Tatuaggi e melanoma: cosa sapere?

Tatuaggi e melanoma: cosa sapere?

PUBBLICATO IL 27 APRILE 2026

Tatuaggi e melanoma: cosa sapere?

PUBBLICATO IL 27 APRILE 2026

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I tatuaggi non aumentano il rischio di melanoma, ma possono renderne complicata l'individuazione e ritardare la diagnosi precoce.

Oggi, il tema tatuaggi e prevenzione oncologica finisce al centro di una norma nazionale: il Senato ha approvato un disegno di legge sul melanoma con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e promuovere iniziative per la diagnosi precoce nei soggetti maggiormente a rischio.

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Bruna Schena, chirurga plastica dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica dell'Istituto Clinico San Rocco di Ome (BS).

 

Tatuaggi e nei: perché rendono difficile la diagnosi precoce del melanoma 

I tatuaggi non aumentano il rischio di melanoma, ma possono complicare l'individuazione di melanomi o di altre lesioni cutanee, in particolare nei soggetti con molti nei. La pigmentazione, infatti, può mascherare segnali importanti e ritardare una diagnosi precoce. 

Per questo motivo i nei non vanno mai tatuati e, anche qualora si decidesse di tatuarsi, bisogna mantenersi ad almeno un centimetro di distanza. Solo così, infatti, è possibile individuare tempestivamente qualsiasi loro mutazione. 

Il danno maggiore per gli amanti dei tattoo deriva dall'uso dell'inchiostro nero che nasconde completamente i nei, ma anche gli altri colori alterano le eventuali mutazioni e le diagnosi tardive possono essere molto pericolose.

 

Nuova legge su tatuaggi e melanoma: cosa dice il Ddl sul melanoma 

Di recente, il Senato ha approvato il disegno di legge sul melanoma che introduce:

  • una giornata dedicata alla sensibilizzazione (il primo sabato di maggio o il secondo se la data dovesse coincidere con la festività del 1° maggio); 
  • l'obbligo del consenso informato per i centri tattoo. Le persone che sceglieranno di tatuarsi dovranno ricevere e firmare un documento che li avverta dei possibili rischi per la salute, soprattutto in presenza di nei o lesioni cutanee. 

Si tratta di una misura pensata per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e per promuovere iniziative per la diagnosi precoce a favore dei soggetti maggiormente esposti ai fattori di rischio. 

“Si tratta di un'iniziativa molto importante - spiega la specialista -. Come chirurga plastica, in servizio dal 1994 all’Istituto Clinico San Rocco, negli ultimi vent'anni ho osservato un netto aumento delle asportazioni di melanomi, in particolare tra i pazienti più giovani: i casi sono praticamente raddoppiati. È un provvedimento che rende più consapevoli e responsabili”.

 

Perché l’incidenza del melanoma è in aumento?

L’incidenza del melanoma è in forte aumento, non a caso è tra i tumori a crescita più rapida. I fattori che hanno determinato questa ascesa sono 2 in particolare: 

  • l'inquinamento atmosferico;
  • l'eccessiva esposizione ai raggi solari, spesso senza adeguata protezione. 

Per questo motivo è di fondamentale importanza l'utilizzo regolare delle creme solari, in particolare nei soggetti con molti nei, che sono più esposti al rischio. 

 

Prevenzione del melanoma e controlli dermatologici 

Ogni anno è opportuno sottoporsi ad un controllo dermatologico, ancora meglio se presso uno specialista che utilizza il videodermatoscopio

Chi presenta molto nei o ha una familiarità con il melanoma, inoltre, dovrebbe evitare di tatuarsi anche se poi spesso dipende dalla dimensione, dal colore e dal numero di tatuaggi, ma più sono grandi e numerosi, maggiore è il rischio che rendano invisibili lesioni sospette.

 

L’eventuale rimozione di un neo sospetto su pelle tatuata all’Istituto Clinico San Rocco

Dal punto di vista chirurgico, l'asportazione di un melanoma su pelle tatuata non presenta maggiori difficoltà se si interviene normalmente. Certo, il tatuaggio viene rovinato, ma l'importante è risolvere il problema oncologico. 

Presso l’Istituto Clinico San Rocco utilizziamo un laser specifico a questo scopo: un tempo si riuscivano a rimuovere solo pigmenti neri e blu, mentre oggi possiamo eliminare quasi tutti i colori, anche se il rosso resta il più difficile. 

Il trattamento richiede più sedute, distanziate di 45 giorni, oltre all’applicazione di una crema anestetica almeno 1 ora prima di eseguirlo. 

L’esito, dal punto di vista estetico, dipende dall’esperienza dello specialista e dalla potenza del laser impiegato. Generalmente meglio lavorare con pazienza, anche se servono più sedute.