Galeazzi e Università di Stanford insieme per presentare l’approccio HEPAS

PUBBLICATO IL 15 GENNAIO 2020

Alimentazione sana, attività fisica e sonno come triade vincente nei pazienti a rischio neuropsichiatrico.

I disturbi neuropsichiatrici derivano dall'interazione gene-ambiente e il loro sviluppo può essere, in alcuni casi, ostacolato dall'assunzione di cibi sani e dalla conduzione di stili di vita protettivi.

A sostenerlo è un gruppo di medici e ricercatori dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, in collaborazione con la Stanford University della California (USA), ha realizzato un opinion paper per introdurre l'approccio HEPAS in neuropsichiatria: dall’inglese Healthy Eating education, Physical Activity programs, and Sleep hygiene promotion, cioè alimentazione sana, attività fisica e igiene del sonno.

Che cos’è l’approccio HEPAS

“Da un lato - spiega il dottor Matteo Briguglio, ricercatore nutrizionista all’IRCCS Galeazzi e uno dei co-autori dello studio - l'adozione concomitante di:

  • un’alimentazione sana ed equilibrata
  • efficaci programmi di attività fisica
  • la promozione dell'igiene del sonno (HEPAS)

potrebbe diventare uno degli interventi più efficaci per ridurre il rischio di sviluppare disturbi neuropsichiatrici.

Dall'altro lato, l’integrazione di questo triplice approccio, in affiancamento alla terapia farmacologica e psicologica, sembra essere essenziale per aiutare la gestione dei disturbi neuropsichiatrici e migliorare così la qualità di vita dei pazienti”.

Le possibili applicazioni

Una parte del mondo medico-chirurgico è orientato verso trattamenti incentrati sul solo uso di farmaci o di interventi di chirurgia.

Ad esempio, l'obesità è trattata con farmaci anti-obesità o con la chirurgia bariatrica, l’insonnia è trattata con la stimolazione magnetica transcranica e alcune condizioni refrattarie al farmaco sono trattate con impianti neurochirurgici.

“Molti benefici potrebbero derivare dall’introduzione della nostra triade nella pratica clinica – approfondisce lo specialista -, ma spesso è proprio la difficoltà di gestione contemporanea di questi tre aspetti che frena la sua introduzione su larga scala”.

La pandemia di obesità, sedentarietà e di disturbi del sonno non sono, a oggi, controllati efficacemente.

I pazienti neuropsichiatrici hanno spesso riferito di avere abitudini alimentari errate, comportamenti sedentari e scarsa igiene del sonno.

Anche se alcune condizioni neuropsichiatriche possono direttamente o indirettamente influenzare i comportamenti alimentari, l’assunzione di una dieta povera ha chiaramente dimostrato un’associazione con l'insorgenza di malattie mentali, con una dipendenza temporale che riflette similmente anche lo stile di vita sedentario e la restrizione di sonno.

“Ciò che consigliamo - conclude Briguglio - può essere applicato alla popolazione neuropsichiatrica, senza restrizioni d’età, sesso o etnia.

Ci auguriamo che cliniche pubbliche e private, ospedali universitari e strutture di ricerca comincino a studiare l’approccio HEPAS nei loro percorsi clinici, al fine di promuovere al meglio la salute del paziente nel rispetto dei relativi standard di assistenza”.

Clicca per leggere l’intero articolo.

Cura e Prevenzione