Quali sono le possibili complicazioni di una angioplastica coronarica?

PUBBLICATO IL 30 MARZO 2017

Come ci ha spiegato il Dott. Remo Albiero, Responsabile del Centro Alta Specialità di Emodinamica dell’Istituto Clinico San Rocco, “le possibili complicanze sono legate sia alla esecuzione della coronarografia, sia alla successiva angioplastica. L'insorgenza di importanti complicazioni durante o comunque per causa di una coronarografia è da considerarsi un evento veramente infrequente.

La mortalità è di circa 1% con un'incidenza di infarto acuto dello 0.2-3%. L'incidenza di complicazioni locali minori (ematoma nella sede di puntura dell'arteria femorale) è del 1-3%. Naturalmente - ha proseguito il Dott. Albiero - la probabilità di complicazioni dipende strettamente dalla gravità della malattia coronarica di base, dalla capacità del ventricolo sinistro (una delle camere da cui è composto il cuore) di contrarsi e di svolgere correttamente le sue funzioni e più in generale dall'età e dallo stato di salute complessivo del paziente.

Oltre quelli connessi con il cateterismo cardiaco, i rischi dell'angioplastica coronarica sono correlati con le caratteristiche della placca aterosclerotica che restringe il lume del vaso. Infatti mentre per le lesioni coronariche dette di tipo "A" (lesioni brevi e concentriche, poste su di una parte di coronaria non angolata e senza calcificazioni) la percentuale di insuccesso è molto bassa, per le lesioni di tipo "C" (lunghezza > 20 mm, tortuosa, posta in una sede dove le coronarie si dividono dando origine a due o più vasi di diametro inferiore) e per le occlusioni totali di oltre 3 mesi, la percentuale è lievemente maggiore”.

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