RM aperta e intelligenza artificiale: come sta cambiando la diagnostica per immagini

RM aperta e intelligenza artificiale: come sta cambiando la diagnostica per immagini

PUBBLICATO IL 31 LUGLIO 2026

RM aperta e intelligenza artificiale: come sta cambiando la diagnostica per immagini

PUBBLICATO IL 31 LUGLIO 2026

Scopri L’Unità di Radiologia Diagnostica dell’Istituto Clinico Villa Aprica

L'intelligenza artificiale sta trasformando molti ambiti della medicina e la diagnostica per immagini è uno dei terreni in cui questa trasformazione si vede più chiaramente. 

Risonanza magnetica aperta e algoritmi di AI, in particolare, si stanno rivelando una combinazione capace di migliorare comfort del paziente e precisione diagnostica allo stesso tempo. Approfondisce il dott. Santi Rapisarda, responsabile dell'Unità Operativa di Radiologia Diagnostica dell'Istituto Clinico Villa Aprica di Como, dove è disponibile una risonanza magnetica aperta con AI.

 

Cos'è una risonanza magnetica aperta

La risonanza magnetica (RM) aperta è un'apparecchiatura diagnostica in cui il magnete non ha la classica forma a tunnel chiuso, ma è dotato di ampie aperture laterali. Questa architettura elimina la sensazione di costrizione e la claustrofobia che spesso accompagnano l'esame tradizionale, migliorando in modo sensibile il comfort del paziente. 

Ne beneficiano in particolare i soggetti claustrofobici, ma anche i pazienti obesi, gli anziani, i bambini e le persone con limitazioni motorie, per i quali l'esame in un tunnel chiuso può risultare difficile o impossibile da tollerare.

"Presso l'Istituto Clinico Villa Aprica è in funzione una RM aperta da 0,4 Tesla, una tecnologia a campo intermedio che - come sottolinea il dott. Rapisarda - offre una qualità di immagine comparabile ai macchinari ad alto campo, almeno per quelle che sono le indicazioni cliniche descritte dal medico richiedente".

 

L'intelligenza artificiale a supporto della risonanza magnetica

L'AI applicata alla risonanza magnetica agisce essenzialmente su 3 fronti: 

  1. migliora la qualità delle immagini;
  2. riduce il tempo di esame fino al 30-50%;
  3. aumenta il comfort del paziente. 

"Gli algoritmi di intelligenza artificiale ripuliscono le immagini e correggono i micromovimenti involontari, garantendo immagini più nitide e risolute in minor tempo", spiega il dott. Rapisarda. 

Una qualità dell'immagine superiore si traduce, per il radiologo, in una reale opportunità clinica: la possibilità di individuare lesioni o anomalie molto piccole, che altrimenti potrebbero sfuggire a una prima valutazione.

"L'intelligenza artificiale consente inoltre un'analisi avanzata e quantitativa - prosegue il dott. Rapisarda -. I software possono assistere concretamente i medici nella refertazione, fornendo misurazioni precise, come la volumetria di specifiche regioni cerebrali o la dimensione di lesioni nodulari patologiche, anche confrontandole automaticamente con esami precedenti. Questo permette una valutazione radiologica più accurata e migliora l'efficienza clinica complessiva".

 

RM aperta e AI: quali sono i benefici della combinazione

Unire un magnete a campo aperto e algoritmi di intelligenza artificiale porta vantaggi che si sommano tra loro. L'AI compensa la minore potenza dei campi magnetici aperti:

  • accelerando i tempi di scansione in media del 30%; 
  • riducendo il rumore di fondo; 
  • correggendo in tempo reale i micromovimenti del paziente, abbattendo così gli artefatti da movimento. 

"Tutto questo si traduce in immagini ad alta definizione ottenute tramite algoritmi di ricostruzione avanzata, che eguagliano la nitidezza degli scanner a campo alto - racconta il dott. Rapisarda -, e tutto avviene nel massimo comfort possibile per il paziente, grazie all'architettura aperta del macchinario".

L'AI, inoltre, assiste il radiologo nell'individuazione precoce di lesioni microscopiche e nell'automatizzazione di misurazioni complesse, contribuendo a standardizzare l'accuratezza clinica tra un esame e l'altro.

L'intelligenza artificiale può sostituire il radiologo?

È una delle domande più frequenti quando si parla di AI in medicina e la risposta del dott. Rapisarda è netta: "L'intelligenza artificiale non può sostituire il medico radiologo, piuttosto possiamo e dovremmo considerarla come un prezioso co-pilota". 

L'AI eccelle nell'automatizzare l'analisi di routine e nell'individuare piccole anomalie patologiche, ma la responsabilità clinica, il giudizio e l'interpretazione delle immagini restano prerogative esclusive del medico.

"La refertazione di un esame radiologico, che sia TC, RM o RX, non deve tenere conto soltanto delle immagini: i reperti che le immagini mostrano vanno necessariamente integrati con la storia clinica e i sintomi del paziente, per poter essere interpretati correttamente" sottolinea il dott. Rapisarda. 

Sul piano normativo, inoltre, la validazione e la responsabilità della diagnosi devono sempre essere assunte da un professionista certificato. "E non dimentichiamo che il medico, in quanto essere umano, possiede 2 doti che nessun algoritmo potrà sostituire: l'empatia e la comunicazione, entrambe preziose nella relazione medico-paziente" aggiunge.

 

Come cambierà la diagnostica per immagini nei prossimi anni?

Secondo il dott. Rapisarda, la diagnostica per immagini sarà sempre più guidata dall'intelligenza artificiale e dal progresso tecnologico, con un'attenzione crescente a: 

  • una minore esposizione alle radiazioni;
  • una maggiore sostenibilità;
  • una diagnosi cellulare sempre più avanzata. 

Un ambito che promette sviluppi significativi è quello della teranostica, termine nato dalla fusione tra terapia e diagnostica: piccole particelle, i cosiddetti nano-vettori, capaci di veicolare nelle strutture molecolari di bersagli patologici sostanze attive come farmaci, insieme ad agenti di contrasto che permettono di valutarne concentrazione ed efficacia terapeutica nel tempo, soprattutto in ambito oncologico.

"Diagnosi e terapia non saranno più 2 capitoli distinti, ma un unico grande capitolo" osserva il dott. Rapisarda, sottolineando come questo cambio di prospettiva richiederà anche un'evoluzione culturale da parte dei professionisti del settore.

 

La RM aperta dell'Istituto Clinico Villa Aprica

La RM aperta dell'Istituto Clinico Villa Aprica è impiegata soprattutto in ambito ortopedico e muscolo-scheletrico: articolazioni, colonna vertebrale, patologie traumatiche e sportive, flogistico-infettive, degenerative e oncologiche. Un aspetto distintivo di questa tecnologia è la possibilità di osservare le articolazioni durante il movimento, anche in modalità dinamica, evidenziando instabilità e alterazioni funzionali che non sempre risultano visibili in condizioni statiche. 

In presenza di specifica indicazione clinica, è possibile eseguire anche esami all'encefalo. Trattandosi di una metodica priva di radiazioni ionizzanti, la RM consente spesso uno studio più dettagliato rispetto alla TC, senza esporre il paziente a raggi X.

L'Unità Operativa di Radiologia Diagnostica dell'Istituto Clinico Villa Aprica, diretta dal dott. Santi Rapisarda, è un centro di riferimento per la diagnostica per immagini in ambito ortopedico e oncologico. 

Oltre alla risonanza magnetica aperta da 0,4 Tesla, l'Unità dispone di una TC a 128 strati, di un mammografo e di ecografi di ultima generazione, con specialisti dedicati per ogni sub-specializzazione: muscolo-scheletrica, neuroradiologica, senologica e oncologica. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata alla Radiologia Diagnostica dell'Istituto Clinico Villa Aprica.