Come parlare alle ragazze del primo ciclo

PUBBLICATO IL 23 APRILE 2019

Il termine menarca deriva dal greco mènos, che significa mese, e archè, che vuol dire inizio: con questa definizione si indica il primo ciclo mestruale. “Menarca ricorda anche il nome Mena, dea delle mestruazioni e della fertilità nella mitologia romana” ci ha spiegato il dott. Claudio Paganotti, specialista ginecologo dell’Istituto Clinico Città di Brescia.

È vero che l’età del primo ciclo tende a essere simile di madre in figlia?

“Nelle ragazze l’età in cui compare il menarca tende a ricalcare quella della madre. Vi sono comunque alcuni segnali che possono essere indicativi dell’avvicinarsi del primo ciclo: lo sviluppo della ghiandola mammaria e la comparsa di peli sotto le ascelle e nella zona pubica, oltre all’accentuarsi delle forme femminili”.

La leggenda secondo cui dopo il menarca non si cresce più in altezza è da sfatare, giusto?

“Esatto. Benché questa convinzione sia piuttosto diffusa, la crescita in altezza può proseguire per diversi anni”.

È bene parlare del ciclo prima che compaia?

“Assolutamente, l’argomento non va considerato un tabù. E se, giunta ad una certa età, la ragazzina non ha ancora fatto domande in merito, è meglio prendere l’iniziativa e parlare con lei affinché giunga preparata al primo ciclo”.

Fino a 16 anni non vanno somministrati antidolorifici?

“Non è così. Se le mestruazioni sono dolorose, nulla vieta, dopo aver consultato il medico e in base al peso corporeo, di intervenire con i classici farmaci fans o antidolorifici da banco”. I primi cicli possono essere irregolari? “È così e quindi non bisogna allarmarsi, né portare la ragazza dal ginecologo a meno che le irregolarità non si protraggano a lungo oppure se il ciclo è molto abbondante o molto doloroso”.

Un primo ciclo a 10 anni può considerarsi precoce?

“Si parla di sviluppo precoce quando il primo ciclo compare prima degli otto anni e di sviluppo tardivo quando ai sedici anni ancora non è comparso”.

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