Calcoli renali: come si formano e come si curano

PUBBLICATO IL 24 MAGGIO 2021

Si formano nelle vie urinarie quando i sali minerali sono troppi o il volume delle urine è ridotto. Oggi si possono eliminare grazie a trattamenti mini-invasivi con le tecnologie laser.

 

Sono sempre di più gli italiani che soffrono di calcoli renali. Secondo le statistiche ogni anno si registrano 100mila nuovi casi

Colpa, nella maggior parte dei casi, di una dieta scorretta e della sedentarietà, primi fattori di rischio per la formazione di questi “sassolini” nelle vie urinarie: rene, uretere, vescica.

Per risolvere il problema, in alcuni casi può essere sufficiente aumentare la quantità liquidi e aspettare che l’organismo li elimini da solo. 

Quando, invece, i calcoli sono grandi e causano dolore, è possibile “polverizzarli” ricorrendo a trattamenti farmacologici e alla chirurgia mini-invasiva con l’utilizzo di tecnologie laser

Come ci spiegano il dottor Alessandro Piccinelli, responsabile dell’unità di urologia del Policlinico San Pietro, e il dottor Riccardo Galli, urologo della stessa unità. “Nell’unità di urologia del Policlinico San Pietro vengono utilizzati in particolare il laser Thulium e il laser Holmium, strumentazioni ad alte prestazioni che servono trattare patologie urologiche di varia natura, dalla calcolosi urinaria all’ipertrofia prostatica benigna, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e con interventi poco invasivi che consentono il ripristino delle funzioni in tempi rapidi” osservano i due specialisti.

 

Come si formano i calcoli

I calcoli sono formati da cristalli contenuti nelle urine che precipitano e si aggregano. Più nel dettaglio, la loro formazione avviene, nelle maggior parte dei casi all’interno del rene, attraverso un processo chimico definito ‘sovrasaturazione’. 

“I sali minerali disciolti nelle urine, oltre una certa soglia, precipitano a formare calcoli. Il limite viene raggiunto quando ci sono troppi sali minerali, oppure quando si riduce la quantità di urine a causa della disidratazione, come spesso accade in estate” spiega il dottor Piccinelli. 

Tipi di calcoli renali

Non tutti i calcoli sono uguali. Si differenziano in base alle dimensioni, alla forma e alla composizione. “I cristalli che costituiscono i calcoli sono principalmente 5: in oltre l'80% di casi si tratta di ossalato di calcio, meno frequentemente sono costituiti da fosfato di calcio, acido urico, struvite e cistina

La loro composizione è importante perché la terapia medica di prevenzione per evitare le recidive o il tipo di approccio chirurgico possono variare in base alle caratteristiche del calcolo”. 

 

Le cause 

“La formazione dei calcoli è complessa e multifattoriale. Può esserci una predisposizione genetica, cioè familiarità per calcolosi renale, tuttavia la dieta e i processi metabolici giocano un ruolo importantissimo”, osserva il dottor Galli . 

Il ruolo dell’alimentazione

Il dottore approfondisce il ruolo che può giocare l’alimentazione: “Una dieta troppo ricca di proteine animali, zuccheri semplici e sale può favorire la formazione di calcoli. 

Al contrario un’alimentazione varia e ricca di frutta e verdure fresche (che contengono elementi importanti come potassio, magnesio e citrato), legumi, cereali integrali e un adeguato apporto di alimenti contenenti calcio sembrerebbe ridurre la probabilità che insorgano. 

Fondamentale è anche bere acqua in abbondanza, almeno 1 litro e mezzo al giorno, da aumentare quando fa caldo o se si fa attività fisica e quindi si suda molto”. 

 

Dai calcoli alla colica renale

Nella maggior parte dei casi i calcoli non danno sintomi particolari o eventualmente solo un vago dolore di schiena. L’unico modo per diagnosticarli è quindi un’ecografia renale. 

Il problema nasce quando, spostandosi, vanno a ostruire le vie urinarie. Questa ostruzione a livello della via escretrice (cioè i canali attraverso i quali viene eliminata l’urina) ostacola il normale deflusso dell'urina e ne aumenta la pressione distendendo le fibre nervose. 

Da qui la colica renale, un problema con un’incidenza altissima sulla popolazione, circa il 15% (è uno dei motivi principali di accesso al pronto soccorso)” continuano gli urologi. 

I sintomi della colica renale

Ma come si manifesta la colica renale? “La colica renale esordisce con un dolore acuto al fianco interessato dall'ostruzione, inoltre, in un caso su due è associata a nausea e vomito

Il dolore è ad andamento colico, cioè aumenta e poi diminuisce, in modo abbastanza ciclico e correlato agli spasmi dell'uretere che cerca di far progredire il calcolo. In base alla sede dell'ostruzione il dolore si può irradiare anteriormente e spingersi sino ai genitali del lato interessato, oltre a dare sintomi di tipo irritativo urinario come bruciore o frequenza di minzione aumentata

A differenza di altri dolori addominali, con la colica renale non si trova giovamento in nessuna posizione

Cosa fare in caso di colica renale

“Contrariamente a quanto molti pensano, anche bere non aiuta, anzi - avverte lo specialista -. La colica renale, infatti, è causata dall'aumento di pressione che l'urina esercita nel rene o nell'uretere per superare un'ostruzione; se si beve durante una colica il calcolo potrebbe essere spinto a valle, ma c’è il rischio di rottura della via urinaria e dell’aggravarsi della sintomatologia. 

In caso di colica è consigliabile quindi: 

  • bere a piccoli sorsi, solo però quando non si ha dolore; 
  • mettere una borsa dell'acqua calda sul fianco; 
  • assumere un anti-infiammatorio non steroideo, per bocca o tramite iniezione intra-muscolo. 

Se il dolore non passa o fosse associato a febbre è necessario rivolgersi al medico”. 

 

Le cure per i calcoli: farmaci per scioglierli e laser per frantumarli

La terapia dei calcoli può essere medica o chirurgica a seconda della posizione, dimensione e caratteristiche del calcolo. 

Se sono piccoli, cioè sotto i 7 millimetri, in genere vengono espulsi da soli o con l’aiuto di farmaci specifici che ne facilitano e velocizzano il passaggio e limitano il dolore durante lo spostamento fino alla vescica. 

Se sono più grandi, nel caso siano formati da acido urico, è sufficiente una cura con farmaci in grado di “scioglierli”. 

L’intervento con il laser per i calcoli nell’uretere

Negli altri casi, invece, soprattutto se sono migrati nell’uretere oppure sono composti da ossalato di calcio, si può ricorrere alla chirurgia con tecniche mini-invasive, cioè senza “tagli” come era fino a qualche anno fa con la chirurgia detta a cielo aperto

“Per i calcoli dell’uretere e del rene si esegue l’ureteroscopia semirigida o flessibile, che passando attraverso le vie naturali (uretra e vescica), con strumenti digitali e a fibre ottiche molto sottili, permette di raggiungere i calcoli e polverizzarli mediante energia laser Holmium. La degenza è solitamente di una notte post operatoria e il dolore minimo”, illustra il dottore. 

L’intervento per i calcoli grossi o multifocali

“Per calcoli renali più grossi o multifocali utilizziamo, invece, la tecnica percutanea, con la quale si accede al rene attraverso un foro praticato sul fianco, a livello lombare, del diametro di un mignolo. 

Questa tecnica, denominata Mini-PCNL, permette di trattare calcoli complessi in maniera mini-invasiva

La degenza è di 2 notti post procedura. 

Infine per calcoli con particolari caratteristiche di sede (renali e ureterali), dimensione e durezza, può risultare efficace anche la litotrissia extracorporea, trattamento non invasivo della calcolosi nel quale onde d’urto focalizzate sul calcolo rompono e frantumano il calcolo, facilitandone l’eliminazione”.

Cura e Prevenzione