Tumore al seno: gli esami diagnostici

PUBBLICATO IL 04 OTTOBRE 2019

Il tumore al seno colpisce una donna su otto. In molti casi, però, si può prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.

Generalmente viene diagnosticato con la mammografia, l'ecografia mammaria e, in alcuni casi, la risonanza magnetica. Ma da quali fattori dipende la scelta dell’esame a cui sottoporsi? Lo abbiamo chiesto al Dott. Fabrizio Palmieri, Direttore Clinico Breast Unit dell’Istituto Clinico S. Anna.

“L’età è la discriminante principale quando ci troviamo a scegliere l'esame da impiegare. Questo perché l'età è connessa alla densità della mammella: più è densa, meno è ‘leggibile’ alla mammografia. In linea di massima al di sotto dei 35-40 anni è preferita l'ecografia mammaria, cui si affianca in seguito la mammografia”.

In caso di una diagnosi di tumore, l’esame da considerare è la risonanza magnetica: “La risonanza magnetica con mezzo di contrasto – spiega il Dottore - è un esame più sofisticato che si impiega in seconda battuta per meglio studiare la ghiandola, quando già è fatta la diagnosi di carcinoma mammario e si vogliono escludere ulteriori lesioni”.

Ma non solo: l’esame va eseguito anche in presenza di impianti protesici o in mammelle particolarmente difficili da studiare, in cui gli esami di primo livello non hanno risolto completamente il dubbio diagnostico”.

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