Cos’è il dolore cronico e come si cura

Cos’è il dolore cronico e come si cura

PUBBLICATO IL 20 APRILE 2026

Cos’è il dolore cronico e come si cura

PUBBLICATO IL 20 APRILE 2026

Il dolore cronico è una condizione clinica che interessa tra il 25% e il 30% della popolazione mondiale: chi ne soffre lamenta una qualità di vita sensibilmente peggiorata che influenza, oltre al quotidiano, anche la sfera psichica. Il dolore cronico non va banalizzato, perché merita ascolto, diagnosi e cure appropriate.

Insieme al Dott. Pietro Sebastiano, responsabile del reparto di anestesia e rianimazione dell’Istituto Clinico Città di Brescia, illustriamo come si diagnostica il dolore cronico, quali sono le terapie e gli effetti sulla vita quotidiana.

  

Quando il dolore si definisce cronico? 

"Possiamo definire il dolore come un'esperienza sensoriale ed emotiva, associata a un danno dei tessuti, ma non riducibile al solo stimolo fisico - spiega lo specialista dell'ospedale di Brescia -. È anche uno stato psicologico, che non può essere spiegato soltanto in termini oggettivi". 

Il dolore, che è già di per sé un sintomo, diventa cronico quando persiste per oltre 3 mesi, ossia il tempo medio necessario all'organismo per guarire da una lesione. Quando supera questa soglia, il dolore perde progressivamente la sua funzione di sintomo o di campanello d'allarme e si trasforma in una patologia autonoma

Proprio in questo passaggio è facile comprendere la differenza tra dolore acuto e dolore cronico: il primo segnala un problema e tende a risolversi con la guarigione, il secondo si cronicizza e finisce per incidere in modo profondo sulla qualità della vita. 

Da cosa è causato il dolore cronico

Le cause del dolore cronico sono molteplici: 

  • patologie reumatologiche; 
  • esiti di interventi chirurgici; 
  • artrosi e artrite; 
  • lesioni dei legamenti; 
  • malattie come il diabete. 

In altri casi, invece, può essere la conseguenza di danni ai nervi o di processi infiammatori persistenti. 

 

Come si manifesta il dolore cronico

Il dolore cronico si manifesta in forme diverse: 

  • dolore sordo e continuo;
  • dolore intenso e ben localizzato
  • può avere caratteristiche pulsanti come un martellamento oppure presentarsi con sensazioni improvvise simili a scosse elettriche

 

Quando rivolgersi all’algologo

È importante non sottovalutare il dolore, quando esso persiste oltre i 3 mesi dal suo esordio, e quando alla sofferenza fisica si associano: 

  • ansia; 
  • irritabilità;
  • difficoltà a dormire;
  • peggioramento della qualità della vita. 

Il primo passo è parlarne con il proprio medico di famiglia che può valutare un secondo parere diagnostico suggerendo un algologo, lo specialista nella diagnosi e nel trattamento del dolore, per impostare una presa in carico mirata e multidisciplinare. 

 

La prima visita per il dolore cronico

Il dolore cronico, ancora oggi, non sempre viene compreso fino in fondo. Richiede tempo e ascolto. Per questo, la prima visita per il dolore cronico può durare anche più di 1 ora perché, oltre all'aspetto clinico, è necessario considerare la componente soggettiva essenziale per un corretto inquadramento diagnostico:

  • conoscere la storia del paziente; 
  • le sue condizioni psicologiche; 
  • il contesto familiare e sociale in cui vive. 

 

L’incidenza del dolore cronico e le ripercussioni sulla qualità della vita

Il dolore cronico coinvolge circa 100 milioni di persone in Europa. La sua incidenza: 

  • aumenta con il progredire dell’età; 
  • interessa per lo più il gentil sesso (le donne); 
  • colpisce maggiormente chi vive in condizioni socioeconomiche svantaggiate. 

Chi soffre di dolore cronico presenta un rischio di depressione fino a 5 volte superiore rispetto alla popolazione generale, oltre ad essere più esposto a disturbi d'ansia, stanchezza persistente, insonnia, irritabilità

Sintomi che si alimentano a vicenda e che finiscono per compromettere in modo significativo la qualità della vita, incidendo sulle relazioni, sull'attività lavorativa e sull'autonomia. 

 

Le terapie per il dolore cronico: come si tratta

“Le terapie per il dolore cronico sono diverse, ma vanno calibrate sul singolo paziente”, spiega il dottor Sebastiano dell’Istituto Clinico di Città di Brescia. 

Generalmente si inizia con una terapia farmacologica che può prevedere analgesici e, in alcuni casi, l’impiego di antidepressivi o di farmaci ed integratori con azione protettiva sul sistema nervoso. 

Parallelamente è opportuno intervenire sugli aspetti psicologici e comportamentali prevedendo un percorso che includa: 

  • supporto psicologico; 
  • educazione alla gestione del dolore; 
  • strategie per migliorare lo stile di vita. 

In casi selezionati, infine, si ricorre anche a procedure mininvasive, come: 

  • laserterapia; 
  • nucleoplastica; 
  • utilizzo di cateteri a radiofrequenza. 

Queste tecniche permettono di intervenire in modo mirato sulle strutture responsabili del dolore con tempi di recupero contenuti.