
Diabete negli anziani: cosa sapere
PUBBLICATO IL 28 APRILE 2026
Il diabete nell’anziano è una condizione sempre più diffusa: con l’aumento dell’aspettativa di vita, infatti, cresce il numero di persone over 65 che convivono con questa patologia cronica per molti anni, spesso associata ad altre condizioni. Nella popolazione over 80 si stima che il diabete interessi circa il 20% delle persone, rendendolo un tema centrale nella gestione della salute in età avanzata.
Ne parliamo con il dott. Alberto Molteni, Diabetologo Endocrinologo della Medicina Generale e Subacuti e Responsabile del servizio di Diabetologia ed Endocrinologia dell’Istituto Clinico Villa Aprica di Como.
Il diabete negli anziani: le caratteristiche
Quando si parla di diabete nell’anziano, il primo elemento da chiarire è che l’età anagrafica, da sola, non basta a definire il paziente: “Si definisce anziana una persona sopra i 65 anni e grande anziana sopra gli 80, ma nella pratica clinica questa distinzione è molto relativa. Ci sono persone di 80 anni in ottime condizioni e altre molto fragili già a 60 anni: è fondamentale quindi considerare sia l’età anagrafica, sia l’età biologica e soprattutto lo stato di salute complessivo.” spiega il dott. Molteni.
Questo significa che ogni paziente deve essere valutato nel suo insieme: condizioni cliniche, autonomia, stile di vita e presenza di altre patologie.
La gestione del diabete negli anziani
La gestione del diabete cambia radicalmente tra un paziente giovane e uno anziano. Nel giovane, l’obiettivo è prevenire le complicanze della malattia a lungo termine. Nell’anziano, invece, la priorità è diversa.
“Nel paziente anziano l’obiettivo principale è la sicurezza - spiega Molteni. - Dobbiamo garantire una vita tranquilla, evitando terapie troppo aggressive che possano esporre a rischi inutili.” In altre parole, la cura deve essere naturalmente efficace, ma soprattutto occorre minimizzare i rischi ad essa potenzialmente legati.
Diabete e altre patologie
Nel paziente anziano, il diabete è spesso associato ad altre patologie, tra le quali:
- malattie cardiovascolari;
- ipertensione;
- insufficienza renale;
- disturbi cognitivi.
“Il diabete nell’anziano si inserisce quasi sempre in un quadro di comorbidità - sottolinea Molteni -. La fragilità della persona dipende, quindi, da come e da quanto tempo queste patologie hanno compromesso la sua salute.”
Questo rende necessario un approccio multidisciplinare, in cui il controllo della glicemia è solo uno degli obiettivi.
Diabete negli anziani e glicemia: valori normali e rischi da evitare
In condizioni normali, la glicemia si mantiene tra 80 e 100 mg/dl, grazie a meccanismi fisiologici molto efficienti che mantengono costanti i livelli di glicemia sia a digiuno, che dopo i pasti, indipendentemente da come possa essere composta la dieta o di quante volte al giorno si assuma del cibo.
In caso di diabete, questi sistemi non funzionano correttamente e la terapia ha lo scopo di riportare i valori il più possibile vicino alla norma.Tuttavia, negli anziani è fondamentale evitare eccessi:
“Non dobbiamo solo abbassare la glicemia, ma evitare che scenda troppo - chiarisce lo specialista -. Bassi livelli di glucosio nel sangue sono, infatti, uno dei rischi più importanti in età avanzata.”
Ipoglicemia e diabete: il rischio più pericoloso nell’anziano
L’ipoglicemia (glicemia troppo bassa) rappresenta una delle principali criticità nella gestione del diabete nell’anziano. Se non adeguatamente trattata può causare, infatti:
- debolezza e stanchezza improvvisa;
- sudorazione eccessiva;
- perdita di coscienza;
- cadute e traumi;
- sintomi neurologici che possono arrivare sino al coma e al decesso.
“Il cervello è molto sensibile ai bassi livelli di glucosio - spiega Molteni -. Nei casi più gravi, un’ipoglicemia non trattata può diventare un evento serio, fino a mettere a rischio la vita”. Per questo motivo, oggi la terapia farmacologica del diabete deve essere sempre più orientata a ridurre questo rischio.
Inoltre, è molto importante evitare l’esposizione cronica a bassi livelli di glucosio, spesso misconosciuti, ma potenzialmente in grado di peggiorare il declino cognitivo.
Iperglicemia cronica e diabete: effetti sul cervello e sull’organismo
Se l’ipoglicemia è il rischio immediato, l’iperglicemia cronica (glicemia costantemente alta) è il problema nel lungo periodo.
“Non è il singolo valore alto a creare danno, - precisa il dottore. - Nel tempo, questa condizione può determinare, attraverso la cronica esposizione all’iperglicemia, una condizione di infiammazione cronica dei tessuti, con effetti negativi pressoché a tutti gli organi.”
Diabete negli anziani e alimentazione: no a restrizioni eccessive
L’alimentazione è un tema centrale nel controllo del diabete, ma va gestita con attenzione. Con l’età, infatti diminuisce l’appetito a causa della maggiore sedentarietà, di conseguenza si riducono le porzioni e si semplificano di molto le abitudini alimentari; soprattutto negli over 80 che si ritrovano spesso in condizioni di solitudine.
“Nel paziente anziano è obbligatorio evitare restrizioni eccessive - afferma Molteni -. Un’alimentazione troppo povera, infatti, può peggiorare lo stato generale di salute”.
L’approccio corretto nella gestione dell’alimentazione nel paziente anziano è basato sul buonsenso, che significa in linea generale:
- eliminare le bevande zuccherate;
- evitare gli eccessi ed il consumo di cibi troppo grassi o processati;
- mantenere una dieta varia ed equilibrata senza rinunciare a qualche eccezione purché in quantita’ limitata e, se possibile, non quotidianamente.
“Occorre evitare che le abitudini alimentari o il modello alimentare costituito da uno schema rigido o non gradito diventi fonte di discussione e di stress tra il malato e il mondo che lo circonda, naturalmente seguendo i consigli nutrizionistici più’ adatti e non dimenticando mai una sana dose di buonsenso.” continua lo specialista.
Attività fisica nel diabete over 65
L’attività fisica resta un pilastro dello stile di vita sano, ma con un significato diverso rispetto ai pazienti più giovani.
“Nel paziente anziano l’attività fisica non deve essere pensata come determinante un impatto diretto sulla glicemia e sul controllo di malattia - spiega il diabetologo -, ma è fondamentale per mantenere equilibrio, forza muscolare e autonomia.”
Il movimento aiuta infatti a prevenire le cadute, mantenere la mobilità e, in generale, a migliorare la qualità della vita. Tuttavia, un’attività non adeguata può essere più dannosa che utile, soprattutto in pazienti con fragilità ossea o cardiopatie.
Terapie moderne più efficaci e sicure per gestire il diabete negli anziani
Negli ultimi anni, la gestione del diabete è profondamente cambiata grazie all’introduzione di nuovi farmaci.
“Oggi abbiamo terapie molto più sicure rispetto al passato, in grado di controllare la glicemia senza aumentare significativamente il rischio di ipoglicemia”, afferma Molteni.
Anche l’insulina, spesso necessaria nei pazienti con lunga storia di malattia, è diventata più gestibile. “Disponiamo di insuline moderne e di formulazioni settimanali, che garantiscono un rilascio graduale e riducono i rischi” sottolinea il medico.
La gestione del diabete in età avanzata: l’importanza della personalizzazione
Il concetto chiave nella gestione del diabete in età avanzata è uno solo: personalizzazione. “Terapia, alimentazione e attività fisica devono essere ‘sartoriali’, costruite sulla persona che abbiamo davanti”, conclude Molteni.
Ogni paziente è diverso e richiede un approccio specifico, che tenga conto di:
- età biologica;
- comorbidità;
- autonomia;
- stile di vita;
- abitudini e predilezioni personali.
L’obiettivo non è la perfezione dei valori glicemici, ma il raggiungimento di un equilibrio che garantisca sicurezza, autonomia e qualità della vita.
Come prenotare una visita diabetologica a Villa Aprica
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