Con EOS, uno studio più accurato delle patologie della colonna vertebrale

PUBBLICATO IL 06 NOVEMBRE 2017

“Le patologie della colonna vertebrale - spiega il professor Luca M. Sconfienza, Direttore dell’U.O. di Radiologia diagnostica e interventistica all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi - possono colpire non solo soggetti anziani, ma anche soggetti giovani. Noi sappiamo che nei soggetti più anziani, vi sono dei quadri degenerativi che possono portare al normale mal di schiena, per il quale è sufficiente, spesso, una radiografia per studiare le componenti ossee che compongono la colonna vertebrale. Nei soggetti più giovani, invece, le patologie non sono degenerative ma sono più legate all’allineamento dei piccoli segmenti ossei che compongono la colonna e che noi chiamiamo scoliosi”.

“La scoliosi - continua - è, appunto, un allineamento non corretto di tutti i segmenti della colonna vertebrale e può avere diverse gravità. Fino a questo momento, l’esame più indicato sarebbe stata la radiografia, che ci dà una valutazione complessiva dello stato di salute della colonna attraverso l’utilizzo di una certa quantità di radiazioni ionizzanti (raggi X). È ovvio che, nei soggetti più giovani, la quota di radiazioni è molto importante da considerare, per questo è importante eseguire esami radiologici con la quota di radiazioni il minore possibile. A questo proposito nasce Eos, una speciale apparecchiatura radiografica che può fornire immagini radiografiche con una dose di radiazioni molto più bassa rispetto al normale. Questa metodica, di recente introduzione all’interno del Galeazzi, consente quindi di ricostruire delle immagini in 3D per fornire al chirurgo ortopedico una migliore valutazione della colonna stessa”.

“Inoltre - conclude il prof. Sconfienza - consente di eseguire le radiografie evitando le deformazioni tipiche dell’immagine radiografica convenzionale fornendo, globalmente, una valutazione molto più accurata di tutta la colonna vertebrale e della patologia del giovane adulto”.

 

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