Cos’è la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale e quando è indicata

Cos’è la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale e quando è indicata

PUBBLICATO IL 30 APRILE 2026

Cos’è la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale e quando è indicata

PUBBLICATO IL 30 APRILE 2026

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La chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale rappresenta oggi una delle evoluzioni più significative nel trattamento delle patologie cardiache valvolari. Grazie all’impiego di tecnologie avanzate, è possibile intervenire sul cuore con tecniche meno invasive rispetto alla chirurgia tradizionale, migliorando l’esperienza del paziente e i tempi di recupero, anche in termini di durata della degenza ospedaliera.

Per comprendere meglio come funziona questa procedura, quando è indicata e quali benefici offre, approfondiamo l’argomento con il dottor Daniele Maselli, cardiochirurgo dell’Unità di Cardiochirurgia dell’IRCCS Policlinico San Donato.

 

Cos’è la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale

La chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D è una tecnica che consente di accedere al cuore attraverso piccole incisioni laterali sul torace, evitando la sternotomia, ovvero l’apertura completa dello sterno tipica della chirurgia tradizionale.

“Questo approccio utilizza strumenti chirurgici sottili e una telecamera endoscopica tridimensionale ad alta definizione, che permette di visualizzare con grande precisione la valvola mitrale e le strutture circostanti”, spiega il dottor Maselli.

La visione 3D rappresenta uno degli elementi chiave di questa tecnica. A differenza delle tecnologie bidimensionali tradizionali, consente al chirurgo di percepire la profondità e i dettagli anatomici in modo più realistico, migliorando la precisione dei gesti chirurgici.

“La qualità dell’immagine e la visione tridimensionale ci permettono di eseguire interventi complessi con un elevato livello di accuratezza, mantenendo al tempo stesso un approccio meno invasivo per il paziente”, aggiunge il medico.

Questa tecnica può essere utilizzata sia per la riparazione, sia per la sostituzione della valvola mitrale, a seconda della patologia e delle condizioni cliniche del paziente.

 

Cos’è la valvola mitrale 

La valvola mitrale è una delle 4 valvole del cuore e svolge un ruolo essenziale nel garantire un corretto flusso sanguigno. Si trova tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro e ha il compito di regolare il passaggio del sangue ossigenato, impedendone il reflusso.

Quando la valvola mitrale non funziona correttamente, il flusso sanguigno può risultare compromesso, con conseguenze anche importanti sulla funzionalità cardiaca.

Le patologie della valvola mitrale

Le principali patologie della valvola mitrale sono:

  • stenosi mitralica, che comporta un restringimento dell’apertura valvolare e ostacola il passaggio del sangue; 
  • insufficienza mitralica, caratterizzata da una chiusura incompleta della valvola e dal conseguente reflusso di sangue verso l’atrio. 

“Queste condizioni possono manifestarsi con sintomi progressivi, come affaticamento, difficoltà respiratorie, palpitazioni o ridotta tolleranza allo sforzo - sottolinea il dottor Maselli -. Nei casi più avanzati, possono evolvere in scompenso cardiaco, rendendo necessario un intervento chirurgico”.

Quando operare la valvola mitrale 

Non tutte le patologie della valvola mitrale richiedono un intervento immediato. In molti casi, è possibile monitorare nel tempo l’evoluzione della malattia attraverso controlli cardiologici periodici.

L’intervento chirurgico per le patologie della valvola mitrale viene preso in considerazione quando:

  • i sintomi diventano significativi e impattano sulla qualità della vita; 
  • la funzione cardiaca inizia a ridursi; 
  • la valvulopatia è severa, anche in assenza di sintomi evidenti. 

“L’obiettivo è intervenire nel momento più appropriato, evitando sia un trattamento troppo precoce sia un ritardo che potrebbe compromettere la funzione del cuore”, spiega il cardiochirurgo.

La scelta della tecnica chirurgica, inclusa l’opzione mini-invasiva, dipende da una valutazione approfondita e personalizzata.

 

I vantaggi della chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale

Rispetto alla chirurgia tradizionale, la tecnica mini-invasiva endoscopica 3D offre diversi benefici clinici e funzionali per il paziente.

“Uno dei principali vantaggi è la riduzione del trauma chirurgico, grazie alle incisioni più piccole e all’assenza dell’apertura dello sterno”, afferma il dottor Maselli.

Altri vantaggi sono:

  • minore dolore post-operatorio; 
  • riduzione delle complicanze, in particolare infettive; 
  • minore perdita di sangue e ridotta necessità di trasfusioni; 
  • tempi di degenza più brevi; 
  • recupero più rapido delle normali attività quotidiane; 
  • migliore risultato estetico. 

“Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio i tempi di recupero - aggiunge il dottor Maselli -. Nella maggior parte dei casi, i pazienti possono essere dimessi già in terza o quarta giornata post-operatoria, con un ritorno più rapido alle normali attività”.

 

Per chi è indicata la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale 

Non tutti i pazienti sono candidati a questo tipo di intervento, la valutazione pre-operatoria è essenziale per garantire sicurezza ed efficacia. 

“Prima dell’intervento eseguiamo un inquadramento diagnostico completo, che include ecocardiografia transesofagea, TAC e coronarografia”, spiega il dottor Maselli. Questi esami permettono di:

  • analizzare nel dettaglio la morfologia della valvola mitrale; 
  • valutare la funzionalità cardiaca; 
  • studiare l’anatomia dei vasi sanguigni; 
  • escludere eventuali patologie coronariche associate. 

“Solo i pazienti con caratteristiche cliniche e anatomiche adeguate vengono indirizzati verso la chirurgia mini-invasiva, costruendo un percorso personalizzato e sicuro”, aggiunge.

 

Come si svolge l’intervento di chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale

Durante l’intervento, il chirurgo accede al cuore attraverso piccole incisioni tra le costole, utilizzando strumenti miniaturizzati e la telecamera 3D.

“L’intervento viene eseguito con il supporto della circolazione extracorporea, che permette di lavorare in sicurezza su un cuore temporaneamente fermo”, precisa il dottor Maselli.

A seconda della patologia, si procede con:

  • riparazione della valvola mitrale, quando possibile, per preservare la struttura naturale; 
  • sostituzione valvolare, nei casi in cui la riparazione non sia indicata. 

La precisione della visione tridimensionale consente di eseguire manovre complesse con grande accuratezza, mantenendo risultati sovrapponibili alla chirurgia tradizionale, ma con minore invasività.

 

Il percorso di cura al Policlinico San Donato

All’IRCCS Policlinico San Donato, la chirurgia mini-invasiva endoscopica 3D della valvola mitrale è parte di un percorso strutturato e multidisciplinare.

“Il paziente viene seguito in tutte le fasi, dalla diagnosi al follow-up, da un team dedicato composto da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e personale specializzato”, conclude il dottor Maselli.

L’integrazione tra competenze cliniche e tecnologie avanzate consente di offrire un approccio personalizzato, con l’obiettivo di garantire sicurezza, efficacia del trattamento e un recupero ottimale.