Che cos’è il Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG)?

PUBBLICATO IL 26 AGOSTO 2022

La paura di non saper gestire al meglio eventi e relazioni nelle nostre vite genera quella che comunemente chiamiamo ansia. Essere ansiosi per singoli eventi particolari è normale. Tuttavia, diventa un problema psicologico e psichiatrico quando l’ansia si fa costante, non va mai via e diviene paura persistente relativa a relazioni interpersonali, cose, eventi, di oggi e futuri. 

“Quando le preoccupazioni, la paura di qualcosa, che ciascuno sperimenta nella propria vita quotidiana sono percepite come eccessive alle proprie forze, si sperimenta l’ansia. Quando, però, questa condizione si configura come un’allerta costante è possibile che ci si trovi in presenza di un vero e proprio disturbo, il Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG o GAD, in inglese acronimo di Generalised Anxiety Disorder)”, spiega la dottoressa Maria Cristina Cavallini, psichiatra dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro e professoressa a contratto in Psichiatria e Psicologia clinica all’Università Vita-Salute San Raffaele. 

A livello statistico l’ansia rappresenta un ‘tormento’ per sempre più persone che ne soffrono nel mondo e in Italia: “L’11,1% della popolazione presenta nel corso della propria vita – spiega la dottoressa Cavallini - almeno un disturbo d’ansia (studio ESEMeD) e la prevalenza dei disturbi d’ansia si attesta oggi al 4%”. 

Con la specialista capiamo che cos’è il disturbo d’ansia generalizzato e come si riconosce.

 

Gli 8 sintomi ‘campanelli d’allarme’ del DAG

“In alcune occasioni è perfettamente normale sentirsi ansiosi e sperimentare una sensazione d’ansia      occasionale: provare lieve paura e agitazione prima di affrontare un esame scolastico o universitario, un colloquio di lavoro, una visita medica, grandi scelte della vita come il matrimonio o la nascita di un figlio, la decisione di acquistare la prima casa o altre scelte importanti che condizioneranno il nostro futuro. Ma quando la paura degli eventi condiziona pesantemente la nostra vita e perdura per più di 6 mesi continuativi, può essere opportuno rivolgersi a uno specialista”.

Questi sono alcuni sintomi che, se compaiono in maniera ripetitiva e per periodi prolungati, devono mettere in allerta:

  1. disturbi del sonno: insonnia, difficoltà a prender sonno, avere un sonno disturbato da incubi, pensieri ricorrenti, frequenti risvegli o viceversa si tende a dormire più del dovuto di giorno rispetto alla sera. Si registra una irregolarità nel ritmo sonno-veglia
  2. pensieri ricorrenti negativi: preoccupazioni ricorrenti ed eccessive sul futuro (rimuginazioni), impossibilità di pensare ad altro, la mente ‘cade’ sempre sugli stessi ‘temi/ricordi’, soprattutto la sera;
  3. paura ed evitamento: si avverte timore di non riuscire a gestire le situazioni, di essere sopraffatti dall’ansia e avere forti difficoltà ad affrontare la propria quotidianità. Con il tempo, si può assistere alla messa in atto di condotte di evitamento che portano a rinunciare a una serie di impegni o situazioni in cui si potrebbero manifestare i sintomi d’ansia come, per esempio, andare al lavoro o a scuola, partecipare a eventi o accettare inviti (avvisando in anticipo che non si andrà), andare ad appuntamenti,…;
  4. stanchezza: si prova una sensazione di eccezionale fatica nel compiere gli atti quotidiani, quelle stesse azioni routinarie (abitudini) che prima non creavano alcun tipo di disagio ora lo creano, ci si sente stanchi in modo immotivato e in assenza di reali sforzi; 
  5. agitazione: si avverte uno stato di costante allerta, come se da un momento all’altro si potesse essere chiamati a fare delle scelte importanti o chiamati all’azione. Si sperimenta, quindi, un senso di irrequietezza che può sfociare in una particolare irritabilità;
  6. sensazione di essere schiacciati dagli eventi: ci si sente senza alcuna possibilità di adattamento all’attuale situazione storica, si vorrebbe poter gestire il futuro (quello a breve termine) e poter programmare tutto con anticipo avendo date certe. L’incertezza su questi dati mancanti crea una spropositata risposta ansiogena (ansia patologica) e, in certi casi, compulsioni di controllo;
  7. tensione muscolare: si avvertono rigidità o dolore in alcune parti del corpo, per esempio, la base del collo, le spalle, la schiena, le braccia, le gambe, le mani ecc.;
  8. difficoltà di concentrazione e vuoti di memoria: si ha più difficoltà di un tempo nel concentrarsi per svolgere un'attività quotidiana e routinaria (es. leggere un libro, scrivere un testo, cucinare, lavare ecc) e si possono sperimentare vuoti di memoria, ovvero la percezione che manchino alcune informazioni ai ricordi immagazzinati nella memoria, più di frequente in quella a breve termine, ma anche a lungo termine.

 

Le cause del disturbo d’ansia generalizzata  

Tra le più frequenti situazioni in grado di suscitare un episodio di ansia occasionale, che si può trasformare in DAG ci sono eventi della vita (previsti o imprevisti) che in un soggetto con ansia cronica hanno l’effetto di suscitare reazioni (comportamentali e/o verbali) eccessive. Tra di essi troviamo, per esempio:

  • sostenere esami scolastici;
  • sostenere un colloquio di lavoro;
  • sensazione di non riuscire a gestire il tempo;
  • affrontare un viaggio;
  • uscire con nuove persone;
  • timore di non riuscire a vivere una relazione di coppia soddisfacente e duratura;
  • timore di non riuscire a vivere bene con il partner, i genitori e i figli;
  • avere paura del decadimento cognitivo in caso di età avanzata o in seguito a una patologia neurologica (paure del paziente e dei suoi familiari/caregiver);
  • sperimentare difficoltà nella relazione con i colleghi di lavoro;
  • aver paura del medico e degli ospedali;
  • provare ansia da prestazione in generale.

 

Come avviene la diagnosi psichiatrica 

“A livello psichiatrico, come anticipato, perché sia diagnosticato il DAG devono essere sperimentati per almeno 6 mesi di tempo ansia e preoccupazione pervasive e incontrollabili, interferenti con il funzionamento del paziente a vari livelli (lavorativo, sociale, scolastico, familiare). Inoltre, devono essere presenti almeno 3 dei sintomi descritti precedentemente. 

Occorre, poi, verificare – puntualizza l’esperta - che la sintomatologia legata alla diagnosi di DAG non sia causata da altri disturbi psichiatrici concomitanti o da altre condizioni mediche o dalla assunzione di specifiche sostanze (es. sostanze psicotrope/droghe e alcool, farmaci per la cura di altre patologie che potrebbero avere effetti collaterali sull’aumento dell’ansia).

Lo psichiatra effettua la diagnosi di DAG raccogliendo le informazioni cliniche sui sintomi, loro durata, frequenza e interferenza con il funzionamento. 

Può usare scale auto o eterosomministrate: un questionario diagnostico utile per la raccolta della anamnesi, ossia l’insieme di informazioni che riguardano la storia clinica del paziente, per valutare l'andamento clinico del paziente nel tempo e in relazione alla terapia proposta”.  

‘Diario dell’ansia’: come funziona

Uno strumento molto utile per la diagnosi di DAG e per impostare la psicoterapia più efficace, per risolvere e prevenire i prossimi attacchi di ansia, è il ‘diario dell’ansia’: psichiatra e psicoterapeuta chiedono al paziente di annotare su una agenda o calendario la frequenza e i motivi scatenanti l’ansia. Viene chiesto di descrivere con dovizia di particolari la situazione e le emozioni provate prima di avere il singolo attacco di agitazione e irritabilità, oltre che la durata della sensazione di disagio avvertita.

Con il diario dell’ansia si otterranno 2 risultati: 

  • si potrà riferire allo psichiatra e allo psicologo quanti e quali eventi vengono vissuti con ansia in un giorno, in una settimana, in un mese. A ogni seduta si porterà il diario aggiornato e lo si commenterà insieme;
  • sarà molto utile per aumentare il grado di consapevolezza e di conseguenza l’autostima e il senso di controllo sui fatti della vita e la gestione delle proprie emozioni del paziente circa i fatti che gli creano ansia/agitazione, con effetto di prevenzione sul successivo attacco o contenimento delle emozioni negative e fuori controllo. 

 

Come si cura il disturbo d’ansia generalizzata al San Raffaele Turro

Nel Centro dei Disturbi dell’umore dell’IRCCS San Raffaele Turro, per curare l’ansia viene adottato un approccio multidisciplinare che vede l’intervento congiunto dello psichiatra e dello psicologo psicoterapeuta.

Lo psichiatra consiglia le terapie a base di farmaci più efficaci nella gestione e cura dell’ansia lieve o grave.
Lo psicoterapeuta consiglia al paziente ansioso di intraprendere un percorso di psicoterapia specifico che possa alleviarlo dal senso di angoscia e possa insegnargli a gestire lo stato ansioso e i suoi effetti. 

Il dialogo costante con il professionista attraverso sedute periodiche di psicoterapia (in presenza o anche on-line) permette infatti di: 

  • alleviare lo stress generato da ansia, esponendo liberamente tutti i pensieri che precedono e seguono l'evento ansiogeno;
  • analizzare i fatti che creano frustrazione e paure; 
  • trovare strategie di gestione e prevenzione di altri attacchi d’ansia e agitazione

Tale percorso si basa su regolari colloqui (settimanali, bisettimanali, mensili), prenotabili sia a livello di Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con una semplice richiesta da parte del medico di base che erogherà una prescrizione di ‘Prima visita psichiatrica – Motivo: (sintomi riconducibili a) stato ansioso, ansia’, sia privatamente.

Cura e Prevenzione