Come riconoscere il foro maculare e quando operare

Come riconoscere il foro maculare e quando operare

PUBBLICATO IL 14 APRILE 2026

Come riconoscere il foro maculare e quando operare

PUBBLICATO IL 14 APRILE 2026

Consulta il CV del dott. Gaspare Monaco, oftalmologo all’IRCCS Policlinico San Donato

Il foro maculare è una patologia dell’occhio che interessa una sua zona particolare, la macula, ovvero la parte centrale della retina, responsabile della visione nitida e dei dettagli. 

Si tratta di una condizione che può compromettere in modo significativo la qualità della vista, rendendo difficili attività quotidiane tra le più routinarie come leggere, guidare o riconoscere i volti.

Ma da cosa è causato il foro maculare? Come si riconosce e quando è necessario intervenire? Lo chiediamo al dott. Gaspare Monaco, primario dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Policlinico San Donato.

 

Cos’è il foro maculare

Il foro maculare è una piccola apertura che si forma al centro della retina. Nella maggior parte dei casi è legato al naturale processo di invecchiamento dell’occhio, in particolare alle modificazioni del vitreo, il gel trasparente che riempie il bulbo oculare.

“Con l’avanzare dell’età, il vitreo tende a contrarsi e a distaccarsi dalla retina. In alcuni casi, però, questa trazione si concentra sulla macula fino a provocare una vera e propria rottura del tessuto”, spiega il dott. Monaco.

La patologia può evolvere in diversi stadi, da forme iniziali più lievi fino a fori completi, con un impatto crescente sulla visione centrale.

 

I sintomi del foro maculare

Il foro maculare si sviluppa generalmente in modo progressivo e, nelle fasi iniziali, può essere poco evidente. Con il tempo, però, compaiono sintomi caratteristici tra i quali:

  • visione centrale sfocata; 
  • difficoltà nella lettura o nel riconoscere i dettagli; 
  • metamorfopsie: linee dritte che appaiono ondulate o distorte; 
  • presenza di una macchia scura o “vuoto” al centro del campo visivo. 

“Uno dei segnali più tipici è proprio la distorsione delle immagini: le linee rette appaiono deformate. È un campanello d’allarme importante che suggerisce di sottoporsi a una visita oculistica”, sottolinea il dott. Monaco.

La visione periferica, invece, tende a rimanere conservata.

 

Cause e fattori di rischio del foro maculare

La causa principale del foro maculare è l’età, soprattutto se superiore ai 60 anni, ma esistono anche altri fattori che possono favorirne la comparsa:

  • sesso femminile: cambiamenti ormonali (menopausa) e struttura del vitreo; 
  • miopia elevata: allungamento del bulbo oculare e maggiore fragilità retinica; 
  • traumi oculari: sollecitazioni meccaniche sulla macula; 
  • interventi oculari precedenti: alterazioni del vitreo e della retina; 
  • altre patologie della retina: indebolimento o trazione sulla macula.

“Il foro maculare idiopatico, cioè legato all’invecchiamento, è di gran lunga il più frequente. Tuttavia, non bisogna trascurare le forme secondarie, associate ad altre condizioni oculari”, precisa il dottore.

 

Diagnosi del foro maculare: visita oculistica e OCT 

La diagnosi del foro maculare avviene attraverso una visita oculistica completa

L’esame fondamentale è la tomografia a coerenza ottica (OCT), che permette di visualizzare la retina in modo dettagliato e non invasivo.

“L’OCT è oggi uno strumento indispensabile: consente di confermare la diagnosi, definire lo stadio del foro e monitorarne l’evoluzione nel tempo. Una diagnosi precoce è essenziale per migliorare le possibilità di trattamento”, spiega il dott. Monaco.

 

Quando operare il foro maculare

Non tutti i fori maculari richiedono un intervento immediato. Le forme iniziali, soprattutto se di piccole dimensioni e con sintomi lievi o assenti, possono essere monitorate nel tempo attraverso controlli periodici e OCT, per valutarne l’eventuale evoluzione. 

Diverso è il caso dei fori maculari completi o sintomatici, che tendono a progredire e a compromettere in modo significativo la visione centrale: in queste situazioni, il trattamento chirurgico è generalmente indicato.

Un aspetto fondamentale è il timing dell’intervento. Intervenire precocemente, quando il foro è ancora di dimensioni contenute e presente da poco tempo, aumenta significativamente le probabilità di chiusura e di recupero visivo. Al contrario, fori di lunga durata o di grandi dimensioni possono essere più difficili da trattare e offrire risultati visivi più limitati.

“Non bisogna aspettare che la vista peggiori troppo: una valutazione specialistica tempestiva permette di individuare il momento più opportuno per intervenire”, conclude il dott. Monaco.

 

L’intervento per il foro maculare: la vitrectomia

Il trattamento standard del foro maculare è la vitrectomia, una procedura microchirurgica che consiste nella rimozione del vitreo, il gel trasparente che riempie l’interno dell’occhio e che, in questa condizione, esercita una trazione sulla macula. Eliminando il vitreo, il chirurgo rimuove la forza che “tira” sulla retina e impedisce al foro di chiudersi spontaneamente.

Durante l’intervento viene inoltre trattata la superficie della macula per favorire la chiusura del foro e, nella maggior parte dei casi, viene inserita una piccola bolla di gas all’interno dell’occhio: questa agisce come un “tamponamento”, aiutando i margini del foro a riavvicinarsi e a cicatrizzare correttamente.

“La vitrectomia è una tecnica consolidata, sicura e con alte percentuali di successo. Nella maggior parte dei casi si ottiene la chiusura del foro e un miglioramento significativo della vista”, afferma il dott. Monaco.

Nel post-operatorio può essere richiesto al paziente di mantenere una posizione particolare del capo per alcuni giorni, per facilitare l’effetto della bolla di gas.

 

Recupero visivo dopo l’intervento di vitrectomia

Il recupero della vista dopo l’intervento di vitrectomia per il foro maculare è graduale e può richiedere diverse settimane o mesi. Il risultato finale dipende da vari fattori:

  • dimensione del foro;
  • durata della patologia; 
  • condizioni della retina. 

“Intervenire precocemente è fondamentale: più il foro è piccolo e recente, maggiori sono le probabilità di recupero visivo”, sottolinea il dott. Monaco.

Anche se la visione potrebbe non tornare completamente come prima, nella maggior parte dei casi si osserva un miglioramento significativo.

 

È possibile prevenire il foro maculare?

Non esiste una vera prevenzione, ma è possibile individuare precocemente i segnali della patologia attraverso controlli oculistici regolari, soprattutto dopo i 60 anni.

Un semplice strumento come la griglia di Amsler, un reticolo di linee orizzontali e verticali simile a un foglio a quadretti, permette di accorgersi precocemente di eventuali alterazioni della visione: se le linee appaiono ondulate, deformate o interrotte, può essere un segnale iniziale di sofferenza della macula ed è consigliabile rivolgersi a uno specialista. 

“Riconoscere tempestivamente i sintomi e rivolgersi allo specialista è il modo più efficace per proteggere la vista”, conclude il dott. Monaco.