Un cristallino artificiale multifocale per sconfiggere la presbiopia

PUBBLICATO IL 11 SETTEMBRE 2019

Dire addio alla presbiopia, la condizione fisiologica legata all'avanzare dell'età che non permette di mettere a fuoco da vicino, è possibile grazie al prelex (Presbyopic Lens Exchange), un trattamento grazie al quale si asporta il cristallino naturale trasparente sostituendolo con un cristallino artificiale multifocale.

Sono milioni gli ’over 45' che hanno a che fare quotidianamente con la presbiopia, un difetto visivo che accomuna tutti noi (i miopi, ad oggi, rappresentano il 22% della popolazione mondiale mentre i presbiti il 100%) a causa del progredire dell'età. Come ci ha spiegato il Dott. Renato Valeri, Responsabile dell’U.O. di Oculistica dell’Istituto Clinico San Rocco di Ome, “si tratta di un difetto visivo che ci impedisce di vedere bene da vicino, dovuto principalmente alla perdita di elasticità della lente intraoculare ossia il cristallino. La presbiopia si può trattare con tecniche laser e con tecniche chirurgiche. Negli ultimi anni, complice il consolidamento e la standardizzazione delle tecniche chirurgiche, un grande impulso è stato dato alla ricerca della miglior correzione della presbiopia. Qual è la soluzione più efficace? “Per correggere la presbiopia una soluzione può essere il trattamento laser ad eccimeri che crea una cornea multifocale. Oggi, però, dai 50 anni in su, si tende ad eseguire il prelex (Presbyopic Lens Exchange), un trattamento grazie al quale si asporta il cristallino naturale trasparente sostituendolo con un cristallino artificiale multifocale. È lo stesso intervento che viene utilizzato per la cataratta con la differenza che il cristallino naturale è ancora trasparente e morbido e quindi facilmente asportabile. A seconda della lente utilizzata (refrattive, difrattive, che sfruttano gli anelli di Fresnel o le aberrazioni cromatiche), garantisce una visione da lontano, dall’intermedio e da vicino qualitativamente buona. La ricerca è in continua evoluzione in questo settore e si sta andando incontro ad una vera e propria customizzazione della lente a seconda delle necessità di ogni singolo paziente: spetterà al chirurgo trovare la soluzione più adatta al paziente”.

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