La realtà clinica complessa e il valore della medicina

PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2019

La Medicina Interna sta attraversando un periodo a doppio binario: da una parte essere una “risorsa” avendo come sua essenza l’“unicità” del tutto in uno e quindi con la sua naturale connotazione di saper cominciare da un segno o sintomo per prendersi cura del tutto oppure, partendo dall’insieme, arrivare a gestire una parte specifica; dall’altra parte di avere l’impressione da parte del gestore di non essere in fondo in fondo “capita”. 

Tutto ciò si inquadra in una realtà medica complessa fatta contemporaneamente di ipercomplessità, risorse ridotte, specializzazione elevata. Far emergere la “real practice” dell’area medica attualizzata considerando proprio una delle triadi che più spesso il medico si trova ad affrontare: questa la mission del corso intitolato 1° Internal Medicinedi cui il Dott. Alfonso PiccoliResponsabile dell’U.O. di Medicina Interna dell’Istituto Clinico San Rocco, è l’ideatore e il Responsabile Scientifico insieme al Prof. Claudio Ferri, Professore Ordinario in Medicina Interna, Direttore della U.O.C. di Medicina Interna e Nefrologia e della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna presso l'Università dell’Aquila, nonchè Presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. Tale convegno vede la presenza anche della Dott.ssa Silvia Calebich, Responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia dell’Istituto Clinico San Rocco, della Dott..ssa Tiziana Avolio dell’ U.O. di Medicina Interna dell'Istituto Clinico San Rocco, della Dott.ssa Piera Ranieri, Responsabile dell’U.O. di Fisiopatologia Respiratoria dell’Istituto Clinico S. Anna, e del Prof. Damiano Rizzoni, Responsabile dell’U.O. di Medicina Interna dell’Istituto Clinico Città di Brescia

“La medicina interna si troverà nel prossimo futuro ad affrontare sfide impegnative che richiederanno, da parte di medici e responsabili della organizzazione sanitaria, capacità di interpretare e gestire una realtà in continua evoluzione” - ci ha spiegato il Prof. Damiano Rizzoni, Responsabile dell’U.O. di Medicina Interna dell’Istituto Clinico Città di Brescia. 

“L’invecchiamento della popolazione e la sempre maggiore presenza di polipatologie e complessità clinica rende il ruolo dell'internista centrale nella gestione del malato, specie se affetto da malattie croniche con riacutizzazioni frequenti. Questo rende sempre più necessario, da un lato il costante aggiornamento del medico, l'applicazione delle nuove evidenze scientifiche e una adeguata consapevolezza di ciò che sta cambiando, anche sulla base dei dati epidemiologici. Sul fronte gestionale e organizzativo andrebbe sicuramente meglio riconosciuto, da molti punti di vista, il ruolo cardine della medicina interna, che offre risposte alle esigenze più sentite dei malati. Da questo punto di vista anche una riflessione sulla entità dei rimborsi regionali per i ricoveri in ambito internistico andrebbe forse fatta. Inoltre, la carenza di medici specializzati in medicina interna, come pure per altre specialità molto richieste, rappresenterà, a breve, un problema estremamente serio". 

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