La ricostruzione mammaria

PUBBLICATO IL 16 SETTEMBRE 2019

Oggi l'intervento di oncoplastica è considerato parte della cura del tumore: tra le opzioni più efficaci c’è la tecnica di ricostruzione e rimodellamento della ghiandola mammaria dopo quadrectomia con lembo dermo glandulo fasciale che, con un’unica incisione, permette di accedere anche al cavo ascellare.

In cosa consiste questa tecnica? Lo abbiamo chiesto al suo ideatore, il Dott. Alberto Riboldi, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Senologica dell’Istituto Clinico Città di Brescia. “Questa tecnica di ricostruzione e rimodellamento da me teorizzata e discussa in congressi internazionali è nata dalla fusione delle mie conoscenze sia di oncologia chirurgica, sia di chirurgia plastica e ricostruttiva. Essa nasce dalla volontà di limitare il più possibile distorsioni morfologiche della mammella a seguito di asportazione di lesione maligna. Essa permette un’ampia asportazione di lesioni tumorali in qualsiasi quadrante della mammella conservandone l’aspetto nelle sue dimensioni e forme estetiche apprezzabili. La tecnica prevede una ricostruzione e un rimodellamento della ghiandola mammaria a seguito di un’unica incisione che permette di accedere anche al cavo ascellare (in caso di prelievo linfonodo o linfoadenectomia). La presenza di un’unica cicatrice è fondamentale per conservare un aspetto gradevole della mammella e il mantenimento di un aspetto proporzionato secondo i più accreditati canoni della chirurgia plastica. Questa tecnica, però, non tiene conto solo dell’aspetto estetico, essa, infatti, permette un’ampia resezione della lesione tumorale che porta ad una minima possibilità di recidiva in massima sicurezza. Più tessuto viene asportato minore è la percentuale di recidiva del tumore. Secondo la tecnica standard però, maggiore è il tessuto asportato e maggiore è il dismorfismo mammario causato alla paziente con conseguente sconvolgimento dell’aspetto estetico. Secondo la mia tecnica, invece, l’asportazione di maggior quantità di tessuto non va ad intaccarne l’aspetto, mantiene le proporzioni in maniera armoniosa indipendentemente dal quadrante intaccato anche laddove risulti chirurgicamente più difficile intervenire”.

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