L’ossigeno iperbarico nel processo di guarigione delle ferite

PUBBLICATO IL 04 SETTEMBRE 2019

Le ferite croniche e di difficile guarigione, come per esempio le ulcere presenti nel piede diabetico o le lesioni da radiazioni, sono accompagnate da un notevole impatto sul numero di ore di lavoro perdute, con inevitabili e significativi effetti negativi sulla qualità della vita di quanti ne sono colpiti.

Come ben documenta un recente articolo apparso sul Current Pharmaceutical Design, la gestione di questa tipologia di ferite richiede più azioni complesse: accurata pulizia chirurgica della lesione, trattamenti antibiotici mirati, medicazioni avanzate, e persino rivascolarizzazioni. “Queste ferite - ci ha spiegato il Dott. Vincenzo Zanon, Responsabile del Centro Alta Specialità di Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) dell’Istituto Clinico Città di Brescia - sono purtroppo caratterizzate da uno scarso apporto di ossigeno; ne consegue una ipossia, più o meno marcata, del tessuto e del distretto interessato. Quello con la Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) è un trattamento adiuvante estremamente potente in questi casi; l'OTI infatti è in grado di aumentare significativamente la quantità di O2 disciolto nel plasma, aumentando così l'ossigenazione dei tessuti e favorendo la guarigione di quelle ferite che non rispondessero alle normali cure cliniche. L'aumento della pressione parziale dell'ossigeno, che si riesce ad ottenere con l'OTI, contribuisce a coprire il fabbisogno energetico necessario al processo di guarigione ed a ridurre l'incidenza delle infezioni. Gli studi condotti su colture cellulari e su modelli animali paiono confermare gli effetti benefici della OTI. Tuttavia la mancanza di risultati indiscutibili e conclusivi negli studi clinici sin qui condotti impone una necessaria cautela nella selezione dei casi; gli stessi autori concludono che si rendono necessari ulteriori studi clinici randomizzati controllati versus placebo per confermare la reale efficacia dell'ossigenoterapia iperbarica in questi casi e chiarire in dettaglio quale sia il suo meccanismo d'azione nei vari tipi di ferite".

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