Tornare a vivere dopo una protesi d’anca? si può e anche meglio!

PUBBLICATO IL 14 DICEMBRE 2017

“La protesi dell’anca - spiega il professor Filippo Randelli, responsabile dell’U.O di Chirurgia dell’Anca e Traumatologia all’IRCCS Policlinico San Donato - è uno degli interventi di maggiore successo di tutti i tempi. Qualcuno l’ha addirittura definito l’intervento del millennio.

Effettivamente, è un intervento che nella stragrande maggioranza dei casi dà ottimi risultati e che permette ai pazienti di tornare alla propria vita e alla propria quotidianità. È importante ricordare però che si tratta comunque di un intervento di chirurgia ortopedica maggiore e che quindi può presentare talvolta delle complicazioni e particolari complessità di esecuzione e richiedere un attento periodo iniziale di salvaguardia per poter poi avere un risultato sempre migliore nel tempo. 

Il mio primo consiglio - continua - è quello di ritornare alla vita quotidiana, con alcune accortezze, il prima possibile. Questo può avvenire in brevissimo tempo grazie a nuovi approcci chirurgici e a un’attenta gestione del periodo intorno all’intervento. Spesso i pazienti oggi non solo vogliono tornare a camminare e a condurre una vita senza più dolore ma vogliono ricominciare anche a fare sport. Nel caso di protesi d’anca è bene evitare determinate attività sportive, come gli sport di contatto (calcio, rugby, football) e favorire la bicicletta, il nuoto e le camminate. Sulla corsa, i pareri sono controversi, ma molti pazienti riescono a praticarla senza grandi difficoltà. 
È molto importante - conclude il prof. Randelli - cercare di entrare in sintonia con la nuova articolazione, imparare a conoscerla, rispettarla e quindi poterne avere il miglior risultato nel tempo”.

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