Neuroma di Morton: il dolore tra le dita del piede che può rendere difficile camminare

Neuroma di Morton: il dolore tra le dita del piede che può rendere difficile camminare

PUBBLICATO IL 14 SETTEMBRE 2026

Neuroma di Morton: il dolore tra le dita del piede che può rendere difficile camminare

PUBBLICATO IL 14 SETTEMBRE 2026

Scopri il Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede del Policlinico San Donato

Ci sono pazienti che arrivano in ambulatorio dopo mesi di convivenza con un dolore difficile da spiegare. Non è sempre un dolore forte, ma è un fastidio che ritorna: compare dopo una camminata, dopo molte ore in piedi o quando si indossano alcune scarpe. Qualcuno lo descrive come un bruciore sotto la parte anteriore del piede, altri come una scossa che arriva fino alle dita o come la sensazione di avere un piccolo sasso nella scarpa.

È uno dei quadri più frequenti osservati dagli specialisti che si occupano di chirurgia del piede e, in particolare, dal Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell’IRCCS Policlinico San Donato. Tra le possibili cause c’è il neuroma di Morton, una patologia dell’avampiede che interessa un nervo situato tra le dita e che, quando diventa sintomatica, può arrivare a modificare il modo di camminare e le abitudini quotidiane.

“Il paziente spesso arriva quando il dolore ha iniziato a interferire con la vita di tutti i giorni. Il primo passo è capire da dove nasce il problema, perché un dolore nella parte anteriore del piede può avere origini diverse”, spiega il dottor Lorenzo Marcellini, chirurgo ortopedico responsabile del Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell’IRCCS Policlinico San Donato.

 

Cos’è il neuroma di Morton e quali sono le cause 

Il neuroma di Morton interessa generalmente uno dei nervi che passano tra le dita del piede, più frequentemente nello spazio tra il terzo e il quarto dito. Il termine “neuroma” può creare qualche equivoco: non indica una massa tumorale, ma un aumento di volume del tessuto che circonda il nervo, legato a una condizione di irritazione cronica.

L’avampiede è una zona sottoposta a grandi sollecitazioni durante ogni passo. Quando il nervo viene compresso ripetutamente, può diventare più sensibile e provocare dolore, bruciore o alterazioni della sensibilità.

“A favorire la comparsa del neuroma di Morton possono essere diversi fattori, spesso presenti contemporaneamente. Alcune conformazioni del piede possono, ad esempio, determinare una maggiore pressione nella zona dell’avampiede, aumentando lo spazio di compressione attorno ai nervi interdigitali. Anche un’alterata distribuzione dei carichi durante la camminata può contribuire a sollecitare maggiormente questa area” spiega l’ortopedico.

Tra le condizioni che possono associarsi al neuroma di Morton ci sono:

  • l’alluce valgo;
  • alcune deformità delle dita come le dita a martello;
  • il piede cavo;
  • particolari caratteristiche dell’appoggio plantare. 

Anche l’utilizzo prolungato di scarpe strette nella parte anteriore o con tacchi elevati può aumentare il sovraccarico sull’avampiede, favorendo nel tempo l’irritazione del nervo.

 

Il dolore non è sempre uguale: i sintomi del neuroma di Morton

“Non tutti i pazienti descrivono il neuroma di Morton nello stesso modo. In alcuni casi il disturbo si presenta come una fitta improvvisa, in altri come un bruciore continuo o un formicolio che coinvolge le dita” spiega il medico.

Un elemento ricorrente è il rapporto con il carico: il dolore tende a comparire o ad aumentare durante la camminata, soprattutto con scarpe strette o dopo essere rimasti a lungo in piedi. Spesso il sollievo arriva togliendo la scarpa o interrompendo l’attività.

Proprio perché i sintomi possono essere comuni ad altre patologie dell’avampiede, come la metatarsalgia, non è raro che il paziente arrivi alla diagnosi dopo un periodo più o meno lungo.

 

La diagnosi del neuroma di Morton parte dalla visita ortopedica

Per il neuroma di Morton non esiste un unico esame che sostituisca la valutazione dello specialista in ortopedia. La visita ortopedica permette di: 

  • ricostruire la storia del dolore; 
  • individuare la zona interessata; 
  • valutare il funzionamento del piede nel suo insieme.

“L’esame clinico resta fondamentale - spiega il dottor Marcellini -. Gli accertamenti strumentali aiutano a completare il quadro, ma devono essere interpretati insieme ai sintomi e alle caratteristiche del paziente”.

Quando necessario, il percorso diagnostico può prevedere ecografia, radiografia o risonanza magnetica, anche per escludere altre problematiche che possono presentarsi con sintomi simili.

 

Come si cura il neuroma di Morton 

Dopo aver individuato la presenza di un neuroma di Morton, lo specialista valuta insieme al paziente il percorso terapeutico più adatto, tenendo conto dell’intensità dei sintomi e di quanto il dolore condizioni le attività quotidiane.

Scarpe adatte, plantari, fisioterapia e infiltrazioni per il neuroma di Morton

“Nelle forme meno avanzate si cerca generalmente di intervenire con soluzioni conservative, con l’obiettivo di ridurre la pressione esercitata sul nervo e limitare lo stimolo che provoca la comparsa dei sintomi” specifica lo specialista.

Un primo passo può essere la scelta di calzature più adatte e, quando indicato, l’utilizzo di plantari di scarico personalizzati su calco, realizzati con materiali morbidi per diminuire la pressione sulla zona interessata. 

In base al quadro clinico, lo specialista può inoltre suggerire: 

  • terapie farmacologiche
  • fisioterapia;
  • infiltrazioni locali con anestetici e corticosteroidi.

Le infiltrazioni devono essere comunque utilizzate con criterio e valutate caso per caso, perché un ricorso ripetuto alle iniezioni di cortisone può essere associato, in alcune situazioni, ad alterazioni del tessuto adiposo plantare o della pigmentazione della pelle.

L’intervento chirurgico per il neuroma di Morton

Se questi interventi non portano a un miglioramento sufficiente e il dolore continua a influenzare la qualità della vita del paziente, può essere presa in considerazione la possibilità di un intervento chirurgico.

“La decisione di operare nasce sempre dal confronto con il paziente. Valutiamo quanto il dolore incida sulla sua vita e quali siano le aspettative funzionali, non soltanto il risultato degli esami” precisa il dottor Marcellini.

 

Al Policlinico San Donato un percorso dedicato al neuroma di Morton e alle patologie del piede 

Il Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell’IRCCS Policlinico San Donato si occupa della diagnosi e del trattamento delle principali patologie dell’avampiede, accompagnando il paziente in tutte le fasi del percorso: dalla valutazione iniziale alla scelta della terapia più indicata, fino al recupero.

Per il neuroma di Morton, nei casi in cui le terapie conservative non siano sufficienti, il Centro ricorre alla chirurgia mininvasiva, una tecnica che permette di intervenire sulla compressione del nervo attraverso un accesso molto ridotto, preservandone la struttura.

La decompressione del nervo viene eseguita attraverso una piccola incisione e consente di aumentare lo spazio disponibile nello spazio intermetatarsale, eliminando la causa meccanica alla base del dolore. Rispetto alle tecniche tradizionali, questo approccio permette di limitare il trauma sui tessuti e favorire un recupero più rapido.

L’esperienza maturata nel trattamento di patologie come neuroma di Morton, alluce valgo, alluce rigido, metatarsalgia e dita a martello consente di definire per ogni paziente il percorso più adatto, considerando non solo gli aspetti clinici, ma anche le esigenze personali.