Intossicazione da monossido di carbonio: una ricerca italiana sulla terapia con ossigeno iperbarico

PUBBLICATO IL 22 GENNAIO 2020

Uno studio italiano sarà utilizzato come quadro del Registro italiano degli avvelenamenti da monossido di carbonio (IRCOP)

 Sull’International Journal of Environmental Research and Public Health è stato recentemente pubblicata una ricerca tutta italiana grazie alla quale è stato validato uno strumento di raccolta dati per il registro italiano degli avvelenamenti da monossido di carbonio (IRCOP). 

Lo studio è stato condotto dall’Associazione italiana dei pazienti trattati con ossigeno iperbarico (ASPATI) di cui il Dott. Vincenzo Zanon, Responsabile del Centro Alta Specialità di Ossigeno Terapia Iperbarica dell’Istituto Clinico Città di Brescia, è membro.

 L'avvelenamento da monossido di carbonio (CO) 

È una causa frequente di intossicazione. Tuttavia, l'incidenza di avvelenamento da CO è globalmente sottostimata, così come le sue caratteristiche, soprattutto in Italia. 

Lo scopo di questo studio era individuare  le caratteristiche di intossicazione da CO e favorire la creazione del Registro italiano degli avvelenamenti da monossido di carbonio. 

 Il metodo adottato

Lo strumento di raccolta dati è stato sviluppato e organizzato in cinque sezioni a seconda di:

  • caratteristiche del paziente

  • modalità di intossicazione da CO

  • servizio medico di emergenza e pronto soccorso

  • struttura iperbarica

  • esiti. 

Lo strumento è stato validato attraverso un'analisi retrospettiva che ha coinvolto pazienti intossicati da CO trattati in 14 strutture iperbariche italiane tra il 2015 e il 2016. 

I Risultati e come avviene l’avvelenamento

Sono stati inclusi un totale di ben 1.383 pazienti. L'alto rapporto di completamento (85%) dello strumento di raccolta suggerisce la sua fattibilità in termini pratici. 

Le intossicazioni da CO erano principalmente accidentali (93,64%) e causate da combustibile solido (48,59%). 

Non vi è stata un'applicazione uniforme dei protocolli di trattamento dell'ossigeno iperbarico, ma la maggior parte dei pazienti è stata adeguatamente trattata almeno a 2,5 ATA (atmosfere assolute) per più di 60 minuti (44,97%). 

 Conclusioni e cosa fare per il futuro

Questa analisi ha fornito nuove informazioni precedentemente non disponibili nel nostro Paese. Con tali dati saranno promosse diverse iniziative di miglioramento della qualità per migliorare gli esiti dei pazienti avvelenati. 

Inoltre, questo strumento sarà utilizzato come quadro del Registro italiano degli avvelenamenti da monossido di carbonio (IRCOP), un nuovo strumento che mira a consolidare il corpus di conoscenze sulle intossicazioni da CO in Italia con diverse implicazioni per la salute pubblica.

 

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