
Perché si hanno i piedi freddi?
PUBBLICATO IL 11 SETTEMBRE 2026
A chi non è mai capitato di avere i piedi freddi? Succede spesso, soprattutto quando si sta fermi a lungo o quando le temperature scendono. In questi casi il corpo mette in atto un meccanismo naturale per conservare il calore e riduce temporaneamente il flusso di sangue verso le estremità.
C’è però una differenza tra avere i piedi freddi in una giornata gelida e avere la stessa sensazione ogni giorno. Se il problema compare anche in estate, in una stanza calda o senza un motivo evidente, può essere utile capire a cosa è dovuto.
Il primo pensiero, spesso, è la circolazione. Ma piedi freddi non significa automaticamente avere un problema alle arterie: “È un sintomo molto frequente e non permette, da solo, di arrivare a una diagnosi - spiega il dottor Andrea Mainente, responsabile del Servizio di Angiologia e Chirurgia Vascolare dell’Istituto Clinico San Siro -. Bisogna guardare il quadro generale: la durata del disturbo, il modo in cui si presenta e soprattutto la presenza di altri segnali associati”.
Le possibili cause dei piedi freddi ‘occasionali’
La temperatura di mani e piedi non è stabile durante tutta la giornata. Può cambiare in base all’ambiente, all’attività fisica e anche alle caratteristiche della persona. Alcune persone, per esempio, tendono ad avere più facilmente le estremità fredde perché hanno una corporatura molto esile. Altre risentono del fatto di stare molte ore sedute o in piedi senza muoversi abbastanza.
Anche lo stress può avere un ruolo. In alcune situazioni i piccoli vasi della pelle si restringono e questo può rendere più evidente la sensazione di freddo, soprattutto a mani e piedi.
“In questi casi il disturbo di solito passa con il movimento. Una passeggiata, qualche esercizio per riattivare la circolazione o semplicemente un ambiente più caldo sono spesso sufficienti” spiega il medico.
Le possibili cause dei piedi sempre freddi
Il discorso cambia quando la sensazione di piedi freddi non è occasionale, ma diventa una presenza costante.
In questi casi una delle possibili spiegazioni è una riduzione del flusso di sangue nelle arterie degli arti inferiori. Quando arriva meno sangue ai tessuti, infatti, possono comparire diversi segnali, non solo la sensazione di freddo.
Una delle condizioni associate a questo problema è l’arteriopatia periferica, una malattia caratterizzata dal restringimento delle arterie che portano sangue alle gambe. Nella maggior parte dei casi è legata all’aterosclerosi, cioè all’accumulo progressivo di placche all’interno dei vasi.
“Il sintomo da solo però non basta per parlare di arteriopatia - precisa l’angiologo -. Diventa più significativo quando si accompagna ad altri elementi, oppure quando riguarda persone che hanno già fattori di rischio cardiovascolare”.
Piedi freddi per la sindrome di Raynaud
Quando si parla di piedi freddi, il pensiero corre subito alle arterie. In realtà le cause possono essere diverse e non sempre hanno a che fare con un problema di circolazione.
Un esempio è il fenomeno di Raynaud, una condizione in cui i piccoli vasi delle dita si restringono temporaneamente in risposta al freddo o allo stress. “Può interessare sia le mani sia i piedi e, durante gli episodi, può provocare cambiamenti del colore della pelle; le dita possono diventare prima bianche, poi bluastre e infine tornare rosse quando il flusso di sangue si normalizza” spiega l’angiologo.
Nella maggior parte dei casi il fenomeno di Raynaud non è legato a problemi gravi. In alcune persone, però, può essere associato ad altre condizioni e richiedere un approfondimento.
Piedi freddi per alterazioni dei nervi periferici
La sensazione di freddo alle estremità può comparire anche in presenza di alterazioni dei nervi periferici, che modificano il modo in cui il corpo percepisce temperatura e sensibilità. Anche problemi della tiroide, anemia o alcuni farmaci possono contribuire a questo disturbo.
“Per questo motivo è importante non fermarsi alla prima impressione - spiega il dottor Mainente -. Lo stesso sintomo può avere origini diverse. La valutazione serve a capire se c’è un problema vascolare oppure se bisogna cercare un’altra spiegazione”.
Quando rivolgersi al medico per i piedi freddi?
Non è il freddo ai piedi in sé a dover preoccupare, ma l’insieme dei sintomi. È consigliabile chiedere un parere medico se i piedi rimangono freddi anche quando la temperatura esterna non lo giustifica, il problema riguarda soprattutto un solo piede o compaiono altri disturbi, come:
- dolore o crampi ai polpacci mentre si cammina, che migliorano fermandosi;
- intorpidimento o perdita di sensibilità;
- pelle molto pallida o con una colorazione tendente al blu;
- cute sottile, lucida o particolarmente secca;
- ferite che fanno fatica a guarire;
- una riduzione della capacità di camminare rispetto al passato.
La visita angiologica per i piedi sempre freddi
Lo specialista a cui rivolgersi per un problema di piedi freddi è l’angiologo. Quando una persona arriva per un problema di piedi freddi, il primo passaggio è ricostruire la storia del disturbo. Lo specialista cerca di capire:
- quando è iniziata la sensazione;
- se riguarda entrambi i piedi oppure uno solo;
- se cambia durante la giornata;
- se ci sono situazioni che la fanno comparire o peggiorare.
Vengono poi valutati alcuni aspetti legati alla salute generale e la familiarità per malattie cardiovascolari, informazioni importanti perché possono modificare il rischio di sviluppare problemi alle arterie.
Durante la visita l’angiologo osserva gli arti inferiori e valuta alcuni elementi fondamentali:
- la presenza dei polsi arteriosi;
- la temperatura della pelle;
- il colore;
- l’eventuale presenza di alterazioni cutanee.
“Solo se emergono elementi che lo rendono necessario si procede con ulteriori esami. Tra questi c’è l’ecocolordoppler arterioso, un esame non invasivo che permette di vedere come scorre il sangue nelle arterie e di individuare eventuali restringimenti o alterazioni” afferma lo specialista.
Altro esame da attenzionare, per escludere un problema anatomico dei vasi più periferici, nel sospetto del fenomeno di Raynaud è la capillaroscopia periungueale, con la quale si può valutare un difetto costituzionale e anatomico del letto capillare sottocutaneo periferico e pianificare secondariamente un trattamento terapeutico idoneo.
Le condizioni che possono favorire problemi di circolazione periferica
Ci sono condizioni che aumentano il rischio di sviluppare problemi della circolazione periferica. Tra queste:
- il fumo di sigaretta;
- il diabete;
- l’ipertensione arteriosa;
- valori elevati di colesterolo;
- il sovrappeso;
- una vita molto sedentaria;
- la presenza di malattie cardiovascolari in famiglia.
“La prevenzione passa anche dalle abitudini quotidiane. Muoversi con regolarità, evitare il fumo e tenere sotto controllo pressione, glicemia e colesterolo sono interventi semplici che contribuiscono alla salute dei vasi sanguigni nel tempo” conclude il dottor Mainente.
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