Asma, la malattia che toglie il fiato

PUBBLICATO IL 21 MAGGIO 2020

Come riconoscerla, diagnosticarla, curarla e distinguerla dal COVID-19. La parola alla specialista Pneumologa. 

Si stima siano 300 milioni nel mondo le persone affette da asma, una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata dall’ostruzione dei bronchi. Ne parliamo con la Dott.ssa Piera Ranieri, specialista pneumologa dell’Istituto Clinico S. Anna

1. Come si riconosce

Se in condizioni di normalità l’aria entra nelle vie aeree e arriva senza difficoltà agli alveoli polmonari e ne fuoriesce seguendo la stessa strada, in persone affette da asma ciò non avviene in modo così fluido.

Negli asmatici, lungo il percorso (sia di andata, sia di ritorno) il passaggio dell’aria è ostacolato dalla presenza di ostruzione dei bronchi dovuta all'ispessimento delle sue pareti per infiammazione cronica che perdura nel tempo.

2. I sintomi che segnalano la presenza di asma

Quali sono i segnali della possibile presenza di asma? In genere, è facile sospettare la presenza di asma se si avvertono: 

  • respiro sibilante; 
  • dispnea;
  • tosse cronica; 
  • costrizione toracica  

Si tratta di una sintomatologia avvertibile in maniera chiara che può aggravarsi in virtù di molteplici variabili: di notte in decubito supino (sdraiato), in concomitanza con l’alternarsi delle stagioni, in seguito a sforzi intensi o emozioni forti, infezioni virali o batteriche, fumo e allergeni.

 3. La diagnosi certa con la spirometria

La spirometria è un esame semplice e non invasivo, indispensabile per  misurare la funzionalità respiratoria e confermare la presenza di ostruzione bronchiale. Grazie ad essa si possono ottenere diversi parametri e formulare una diagnosi corretta.

La spirometria si esegue in questo modo: con il naso tappato, si respira dentro un boccaglio prima naturalmente e poi, in seguito ad un’ispirazione profonda, si procede con un’espirazione forzata soffiando l’aria nel boccaglio con tutta la forza possibile.  

L’esame fornisce informazioni preziose sull’eventuale presenza di ostruzione bronchiale compatibile con un quadro di asma o di altre patologie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). 

I disturbi correlati

Un altro aspetto da non trascurare per una corretta anamnesi è l’identificazione di altri disturbi che possono essere alla base dell’asma o che possono condizionarne il decorso e la gravità come ad esempio:

  •  l'infiammazione dei seni paranasali; 
  • il reflusso gastroesofageo;
  • il sovrappeso;
  • l’obesità;
  • l’ansia;
  • la depressione;
  • lo scompenso cardiaco cronico;
  • la sindrome da apnee ostruttive del sonno. 

È molto importante tenere presente che il mancato riconoscimento e trattamento delle malattie croniche concomitanti, soprattutto nel paziente anziano, non permetteranno un adeguato controllo della patologia asmatica.

4. La cura dell’asma

La terapia dell’asma varia da persona a persona a seconda della gravità della malattia e generalmente contempla la somministrazione di farmaci inalatori (cortisonici, broncodilatatori ed, in caso, selezionati anticolinergici) somministrati singolarmente o in associazione, al bisogno e per lunghi periodi di tempo. 

Una raccomandazione importante da fare ai pazienti asmatici è che, così come il diabetico controlla la glicemia e l’iperteso la pressione, anche loro dovrebbero sempre tenere monitorati i propri parametri spirometrici

Troppo spesso, infatti, in seguito al miglioramento dei sintomi, si interrompono le terapie andando incontro a pericolose ricadute dovute al riacutizzarsi dell’infiammazione bronchiale.

5. Asma e COVID-19

Difficoltà respiratorie, fame d’aria, tosse e senso di oppressione al torace: sono questi i sintomi principali che accomunano asma e COVID-19

Non è facile per chi ne soffre riconoscere i sintomi di una o dell’altra condizione ma, a fare la differenza nella maggior parte dei casi, è la presenza di febbre

Stando ad alcuni studi scientifici ancora in corso di validazione, i soggetti asmatici sarebbero meno a rischio di contrarre il COVID-19  grazie all’azione protettiva e antinfiammatoria che la terapia per il controllo dell’asma esercita. 

Se la tesi fosse confermata, essi non sarebbero in ogni caso esonerati  dal seguire le norme di sicurezza suggerite, anche perché nel caso un soggetto asmatico dovesse contrarre l’infezione da coronavirus, il decorso della malattia potrebbe essere molto più veloce, grave e pericoloso.

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