Con la neurostimolazione, addio al dolore cronico e ai farmaci

PUBBLICATO IL 16 LUGLIO 2019

La neurostimolazione è una terapia che utilizza impulsi elettrici per bloccare le vie che portano il dolore dal punto interessato, quindi dalla periferia, fino al cervello. “Questo impulso elettrico - spiega il dottor Giovanni Frigerio, responsabile del centro di Terapia del dolore all’Istituto Clinico Villa Aprica di Como - blocca la risalita del dolore verso il cervello, eliminando o diminuendo in maniera significativa la sintomatologia dolorosa”. Per quali patologie è indicata? “Questa procedura - continua lo specialista - cura per lo più i dolori cronici benigni, in qualsiasi distretto del corpo come il dolore agli arti e alla schiena, anche esiti di pregressi interventi chirurgici alla colonna vertebrale (failed back surgery syndrome) molto frequente nel 30% degli interventi sul rachide, il dolore pelvico (es. le neuropatie del nervo pudendo o i dolori anali), i dolori cervicali (es. ernia del disco), neuropatie post erpetiche, cefalee (es. i mal di testa cronici, le emicranie, le cefalee atipiche o le nevralgie del trigemino). Con questo tipo di neurostimolazione, che può essere midollare o sottocutanea, si impianta un minuscolo microchip sotto la pelle, ottenendo risultati sorprendenti”. “Gli impulsi elettrici, che non vengono avvertiti dal paziente come scosse ma come un leggero formicolio - conclude Frigerio - non solo influiscono in maniera importante sul dolore ma diminuiscono significativamente l’utilizzo di farmaci (a volte anche oppiacei) che, alla lunga, potrebbero essere dannosi per la salute”.

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