
Dialisi, cos’è, quando serve e come funziona il trattamento
PUBBLICATO IL 13 GENNAIO 2026
La dialisi è una terapia fondamentale per chi ha una insufficienza renale cronica avanzata, cioè quando i reni non riescono più a filtrare il sangue, né a mantenere l’equilibrio di liquidi e sali minerali. Per molte persone diventa parte della vita quotidiana: un passaggio impegnativo, ma anche un’opportunità concreta per mantenere la salute e continuare a vivere in modo attivo e sicuro, in attesa di un eventuale trapianto o come trattamento di lungo periodo.
Al Centro Dialisi e Poliambulatorio di Villa Chiara, il nefrologo dottor Giorgio Feliciangeli e il suo team accompagnano ogni giorno i pazienti con insufficienza renale cronica avanzata nel percorso di cura, con esperienza e attenzione.
Quando è necessaria la dialisi nell’insufficienza renale cronica
La dialisi si rende necessaria quando i reni non riescono più a smaltire le scorie o a regolare i liquidi nel corpo. La dialisi non è una cura definitiva dell’insufficienza renale, ma rappresenta un trattamento essenziale per evitare complicanze e mantenere una buona qualità di vita.
“Tossine accumulate, liquidi in eccesso o valori del sangue alterati possono diventare, infatti, molto pericolosi e richiedere un intervento tempestivo - spiega il dottor Feliciangeli -.
L’avvio del trattamento non è sempre improvviso, spesso si arriva alla dialisi dopo un periodo di preparazione, che permette alla persona di:
- conoscere il percorso;
- comprendere le opzioni disponibili;
- affrontare con maggiore consapevolezza tutti i passaggi successivi”.
Emodialisi e dialisi peritoneale
La dialisi può essere di 2 tipi: emodialisi o dialisi peritoneale. La scelta, indicata dallo specialista in nefrologia, dipende da:
- condizioni cliniche;
- necessità quotidiane;
- stile di vita di ciascun paziente.
Emodialisi
L’emodialisi è la forma più diffusa. Il sangue viene fatto circolare attraverso un apparecchio con un filtro speciale che elimina le sostanze di scarto.
“Al Centro Dialisi e Poliambulatorio di Villa Chiara, viene seguita direttamente l’emodialisi, mentre la dialisi peritoneale viene gestita dall’équipe nefrologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi. Una stretta collaborazione per garantire a ogni paziente il percorso più adatto” indica lo specialista.
Ogni seduta è seguita dal team del Centro Dialisi di Villa Chiara, che controlla ogni fase per garantire sicurezza e comfort, in un percorso consolidato, pensato per integrarsi nella vita dei pazienti nel modo più semplice possibile.
Dialisi peritoneale
La dialisi peritoneale utilizza il peritoneo, la membrana che riveste l’addome, come filtro naturale. Un liquido sterile introdotto nella cavità addominale raccoglie le scorie e viene sostituito periodicamente secondo il programma stabilito dal nefrologo.
Non viene eseguita direttamente al Centro Dialisi di Villa Chiara, ma la collaborazione con l’équipe dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi garantisce un percorso personalizzato.
Preparazione alla dialisi: accessi vascolari e indicazioni pratiche
Prima di iniziare l’emodialisi è necessario predisporre un accesso vascolare. Nella maggior parte dei casi viene confezionata una fistola artero-venosa, un collegamento chirurgico creato tra un'arteria e una vena, considerata la soluzione più stabile e duratura.
In situazioni che richiedono un avvio rapido, invece, si utilizza un catetere venoso centrale, che consente di iniziare subito il trattamento.
Accanto agli aspetti tecnici, alcune abitudini diventano parte integrante della routine del paziente, come:
- controllare il peso prima della seduta, per stabilire la quantità di liquidi da rimuovere;
- seguire un’alimentazione attenta ai livelli di potassio, sodio, fosforo e all’assunzione di liquidi;
- segnalare al team sanitario eventuali sintomi nuovi o insoliti.
Questi piccoli passaggi contribuiscono a rendere ogni seduta più sicura ed efficace.
Quanto dura e cosa succede durante il trattamento
Ogni seduta dura 3-4 ore e si ripete 2-3 volte alla settimana, in base all’individualità di ogni singolo paziente.
Una volta collegato l’accesso vascolare, il sangue viene:
- convogliato nel dializzatore;
- depurato;
- reinfuso nell’organismo.
Durante tutto il trattamento il personale monitora costantemente:
- pressione arteriosa;
- frequenza cardiaca;
- ossigenazione;
- altri parametri essenziali.
“L’osservazione continua durante la dialisi ci permette di intervenire rapidamente in caso di variazioni - sottolinea il dottor Feliciangeli - garantendo al paziente la massima sicurezza”.
Le ore in dialisi possono essere dedicate alla lettura, al riposo, alla musica o ad attività leggere che aiutano a trascorrere il tempo in modo più sereno.
La dialisi è dolorosa? Cosa sapere prima di iniziare
No, la dialisi non è dolorosa, anche se il timore del dolore è comune, soprattutto la prima volta.
“In realtà, l’unico momento leggermente fastidioso è l’inserimento degli aghi nella fistola. Con i dispositivi attuali il fastidio è minimo e tende a scomparire rapidamente. Il resto della seduta non provoca dolore” rassicura il nefrologo.
Come ci si sente dopo una seduta di dialisi: stanchezza, recupero, controlli
Al termine della dialisi è normale avvertire stanchezza o un senso temporaneo di debolezza. Si tratta di sensazioni legate al riequilibrio dei liquidi e, nella maggior parte dei casi, si risolvono in breve tempo. Talvolta può verificarsi una lieve ipotensione, immediatamente gestita dal personale.
Il consiglio è di dedicare alla fase successiva il tempo necessario per recuperare, evitando sforzi intensi. Molti pazienti, tuttavia, riescono a riprendere il lavoro o le attività abituali già dopo poche ore, modulando i propri ritmi.
I controlli periodici dopo la seduta
Oltre al monitoraggio durante le sedute, vengono programmati esami periodici per valutare:
- l’efficacia della terapia;
- lo stato nutrizionale;
- l’equilibrio metabolico.
Le tecnologie attuali permettono di gestire i trattamenti in modo sempre più preciso e su misura.
Vivere con la dialisi: qualità di vita, lavoro e attività quotidiane
La dialisi richiede attenzione, ma non impedisce una vita attiva. Molti continuano a lavorare, studiare, viaggiare e coltivare passioni.
Fondamentale è però uno stile di vita equilibrato:
- alimentazione personalizzata;
- attività fisica moderata se possibile;
- rispetto delle indicazioni su liquidi e minerali.
“Il percorso è condiviso: la collaborazione tra paziente e team permette spesso risultati migliori delle aspettative” aggiunge il dottor Feliciangeli.
La dialisi è una terapia salvavita?
Si, la dialisi è una terapia salvavita, ma non definitiva. L’unico trattamento in grado di ripristinare completamente la funzione renale è il trapianto di rene.
Per le persone idonee, la dialisi rappresenta il percorso che accompagna fino all’intervento. Per chi non può accedere al trapianto, rimane un trattamento stabile, sicuro e in grado di garantire una buona qualità di vita.
Cosa significa affrontare questo percorso di cura
“Affrontare la dialisi significa intraprendere un percorso che unisce competenze cliniche, attenzione costante e sostegno umano.
Con il tempo, molte persone imparano a gestire questa esperienza con consapevolezza e serenità, grazie alla collaborazione con il team sanitario, alla conoscenza delle proprie esigenze e all’adozione di stili di vita adeguati.
Un cammino impegnativo, ma accompagnato da professionisti dedicati e da strumenti pensati per garantire sicurezza e continuità di cura” conclude il dottor Feliciangeli.


