Ortoplastica, la specialità medica che unisce ortopedia e chirurgia plastica

Ortoplastica, la specialità medica che unisce ortopedia e chirurgia plastica

PUBBLICATO IL 05 AGOSTO 2026

Ortoplastica, la specialità medica che unisce ortopedia e chirurgia plastica

PUBBLICATO IL 05 AGOSTO 2026

Verifica le disponibilità per una visita ortopedica per lesioni/paralisi dei nervi periferici presso Istituto Clinico Città di Brescia

La gestione dei traumi complessi degli arti rappresenta una delle aree di maggiore criticità nei moderni sistemi sanitari. Le lesioni combinate che coinvolgono osso, parti molli e strutture neurovascolari richiedono un approccio integrato e tempestivo, in cui la collaborazione tra ortopedia, chirurgia plastica e microchirurgia è determinante. 

In questo scenario, il modello Ortoplastico, oggi riconosciuto come standard internazionale, ha dimostrato di ridurre significativamente infezioni profonde, complicanze maggiori, amputazioni evitabili e degenze prolungate, con un miglioramento documentato degli esiti funzionali. Approfondiamo con il Dott. Ignazio Marcoccio, Responsabile del Centro di chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva dei nervi periferici dell’Istituto Clinico Città di Brescia.

 

Cos’è l’ortoplastica 

L’ortoplastica è una branca della medicina che coniuga ortopedia e chirurgia plastica. Un approccio multidisciplinare che vede collaborare in maniera sinergica ortopedici, chirurghi plastici e microchirurghi per affrontare i casi più difficili, riducendo il rischio di complicanze e migliorando il recupero funzionale dei pazienti. 

 

Gli ambiti di applicazione dell’ortoplastica

Il moderno concetto di ortoplastica è un modello terapeutico ormai riconosciuto a livello internazionale come standard nel trattamento delle lesioni traumatiche più complesse. Gli ambiti di applicazione di questo approccio multidisciplinare sono: 

  • traumi gravi: fratture esposte o incidenti che causano gravi danni sia alle ossa sia alla pelle circostante;
  • infezioni ossee: trattamento di osteomieliti o infezioni profonde che seguono l'applicazione di protesi articolari;
  • lesioni oncologiche: ricostruzioni complesse a seguito della rimozione di tumori ossei o dei tessuti molli.

 

Il convegno di Brescia dedicato all’ortoplastica

A questa branca superspecialistica è stato dedicato un convegno che si è svolto di recente a Brescia dal titolo ‘Ortopedia e Chirurgia Plastica. Dialoghi ricostruttivi’, un’iniziativa organizzata dal Dott. Ignazio Marcoccio, Responsabile del Centro di chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva dei nervi periferici dell’Istituto Clinico Città di Brescia, e dal Dott. Roberto Baraziol, Responsabile UOC di Chirurgia Plastica degli Spedali Civili di Brescia. 

All’evento hanno partecipato medici e chirurghi provenienti da diversi ospedali italiani per discutere delle tecniche più avanzate nella gestione dei pazienti con lesioni traumatiche complesse: una giornata di confronto tra specialisti per parlare di traumi complessi, ricostruzione degli arti e nuove frontiere della microchirurgia. 

L’obiettivo comune è di migliorare la gestione dei traumi complessi e promuovere protocolli condivisi e percorsi terapeutici integrati, replicabili nei diversi contesti clinici, al fine di ridurre la variabilità dei trattamenti e garantire elevati standard assistenziali, in coerenza con le evidenze più recenti e con la migliore pratica internazionale. Un dialogo che parte dalla sala operatoria, ma che coinvolge l’intero percorso di cura, mettendo il paziente al centro della medicina moderna. 

 

Un approccio integrato tra specialità diverse

La scelta di condividere competenze e visione clinica in un settore altamente specialistico e in continua evoluzione come l’ortoplastica ha portato a un dialogo tra questi 2 professionisti, con competenze differenti ma complementari, e alla costruzione di un dialogo scientifico e clinico incentrato sulla gestione multidisciplinare dei grandi traumi degli arti. 

L’idea che sta alla base è molto semplice: ortopedici, chirurghi plastici e microchirurghi devono lavorare insieme fin dalle prime fasi del trattamento per ottenere il miglior risultato possibile sul piano funzionale e ricostruttivo. Una collaborazione necessaria per: 

  • ridurre complicanze ed infezioni profonde; 
  • scongiurare amputazioni evitabili; 
  • abbreviare i tempi di ospedalizzazione, migliorando in maniera significativa il recupero del paziente. 

“Oggi la chirurgia dei traumi complessi richiede un approccio sempre più integrato – spiega il Dott. Ignazio Marcoccio –, nessuna singola specialità può affrontare da sola problematiche così articolate. La sinergia tra competenze diverse consente di offrire al paziente percorsi terapeutici più efficaci e personalizzati”. 

 

I temi scientifici del congresso 

Il programma scientifico del congresso ha affrontato numerosi aspetti della moderna chirurgia ortoplastica, includendo temi di elevata rilevanza clinica quali: 

  • il damage control
  • il timing chirurgico ottimale; 
  • le tecniche di osteosintesi nelle situazioni ad alta complessità; 
  • le strategie “fix and flap”; 
  • la gestione delle fratture complesse con esposizione ossea o perdita di sostanza; 
  • la microchirurgia ricostruttiva; 
  • la chirurgia delle lesioni nervose traumatiche; 
  • l’impiego della Terapia a Pressione Negativa (TPN) nella preparazione del letto di ferita e nella stabilizzazione delle condizioni locali. 

Nel corso del congresso il dott. Marcoccio ha affrontato diversi temi legati alla chirurgia delle lesioni nervose periferiche e alla ricostruzione funzionale degli arti, ambiti nei quali opera da anni presso l’Istituto Clinico Città di Brescia. I suoi interventi si sono concentrati in particolare sulla microchirurgia nervosa, sui transfer nervosi e sul trattamento delle paralisi periferiche traumatiche, con attenzione soprattutto al timing della riparazione e al recupero funzionale dei pazienti. 

“Negli ultimi anni la microchirurgia nervosa ha compiuto passi enormi – sottolinea –, intervenire nel momento corretto e con strategie mirate significa poter recuperare funzioni che un tempo venivano considerate definitivamente compromesse. Il timing della riparazione nervosa è fondamentale e oggi abbiamo strumenti sempre più avanzati per restituire movimento, sensibilità e autonomia ai pazienti”.

Infine, particolare attenzione è stata dedicata anche alla pianificazione multidisciplinare degli interventi e alla centralità del percorso riabilitativo nel recupero funzionale del paziente. Lavorare sull’aspetto chirurgico ha certamente la sua importanza, ma concentrarsi anche sulla funzione, sulla riabilitazione e sul recupero dell’autonomia personale è fondamentale. 

“Brescia può diventare un punto di riferimento importante per la chirurgia ortoplastica – conclude il Dott. Marcoccio – perché qui esistono professionalità altamente specializzate e una forte cultura della collaborazione multidisciplinare, è questo il vero valore aggiunto che possiamo offrire ai pazienti”.

 

Il Centro di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva dei Nervi Periferici 

Per avere informazioni più approfondite sull’attività del Centro di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva dei Nervi Periferici dell’Istituto Clinico Città di Brescia, visita la pagina dedicata.