Coronavirus e adolescenza: come aiutarli durante il lockdown

PUBBLICATO IL 29 APRILE 2020

Vivere in quarantena è difficile, soprattutto per gli adolescenti. I consigli per aiutarli a vivere 

L’emergenza COVID-19 ha stravolto la vita di ognuno di noi, ma a risentire della quarantena forzata sono soprattutto gli adolescenti che, privati di colpo della loro routine, hanno dovuto riorganizzarsi per costruire una nuova quotidianità in una dimensione di tempo estremamente dilatata

I risvolti psicologici del lockdown

L’adolescenza è certamente una fase esistenziale cruciale per lo sviluppo della nostra identità. Per certi versi, rappresenta una fase di mezzo in cui doversi disfare delle certezze acquisite durante l’infanzia per cimentarsi in una nuova dimensione, quella adulta, certamente più indefinibile e complicata. 

Come se non bastasse, il quadro psicologico che caratterizza questa fase della vita è estremamente mutevole: incertezza e instabilità prevalgono in un corollario di stati d’animo che contemplano anche forti tensioni emotive e atteggiamenti contraddittori. Tensioni che possono essere amplificate dall’isolamento forzato.

Come aiutarli? Accogliere la noia per trasformarla in risorsa

In un momento come questo di confinamento obbligato è fondamentale non combattere la noia: non solo perché stimola curiosità, fantasia ed immaginazione, ma anche perché, se incanalata nel modo giusto, riesce a dar sfogo alla creatività dei nostri ragazzi. 

In questo modo potranno compiere un primo, ma significativo passo nell’accettazione del cambiamento di vita a cui sono costretti.

Chat, Messenger, Social media: come evitare la dipendenza dalla tecnologia?

Avendo molto più tempo libero a disposizione, è fortissima, per tutti, la tentazione di ricorrere alla tecnologia: un modo per evadere, esorcizzare la paura e allontanare i pensieri. Com'è possibile bilanciare vita reale e vita virtuale ed evitare una dipendenza? 

A dispetto di quel che si crede, non conta tanto il tempo che si trascorre in rete, ma il modo in cui lo si fa: un utilizzo consapevole e responsabile produce stimoli e riflessioni. Un uso scriteriato, che magari non porta a ragionare su nulla pur passando da una cosa all’altra, al contrario rischia seriamente di essere disfunzionale e di produrre dipendenza. 

Sfruttare i benefici della tecnologia per dar continuità all’apprendimento scolastico, per mantenersi informati, per rinverdire alcune relazioni sociali e per restare sportivamente attivi è possibile, ma è opportuno porsi dei limiti e definire delle regole condivise con i propri genitori

Non va dimenticato, infatti, che il confronto e il dialogo tra genitori e figli sta alla base di una felice convivenza. E allora perché non sfruttare questo tempo di quarantena per esternare ciò che si prova, ciò che si vorrebbe fare e ciò che ci si immagina per il futuro?  

La didattica al tempo del COVID-19 

La scuola chiusa e la didattica a distanza ha prodotto in molti casi un senso di disorientamento tra gli adolescenti. 

Venendo meno l’interazione emotiva con gli insegnanti, anch’essi per certi versi impreparati rispetto a questa nuova modalità di formazione, tutto è diventato virtuale e questo ha portato a vivere la dimensione dello studio in completa solitudine

Se a ciò aggiungiamo la presenza ingombrante di genitori divenuti improvvisamente troppo presenti nel percorso di istruzione dei propri figli, capiamo bene come, in un momento come questo, il desiderio di apprendere da parte degli adolescenti possa facilmente sopirsi. 

In questa prospettiva, quindi, è bene che le istituzioni scolastiche non perdano di vista due concetti chiave per sopperire a questa situazione d’emergenza e mantenere la propria natura educativa: la relazione e la comprensione soprattutto nei confronti degli studenti che saranno chiamati a svolgere gli esami di maturità sul web. 

Ma qualche indicazione, fortunatamente in questo senso, è già arrivata dal Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha dichiarato di voler rendere la maturità 2020 più leggera e adatta all'emergenza.

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