Gruppo San Donato firma Mou con il governo del Botswana

PUBBLICATO IL 25 LUGLIO 2019

Siglato un Memorandum of understanding tra il Gruppo San Donato e il governo del Botswana. A firmare l’accordo, che apre la strada per una futura collaborazione tra il primo gruppo della sanità italiana e il Paese africano, i due vice presidenti di GSD Paolo Rotelli e Kamel Ghribi e il Ministro della salute del Botswana Alfred R. Madigele. 

Il governo del Botswana è alla ricerca di partner qualificati per migliorare il proprio sistema ospedaliero e i termini del Mou appena siglato prevedono due ambiti di collaborazione: la formazione del personale medico, anche attraverso scambi tra i due Paesi e la riqualificazione di alcune aree specialistiche quali l’ Oncologia, la Cardiologia, l’Ortopedia, la Chirurgia generale, l’Urologia e l’Oftalmologia dell’ospedale universitario Sir Ketumile Masire Teaching Hospital, nella capitale Gaborone. Il problema che sta affrontando il Paese è infatti quello della carenza di personale medico altamente specializzato. 
 
“Il Governo del Botswana, attraverso questa visita, vuole valutare se siamo un partner all’altezza del compito che ci viene richiesto, ovvero quello di gestire un nuovissimo ospedale dotato di tutte le tecnologie, ma dove manca un’adeguata formazione del personale medico, soprattutto nell’ambito dell’alta specialità. Hanno potuto conoscere la nostra competenza, la nostra competitività e hanno riscontrato in noi il supporto necessario per costruire in loco qualcosa che funzioni in maniera autonoma nel giro di una decina d’anni” afferma il dottor Paolo Rotelli. “L’economia del Botswana cresce del 5% l’anno, hanno tante risorse, infrastrutture moderne e sono meta turistica, hanno quindi tutte le carte in regola per avere una sanità che funzioni non solo territorialmente, ma anche per l’alta specialità. Inoltre il Paese si trova al centro di una zona che ha un bacino di 300 milioni di abitanti, quindi creare un centro che si occupi di patologie complesse in Botswana vuole dire creare un punto di riferimento per tutta l’Africa Centrale. Questo può essere per noi anche un mezzo per mostrare agli altri importanti Paesi dell’area cosa sappiamo fare e magari per ottenere nuovi contratti di questo tipo”

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