Due protesi, un unico intervento e si torna a camminare presto

PUBBLICATO IL 12 MARZO 2019

Un timore diffuso tra i pazienti che chiedono di sottoporsi ad un intervento protesico bilaterale simultaneo è quello di non riuscire a svolgere il programma riabilitativo in modo disinvolto come gli altri pazienti: temono di avere troppo dolore e di non riuscire a camminare in prima giornata come normalmente si fa con gli altri pazienti. Questo non è vero. Come ci hanno spiegato il Dott. Alberto Consoli e il Dott. Giovanni Simonini Responsabili dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. VI dell’Istituto Clinico Città di Brescia, “al di là di un iniziale impaccio dovuto al dolore del trauma chirurgico, anche i pazienti operati a entrambe le anche in simultanea riescono a deambulare in prima giornata post intervento con ausilio di due stampelle. A distanza di un paio di settimane dall’intervento, si è verificato spesso che questi pazienti mostrino un recupero funzionale decisamente migliore se paragonato ai pazienti operati monolateralmente. Questi risultati, è bene specificarlo, vengono ottenuti anche grazie alle più moderne tecniche chirurgiche mininvasive anteriore e posterolaterale che adottiamo ormai da tempo all'Istituto Clinico Città di Brescia”. 
 
Quali sono i vantaggi di questi interventi? 

“La tecnica chirurgica adottata salvaguarda l’integrità dei muscoli, garantisce minori perdite di sangue durante l’intervento e causa meno dolore nel postoperatorio. Fondamentali anche alcuni accorgimenti atti a garantire il maggior risparmio di sangue del malato come per esempio un'accorta gestione della temperatura corporea in sala operatoria, l’utilizzo di recupero intra e postoperatorio del sangue del paziente stesso, l’uso di farmaci in grado di limitare il sanguinamento e, infine, ma non certo per importanza, un'elevata esperienza nella chirurgia protesica dell’anca da parte del chirurgo. Questi interventi, infatti, non possono essere effettuati da tutti i chirurghi ortopedici e in tutti i centri di chirurgia ortopedica. È fondamentale aver raggiunto da parte del chirurgo un'elevata esperienza riguardo le tecniche chirurgiche mininvasive e avere a disposizione un'équipe adeguatamente formata”.

Quali abilità vengono richieste?

“Il chirurgo che si accinge a eseguire la protesi d'anca bilaterale simultanea deve essere in grado di portare a termine l’intervento chirurgico in un lasso di tempo non superiore alle due ore. Questo comporta da un lato un'adeguata velocità di esecuzione dell’intervento stesso e, contemporaneamente, un'elevata precisione nel posizionamento delle componenti protesiche, tutte cose che evidentemente si possono ottenere solo al termine di una lunga curva di apprendimento e grazie a un'adeguata esperienza maturata nel campo della chirurgia protesica”. 

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