Maculopatia: i sintomi e come si cura

PUBBLICATO IL 16 GENNAIO 2023

La maculopatia o degenerazione maculare è una patologia che colpisce la macula, la zona centrale della retina. È progressiva ed irreversibile, ma è possibile rallentarne o addirittura bloccarne il decorso se individuata per tempo; da qui l’importanza di una diagnosi precoce. Tra i sintomi principali: visione centrale distorta e sfocata. 

Approfondiamo l’argomento con il dott. Bolognesi, specialista in oculistica, da poco all’Istituto di Cura Città di Pavia

 

In cosa consiste la maculopatia 

La macula è la regione centrale della retina in cui ha origine l’immagine che viene elaborata grazie ai fotorecettori, cellule che si trovano all’interno della fovea, che trasformano i segnali luminosi in impulsi bioelettrici. “Quando questo processo non funziona correttamente, il soggetto lamenterà una visione alterata, con immagini dai contorni e colori poco definiti”, spiega il dott. Bolognesi. 

La macula, infatti, consente una visione nitida e dettagliata dell’immagine che abbiamo di fronte. Per fattori diversi può, però, degenerare e dare origine a una visione centrale distorta rispetto a quella laterale, che rimane più definita. “È una patologia progressiva e irreversibile, ma una diagnosi precoce e una terapia adeguata possono evitarne il peggioramento”, sottolinea lo specialista. 

 

Le diverse forme di maculopatia 

Le diverse forme di maculopatia sono:

  • maculopatia correlata all’età (ARMD - Age Related Macular Degeneration): colpisce solitamente entrambi gli occhi, di solito in tempi diversi e si riscontra soprattutto dopo i 50 anni di età. Nei Paesi industrializzati rappresenta la prima causa di ipovisione e cecità dopo i 65 anni. Si verifica in 2 diverse forme: quella secca o atrofica, che si riscontra circa nell’80% dei casi, e quella umida o essudativa, meno frequente. Va precisato, però, che il 10-15% delle forme secche si trasformano in essudative;
  • maculopatia ereditaria o congenita, la cui causa è legata a fattori genetici;
  • maculopatia miopica: come dice il nome stesso, colpisce solitamente, ma non necessariamente, chi è affetto da una miopia importante, superiore alle 6 diottrie. Questa condizione, caratterizzata da un all’allungamento anatomico del bulbo oculare, favorisce naturalmente l’insorgenza della patologia, coinvolgendo il polo posteriore dell’occhio; 
  • maculopatia diabetica: si tratta di una forma che può colpire i pazienti diabetici. Si può verificare infatti un’edema maculare, dovuto ad un accumulo di liquidi nella parte centrale della retina, che riduce la capacità visiva. 

 

I fattori di rischio

Tra i fattori di rischio della degenerazione maculare sono importanti: 

 

I Sintomi

“Chi soffre di maculopatia – spiega lo specialista - ha: 

  • percezione dei colori alterata; 
  • visione centrale ridotta (scotoma); 
  • fotofobia

In particolare, il sintomo più indicativo è la presenza di metamorfopsie, secondo cui le immagini vengono percepite in modo deformato. 

Gli effetti della malattia si differenziano a seconda dell’eziologia della maculopatia: in tutte le forme, viene intaccata la visione centrale, in modo più o meno grave, e ciò consente di non giungere ad una condizione di cecità completa. 

Nella forma diabetica, invece, la degenerazione maculare – continua il medico - è associata solitamente a quella retinica periferica e ciò può portare, se non adeguatamente seguita e curata, alla perdita totale della vista. Va però specificato che, grazie alle cure mediche e chirurgiche, oggi fortunatamente questa ipotesi è alquanto rara”.  

 

La Diagnosi 

Il decorso della malattia all’inizio è piuttosto lento e questo aspetto ne ritarda la diagnosi, aumentando la possibilità di degenerare verso forme più severe.

Lo specialista per diagnosticare la maculopatia ha bisogno di avvalersi di alcuni esami precisi oltre alla visita oculistica. Nello specifico sarà necessario sottoporre il paziente ad un esame complessivo dell’occhio, in particolare del fondo oculare, avvalendosi poi di esami quali: 

  • fluorangiografia;
  • angiografia con verde d’indocianina; 
  • tomografia ottica a luce coerente (OTC);
  • angio-tomografia ottica a luce coerente (angio-OCT).

“Questi ultimi 2 strumenti – specifica il dott. Bolognesi -  permettono una valutazione istologica ‘virtuale’ della retina, evidenziando in particolare la presenza di alterazioni anatomiche a carico dei vari strati cellulari, di edema retinico e soprattutto di neovasi retinici.
I neovasi retinici sono vasi sanguigni che, partendo dallo strato vascolarizzato situato sotto la retina (coroide) e supportati dalla crescita di sostanze che ne facilitano la formazione (VEGF,  Vascular Endothelial Growth Factor), invadono la retina provocando la maculopatia nella forma essudativa”.

 

Le Cure

Oltre alle terapie farmacologiche per migliorare il trofismo della retina e il microcircolo, vengono somministrati anche integratori dall’effetto ritardante sulla progressione della malattia (elementi antiossidanti e vitamine). 

“In presenza della forma di maculopatia essudativa – spiega il dottore -, i risultati migliori si ottengono con delle iniezioni intravitreali direttamente all’interno dell’occhio (farmaci anti-VEGF), molecole con forme e caratteristiche differenti, in grado di inibire il fattore di crescita vascolare endoteliale, con lo scopo di rallentare o addirittura bloccare la malattia. I farmaci anti-VEGF sono ormai numerosi ed in commercio ne arriveranno presto nuovi”.
Con meccanismi diversi, ma con l’unico scopo di bloccare la malattia, questi farmaci sono ormai utilizzati in sicurezza da anni. Quelli nuovi, ormai in fase avanzata di studio, avranno lo scopo di aumentare l’efficacia sulla malattia riducendo il numero di iniezioni da eseguire.

“Fondamentale – precisa il dott. Bolognesi - è sempre la corretta e precoce diagnosi e somministrazione del farmaco al paziente affetto da degenerazione maculare essudativa. Vi sono inoltre altri studi in corso che si rivolgono alla forma secca, ad evoluzione più lenta rispetto a quella umida, con lo scopo di bloccare il progressivo, anche se relativamente lento, deterioramento dei fotorecettori della regione maculare”.

Cura e Prevenzione