasiva che utilizza una telecamera ad alto ingrandimento per acquisire immagini dettagliate dei nei, permettendo di osservare strutture cutanee non visibili a occhio nudo, nonché di archiviare e confrontare le immagini nel tempo, così da rilevare anche eventuali minime modificazioni durante i vari controlli.

 

Come prevenire i danni invisibili del sole

La prevenzione resta, ad ogni modo, l’arma più efficace per proteggere la nostra pelle dal sole e possiamo effettuarla:

  • usando una crema solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con SPF adeguato al proprio fototipo di pelle, per tutto l’anno (non solo d’estate e/o con il sole) da riapplicare durante l’esposizione solare diretta almeno ogni 2 ore o dopo il bagno;
  • evitare l’esposizione solare diretta nelle ore più calde (indicativamente tra le 11:00 e le 15:00) in cui i raggi UV sono più forti;
  • indossare cappelli, abiti dai tessuti anti-UV (upf 50+) e occhiali da sole con filtri UV. Anche gli occhi possono essere danneggiati dai raggi UV che, fra le altre cose, possono causare anche una cataratta precoce.

“È importante ricordare che, pur essendo lo strumento più importante che abbiamo per difendere la pelle dai raggi UV, la protezione solare non li blocca al 100%, quindi deve essere inserita in una strategia di protezione generale; proprio come stile di vita, che include comportamenti corretti e consapevolezza dei rischi” conclude la dottoressa.  La pelle va protetta ogni giorno, non solo in vacanza.