
Alimentazione e chemioterapia: indicazioni scientifiche e consigli pratici
PUBBLICATO IL 04 FEBBRAIO 2026
L’alimentazione durante la chemioterapia riveste un ruolo fondamentale nel supportare l’organismo, messo a dura prova dalla malattia e dai trattamenti. Un adeguato apporto nutrizionale contribuisce a preservare la massa muscolare, sostenere il sistema immunitario e migliorare la tolleranza alle cure, incidendo positivamente sulla qualità di vita. L’obiettivo non è curare il tumore con la dieta, ma fornire al corpo le risorse necessarie per affrontare al meglio il percorso terapeutico.
A questo proposito, il dottor Andrea Pontara, dietologo presso l’Area di Nutrizione Clinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, spiega i principi dell’alimentazione durante la chemioterapia, i fabbisogni nutrizionali, gli alimenti consigliati e quelli da evitare, oltre alle strategie utili per gestire i principali effetti collaterali dei trattamenti.
Perché l’alimentazione è importante durante la chemioterapia
Durante la chemioterapia l’organismo è sottoposto a uno stress significativo: deve affrontare la malattia, tollerare i farmaci e, allo stesso tempo, mantenere le funzioni vitali.
“In questo contesto – spiega il dott. Pontara - un’alimentazione adeguata rappresenta un elemento centrale nella gestione del paziente oncologico e diventa parte integrante del percorso terapeutico. Un corretto apporto calorico-proteico contribuisce infatti a:
- sostenere la funzione immunitaria;
- migliorare la tolleranza ai trattamenti;
- preservare la massa magra.
Un buono stato nutrizionale è, inoltre, associato a una maggiore aderenza terapeutica, una riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza e un miglioramento complessivo della qualità di vita.
Non si tratta di ‘curare’ il tumore con la dieta, ma di fornire all’organismo gli strumenti necessari per affrontare al meglio le cure”.
Effetti della chemioterapia sul metabolismo
La chemioterapia può modificare il fabbisogno energetico a causa dei processi infiammatori, della riparazione tissutale e della perdita di massa magra.
I trattamenti oncologici possono, inoltre, influire in modo significativo sullo stato nutrizionale, determinando alterazioni del gusto, riduzione dell’appetito e disturbi gastrointestinali.
La combinazione di questi fattori può ridurre l’introito alimentare e aumentare il rischio di deficit energetico e proteico, con conseguente perdita di peso (prevalentemente a carico della massa magra, spesso associata a sarcopenia) e peggioramento della performance fisica.
Rischio di malnutrizione nei pazienti oncologici
“La malnutrizione è una condizione frequente nel paziente oncologico e rappresenta un importante fattore prognostico negativo – continua -.
Può manifestarsi anche in assenza di un evidente sottopeso. Il riconoscimento precoce dei segni di malnutrizione (quali calo ponderale, riduzione dell’assunzione alimentare e astenia) è fondamentale per avviare tempestivamente un intervento nutrizionale adeguato”.
Alimentazione durante la chemioterapia: principi generali
Non esiste un regime alimentare unico valido per tutti i pazienti. L’alimentazione deve essere personalizzata in base ai sintomi, alle preferenze individuali e alla tolleranza gastrointestinale. È consigliabile:
- suddividere l’introito in pasti piccoli e frequenti;
- privilegiare consistenze morbide;
- optare per preparazioni semplici e facilmente digeribili.
Nutrizione oncologica e fabbisogni nutrizionali
Prosegue l’esperto: “Le linee guida ESPEN raccomandano un adeguato apporto di energia (25-30 kcal/kg al giorno) e di proteine (1,0–1,5 g/kg al giorno). In particolare:
- cereali e tuberi forniscono energia;
- alimenti proteici di alta qualità, come pesce, uova, latticini e legumi, supportano la sintesi proteica e la riparazione tissutale;
- frutta e verdura, infine, garantiscono l’apporto di micronutrienti essenziali.
Quando l’appetito è ridotto o l’assunzione alimentare insufficiente, può essere utile aumentare la densità calorica e proteica dei pasti senza aumentarne il volume (fortificazione). Questa strategia permette di soddisfare i fabbisogni nutrizionali anche con porzioni piccole. Può migliorare significativamente l’apporto nutrizionale l’aggiunta di:
- olio extravergine di oliva;
- panna;
- formaggi grattugiati;
- yogurt;
- frutta secca;
- latte in polvere;
- altri ingredienti proteici”.
Importanza del supporto nutrizionale in chemioterapia
Il supporto nutrizionale rappresenta una componente fondamentale nella gestione del paziente oncologico sottoposto a chemioterapia. L’obiettivo è prevenire o correggere la malnutrizione proteico-calorica, una condizione frequente in questi pazienti e associata a esiti clinici peggiori.
Quando l’alimentazione spontanea non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni, può essere indicato l’impiego di supplementi nutrizionali orali, oltre alle strategie di fortificazione dei pasti. Si tratta di alimenti a fini medici speciali, disponibili in formulazioni liquide, semisolide o in polvere, progettati per aumentare l’apporto calorico e proteico e da utilizzare sempre sotto la supervisione di un professionista esperto.
Cosa mangiare durante la chemioterapia
“Sono generalmente ben tollerati alimenti morbidi, umidi e facilmente masticabili, come:
- pesce;
- uova;
- formaggi freschi;
- yogurt;
- cereali;
- purè;
- frutta matura;
- verdure cotte.
Frullati, frappè e creme rappresentano valide alternative nei momenti di scarso appetito – raccomanda il dietologo -.
Le proteine sono fondamentali per preservare la massa muscolare e sostenere la risposta immunitaria, mentre l’energia fornita da carboidrati e grassi aiuta a prevenire il catabolismo. Frutta e verdura, assunte quotidianamente in piccole porzioni, apportano vitamine e minerali essenziali, adattando consistenza e preparazione alla tolleranza individuale.
Idratazione nei pazienti in trattamento
Un’adeguata idratazione è altrettanto importante per prevenire disidratazione, stipsi e peggioramento della nausea. È consigliabile bere a piccoli sorsi durante la giornata, privilegiando:
- acqua;
- tè deteinato;
- brodi;
- tisane”.
Alimentazione e gestione degli effetti collaterali della chemioterapia
Alimentazione per la nausea
In caso di nausea, sono consigliati:
- pasti piccoli e frequenti;
- alimenti preferibilmente asciutti, come toast, crackers, fette biscottate, biscotti secchi, frollini o grissini;
- bevande gassate o tisane che possono aiutare a contrastare la nausea.
È importante evitare odori intensi e pietanze particolarmente grasse; se l’odore dei cibi aumenta la nausea, è preferibile consumare piatti freddi o a temperatura ambiente.
È consigliabile mangiare ogni 2–3 ore, scegliendo porzioni ridotte ma ad alta densità nutrizionale, e rendere i piatti più appetibili con aromi delicati. Yogurt, formaggi morbidi, frutta secca e creme rappresentano valide alternative.
Alimentazione in caso di diarrea o stitichezza
In caso di diarrea, è consigliabile privilegiare alimenti a basso contenuto di fibre insolubili, evitando quelli integrali e molte verdure crude. “Alimenti indicati includono:
- riso;
- patate;
- banane;
- yogurt.
È, inoltre, opportuno limitare cibi grassi, fritti, piccanti o speziati, e bevande zuccherate.
È fondamentale reintegrare le perdite idriche, assumendo una buona quantità di liquidi, evitando alcolici, caffè e bevande fredde – consiglia il dr. Pontara -.
In caso di stipsi, invece, è utile:
- aumentare l’apporto di liquidi, frutta zuccherina e cereali integrali;
- mantenere un minimo di attività fisica”.
Cibi utili per contrastare stanchezza e affaticamento
In caso di stanchezza, qualora non si avesse voglia di cucinare, può essere utile ricorrere a prodotti:
- surgelati;
- in scatola;
- precotti;
- da asporto.
Si consiglia di consumare pasti semplici, facilmente riscaldabili e ricchi di carboidrati complessi, che aiutano a mantenere livelli energetici stabili.
È preferibile evitare eccessi di zuccheri semplici e caffeina.
Alimenti da evitare durante la chemioterapia
I cibi a rischio di infezioni alimentari
È fondamentale evitare alimenti crudi o poco cotti che possono comportare il rischio di infezioni alimentari, come:
- uova;
- pesce crudo;
- affettati non confezionati;
- latte;
- formaggi molli non pastorizzati.
Sicurezza e igiene alimentare nei pazienti oncologici
La sicurezza e l’igiene alimentare sono prioritarie nei pazienti immunocompromessi. Si raccomanda di:
- lavare accuratamente frutta e verdura;
- cuocere adeguatamente carne e pesce;
- evitare avanzi conservati a lungo;
- consumare gli alimenti entro 24 ore dalla preparazione.
È inoltre consigliabile evitare buffet, sushi bar e gastronomia sfusa.
Alimenti e bevande da limitare o evitare per il tratto gastrointestinale
Gli alimenti e le bevande da limitare o evitare in quanto possono irritare il tratto gastrointestinale sono:
- alcol;
- caffè;
- cibi fritti;
- spezie piccanti;
- succhi acidi;
- bevande molto fredde o molto calde.
Pompelmo e succo di pompelmo
Il pompelmo e il suo succo possono interferire con il metabolismo di alcuni chemioterapici, aumentando il rischio di effetti collaterali.
Per questo motivo, è consigliabile evitarne il consumo durante la chemioterapia, salvo diversa indicazione dell’oncologo.
Diete e chemioterapia: cosa dice la scienza
“Non esistono diete ‘anticancro’, né regimi miracolosi – asserisce il medico -, il modello alimentare con maggiori evidenze scientifiche nella prevenzione e nel supporto nutrizionale è la dieta mediterranea.
La variabilità clinica e sintomatologica dei pazienti rende necessario personalizzare l’intervento nutrizionale. Regimi restrittivi o non bilanciati possono infatti provocare carenze nutrizionali, perdita di peso e peggioramento dello stato clinico”.
Il ruolo del nutrizionista e del team sanitario per il paziente oncologico
È consigliabile rivolgersi a uno specialista in caso di:
- perdita di peso;
- riduzione dell’assunzione alimentare;
- disturbi gastrointestinali;
- necessità di supplementi nutrizionali orali.
Il professionista elabora un piano alimentare personalizzato, adattato ai sintomi, alle preferenze del paziente e agli obiettivi clinici. I supplementi nutrizionali orali sono indicati quando la dieta da sola non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni, e devono essere sempre utilizzati sotto supervisione clinica.
Alimentazione e chemioterapia: un supporto fondamentale alla terapia
“Un regolare follow-up nutrizionale rappresenta un vero pilastro di supporto alla terapia oncologica - conclude Pontara -. Integrarlo in modo strutturato e personalizzato nel percorso di cura significa riconoscerne il valore clinico e contribuire a migliorare gli esiti, la tolleranza alla chemioterapia e la qualità di vita.
L’alimentazione durante la chemioterapia richiede un intervento flessibile, basato su evidenze scientifiche e adattato alle esigenze individuali. Non è possibile affrontare la nutrizione con indicazioni generiche o schemi standardizzati: ogni paziente presenta caratteristiche cliniche, sintomi, preferenze alimentari e livelli di tolleranza diversi, che richiedono un piano nutrizionale su misura.
Un approccio informato e personalizzato consente di adattare la dieta alle reali necessità della persona, tenendo conto dell’andamento dei trattamenti, degli effetti collaterali e delle eventuali variazioni dello stato nutrizionale”.



