Patch medici nanotecnologici contro il dolore: alla Madonnina un percorso dedicato

Patch medici nanotecnologici contro il dolore: alla Madonnina un percorso dedicato

PUBBLICATO IL 28 SETTEMBRE 2026

Patch medici nanotecnologici contro il dolore: alla Madonnina un percorso dedicato

PUBBLICATO IL 28 SETTEMBRE 2026

Scopri il Centro di Medicina del Dolore

Cosa sono i patch nanotecnologici e come possono supportare il benessere del nostro organismo? La Dott.ssa Mariaelena Fasulo, specialista in Anestesia e Rianimazione presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano, dove è disponibile un percorso di Terapia del Dolore mediante patch nanotecnologici, ci spiega meglio di cosa si tratta e come vengono utilizzati.

 

Cosa sono i patch nanotecnologici e come funzionano

“Si tratta di dispositivi medici adesivi, anallergici e resistenti all’acqua, grandi come una monetina e realizzati con nanocristalli chiamati anche ‘quantum dots’: una tecnologia che ha valso ai suoi inventori il Premio Nobel per la Chimica nel 2023”, spiega la dottoressa Fasulo, che svolge attività in sala operatoria e presso il Centro di Medicina del dolore della casa di cura.

Non hanno alcuna batteria, ma emettono luce, in quanto i nanocristalli che li compongono si attivano grazie alla luce solare e al calore corporeo, per poi trasformare questa energia in luce emessa nella zona di applicazione, con intensità e lunghezze d’onda variabili dallo spettro dell’infrarosso a quello visibile, a seconda del modello del patch.

L’emissione luminosa è direzionata verso i tessuti sottostanti al dispositivo con un meccanismo assimilabile a forme di fotobiomodulazione come la laserterapia a bassa intensità, ma in modalità continua e non farmacologica.

I patch nanotech, infatti, hanno una durata di circa 3 anni, e non rilasciano alcun farmaco o sostanza chimica nell’organismo.

Gli ambiti di applicazione

I patch nanotecnologici medici favoriscono la comunicazione tra sistema nervoso e recettori periferici, offrendo un supporto clinico complementare nella gestione di vari processi dell’organismo come quelli dolorifici e infiammatori, in caso di:

  • dolore: ad esempio, all’apparato muscolo-scheletrico come cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, tendiniti, problematiche articolari e post-traumatiche, ma anche per alcuni tipi di cefalea e mal di testa;
  • disturbi del movimento e della postura: supporto nei percorsi di rieducazione neuromuscolare, dell’equilibrio e posturale, legata anche a quadri cronici come Parkinson o Sclerosi Multipla;
  • medicina sportiva: certificati come dispositivi non doping, questi patch nanotech vengono utilizzati da molti atleti professionisti per ottimizzare le performance, prevenire i sovraccarichi articolari e accelerare i tempi di recupero fisico e post-infortunio;
  • benessere generale: la luce emessa da questi dispositivi può avere effetti su rilassamento, qualità del sonno, concentrazione e tono dell’umore, quindi può essere considerata anche come supporto complementare nei percorsi di gestione di disturbi legati a queste aree.

 

Il percorso di terapia del dolore con patch nanotecnologici de La Madonnina

Presso la Casa di Cura de La Madonnina è attivo un percorso di Terapia del Dolore che utilizza le potenzialità di questi dispositivi. Vediamo com’è strutturato.

La prima visita di accesso

Durante la prima visita specialistica della durata di circa 1 ora e 30 minuti, la dottoressa Fasulo:

  • effettua un’accurata valutazione clinica del paziente;
  • raccoglie l’anamnesi e analizza la tipologia e l’intensità della problematica;
  • definisce il quadro clinico complessivo e valuta l’eventuale applicazione dei patch nanotecnologici già durante la visita;
  • illustra al paziente modalità d’uso, benefici attesi e possibili alternative alla terapia con questi dispositivi.

I follow-up

Il percorso medico prosegue, poi, con visite di follow-up e controlli periodici, fondamentali per:

  • monitorare la risposta al trattamento;
  • valutare l’efficacia dell’uso del dispositivo nel tempo;
  • adattare eventualmente  la terapia in base all’evoluzione del quadro clinico del paziente.

 

Cosa sapere prima di utilizzarli

“Questi patch possono fornire un supporto nella gestione di alcune patologie croniche e neurodegenerative come Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson e altre, contribuendo in alcuni casi al miglioramento della qualità di vita delle persone che li utilizzano, con esiti che variano a seconda della persona e possono risultare anche significativi a livello funzionale”, spiega la dottoressa.

In un’ottica deontologica e scientifica, è doveroso sottolineare, però, che non si tratta di terapie risolutive o cure definitive per patologie per le quali la ricerca è ancora in corso e in continua evoluzione.

I patch nanotecnologici, inoltre, sono dispositivi medici certificati e devono essere utilizzati previo consulto medico o di un professionista sanitario specializzato, in quanto vanno applicati in punti specifici del corpo e secondo protocolli e indicazioni precise, che possono variare nella fase iniziale e nel proseguimento del trattamento.