Fecondazione assistita omologa: chi può accedere e come funziona

PUBBLICATO IL 07 SETTEMBRE 2023

La procreazione medicalmente assistita omologa (PMA omologa) è l'insieme delle tecniche utilizzate per fecondare, in laboratorio, gli ovociti con spermatozoi del partner, al fine di ottenere una gravidanza.

Il percorso si compone di una serie di tappe che hanno inizio con la prima visita, per poi procedere, in un secondo momento, alla stimolazione ovarica, al prelievo ovocitario e alla fertilizzazione in vitro degli ovuli, mediante le diverse tecniche di fecondazione assistita.

Il dott. Enrico Papaleo, responsabile del Centro Scienze della Natalità dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano diretta dal professor Massimo Candiani, ci illustra gli step di questo percorso.

 

Quando ricorrere alla fecondazione assistita

Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in caso di mancato concepimento in coppie sane, è possibile ricorrere alla procreazione assistita dopo almeno 12/24 mesi di rapporti liberi e non protetti.

Questo limite si abbassa a 6 mesi nei casi in cui: 

  • la donna abbia un’età superiore ai 35 anni
  • in presenza di fattori di rischio come precedenti interventi sugli organi pelvici, infezioni utero ovariche, endometriosi, e altre patologie dell’apparato riproduttivo.

Esistono poi casi in cui la coppia sia portatrice di gravi patologie trasmissibili alla prole: in queste condizioni, è possibile intervenire con trasferimento dei soli embrioni che all’esito dell’indagine di PGT (analisi genetica preimpianto) risultino sani.

 

Chi può accedere alla PMA

La legislazione vigente nel nostro paese consente l’accesso a questi trattamenti alle coppie maggiorenni eterosessuali, in età fertile, previa autocertificazione di matrimonio o convivenza

 

Primo step: la visita e gli esami prima di cominciare il trattamento

La prima tappa è rappresentata dalla visita per infertilità di coppia, propedeutica per poter accedere alle cure con cui il medico effettua una prima valutazione clinica. È importante sottolineare che, per ogni coppia, il percorso viene studiato ad hoc: è necessario, infatti, che prima venga esaminata tutta la documentazione e gli esami effettuati per: 

  • stabilire eventuali ulteriori accertamenti;
  • definire la necessità e le modalità di accesso ai trattamenti.

Circa un paio di settimane prima dell’inizio del percorso, la paziente viene convocata presso il Centro per effettuare:

  1. valutazione anestesiologica con esami del sangue ed elettrocardiogramma;
  2. counseling con ostetrica per consegna esami e consensi informati, chiarire gli ultimi dubbi e pianificare l’inizio del trattamento;
  3. esecuzione di tamponi cervico-vaginali.

 

Secondo step: ciclo di stimolazione ormonale e monitoraggi ecografici

Una volta stabilito con il medico il momento di inizio del percorso, a partire dal primo giorno del ciclo si procede ad indurre l’ovulazione in modo controllato mediante somministrazione di farmaci che agiscono a livello ovarico, stimolando la produzione di follicoli

Nelle tecniche di Fecondazione in Vitro i farmaci impiegati sono essenzialmente le Gonadotropine, la cui somministrazione è sottocutanea (attraverso iniezioni sulla parete addominale) e giornaliera per circa 2 settimane. La dose di farmaco impiegata viene stabilita sulla base di programmi individualizzati, in rapporto alle caratteristiche cliniche della paziente, per stimolare la produzione di un numero di follicoli più elevato possibile. 

Lo sviluppo follicolare viene quindi monitorato mediante controlli ecografici ripetuti ed eventualmente dosaggi ematici dei livelli ormonali, fino a che i follicoli di maggiori dimensioni non abbiano raggiunto un diametro medio intorno ai 17-18 mm. 

Si programmerà poi l’induzione all’ovulazione e 34-36 ore dopo la paziente sarà pronta per il prelievo ovocitario.

 

Terzo step: prelievo o pick-up ovocitario

Il prelievo degli ovociti (pick-up ovocitario): 

  • viene eseguito per via transvaginale eco guidata, in sedazione profonda in regime di ricovero ospedaliero - Day Surgery; 
  • ha una durata di circa 10 -15 minuti.

Viene eseguito mediante un apposito ago montato sulla sonda ecografica transvaginale per mezzo del quale vengono raggiunte le ovaie ed aspirato il contenuto dei follicoli con conseguente raccolta degli ovociti in essi contenuti. 

Il liquido follicolare aspirato viene immediatamente portato in laboratorio ed esaminato dal biologo per verificare la presenza degli ovociti. È bene sottolineare che il numero di ovociti idonei alla fecondazione può non corrispondere al numero di follicoli osservati durante il monitoraggio e che non sempre l’ovocita risulta idoneo alle procedure successive (inseminazione dell’ovocita con lo spermatozoo del partner). 

Il mattino stesso del giorno del prelievo ovocitario, il partner effettua il deposito del liquido seminale (laddove si utilizzi il materiale a fresco) nelle modalità stabilite dai biologi del Centro, che si occuperanno della preparazione degli spermatozoi. 

Alle donne candidate al transfer a fresco, in fase di dimissioni, verranno date indicazioni sulla terapia da proseguire fino al giorno del transfer embrionario (3 o 5 giorni dopo il prelievo ovocitario, in base alla scelta clinica, al numero ed alla qualità embrionaria).

 

Quarto step: fertilizzazione in laboratorio

Il giorno stesso del prelievo, gli ovociti maturi vengono preparati e fecondati con gli spermatozoi del partner. Verranno mantenuti, in incubatore, in mezzi di coltura idonei per un massimo di 7 giorni. 

Durante questo periodo, gli ovociti fecondati si sviluppano dopo 3 giorni allo stadio di embrione e dopo circa 5 giorni allo stadio di blastocisti. 3 o 5 giorni dopo il prelievo ovocitario, la donna verrà contattata per sottoporsi al trasferimento embrionario. 

Eventuali embrioni sovrannumerari ottenuti verranno crioconservati attraverso la tecnica di vitrificazione. 

Nel caso in cui, ci fosse controindicazione clinica al trasferimento a fresco, tutti gli embrioni ottenuti verranno crioconservati e si procederà successivamente allo scongelamento e trasferimento degli stessi.

 

Ultimo step: trasferimento embrionario

Mediante questa procedura, non dolorosa, ben tollerata ed effettuata senza sedazione a vescica moderatamente piena, l’embrione viene posizionato, attraverso un cateterino sterile, all’interno dell’utero.

2 settimane dopo il trasferimento, verrà data alla paziente la possibilità di eseguire direttamente al centro il dosaggio ormonale della gravidanza (dosaggio ormonale delle beta-hcg). Contestualmente, in caso di positività del valore, verranno date tutte le indicazioni necessarie per prenotare la prima ecografia battito, necessaria a certificare la gravidanza clinica. 

Inoltre, verrà discussa la possibilità di eseguire un percorso di diagnosi prenatale sempre presso il Centro.

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