Il naso chiuso non è sempre raffreddore: come riconoscere quando serve l’otorinolaringoiatra

Il naso chiuso non è sempre raffreddore: come riconoscere quando serve l’otorinolaringoiatra

PUBBLICATO IL 05 OTTOBRE 2026

Il naso chiuso non è sempre raffreddore: come riconoscere quando serve l’otorinolaringoiatra

PUBBLICATO IL 05 OTTOBRE 2026

Con l’arrivo dell’autunno capita quasi a tutti: ci si sveglia con il naso chiuso e il primo pensiero è “sarà il solito raffreddore”. Nella maggior parte dei casi è proprio così, e nel giro di qualche giorno tutto rientra. Ma c’è anche chi, mese dopo mese, convive con un naso che non si libera mai del tutto, o che si richiude puntualmente ogni volta che sembra migliorare. In questi casi vale la pena chiedersi se il problema sia davvero un raffreddore, oppure qualcos’altro.

Ne abbiamo parlato con il dottor Massimo Montemagno, specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Istituto Clinico San Siro di Milano.

 

Quanto dura il naso chiuso da raffreddore? 

“Il decorso di un comune raffreddore è abbastanza riconoscibile - spiega il dottor Montemagno -. Nei primi 2 o 3 giorni i sintomi tendono ad accentuarsi, poi cominciano lentamente ad attenuarsi, fino a scomparire nell’arco di 1 settimana, al massimo 10 giorni. 

Se il naso resta chiuso oltre questo periodo, o se il disturbo si ripresenta a poca distanza dal precedente episodio, il quadro comincia a essere diverso da un semplice raffreddore stagionale”.

Non è un motivo per allarmarsi. È piuttosto il segnale che è arrivato il momento di farsi qualche domanda in più, invece di continuare ad aspettare che il naso si liberi da solo.

 

Le possibili cause del naso chiuso

“Naso chiuso” è un sintomo, non una diagnosi: dietro un’ostruzione che si trascina nel tempo possono nascondersi condizioni diverse tra loro, per natura e per gravità. Alcune sono legate a un’infiammazione, altre a una particolarità anatomica del naso, altre ancora a una combinazione delle 2 cose”.

Tra le cause più frequenti, il dottor Montemagno indica:

  • il raffreddore e le infezioni delle vie respiratorie;
  • la rinite, anche allergica;
  • l’ipertrofia dei turbinati;
  • la deviazione del setto nasale;
  • la rinosinusite;
  • i polipi nasali;
  • le perforazioni settali;
  • neoformazioni benigne o maligne rinofaringee;
  • l’ipertrofia adenoidea nei bambini.

“Sono condizioni che richiedono approcci molto diversi tra loro - osserva -. Una rinite allergica, per esempio, si affronta in modo completamente diverso da una deviazione del setto. Per questo, quando il disturbo diventa abituale, capire quale sia la causa specifica fa la differenza, invece di limitarsi a trattare il sintomo di volta in volta”.

 

Naso chiuso: i segnali a cui prestare attenzione

Non tutti gli episodi di naso chiuso richiedono un approfondimento immediato. Ci sono però alcuni segnali che vale la pena non ignorare:

  • il naso è chiuso quasi sempre, non solo in certi momenti della giornata;
  • si respira prevalentemente con la bocca, anche senza accorgersene;
  • una narice risulta quasi sempre più ostruita dell’altra;
  • il disturbo peggiora chiaramente di notte;
  • si russa più del solito e/o si fanno apnee;
  • si avverte pressione o dolore al volto;
  • l’olfatto sembra ridotto;
  • il problema si ripresenta con una frequenza fastidiosa.

“Nessuno di questi elementi, da solo, indica necessariamente qualcosa di serio - chiarisce il dottor Montemagno -. Ma se compaiono insieme, o si ripetono nel tempo, è un buon motivo per parlarne con uno specialista invece di continuare a conviverci”.

 

Quando fare una visita dall’otorinolaringoiatra per il naso chiuso

Una valutazione otorinolaringoiatrica è particolarmente indicata quando l’ostruzione nasale:

  • è persistente;
  • interferisce con il sonno, con l’attività fisica o con le normali attività quotidiane;
  • tende a ripresentarsi con regolarità;
  • non migliora nonostante i rimedi abituali, come i decongestionanti o i lavaggi nasali.

Meritano attenzione anche i casi in cui l’ostruzione riguarda soprattutto un solo lato del naso, o si accompagna ad altri sintomi come russamento, riduzione dell’olfatto o secrezioni persistenti.

“A destare attenzione non è tanto l’episodio occasionale, quanto il fatto che respirare male sia diventato un’abitudine, capace di condizionare il sonno, la concentrazione, la voglia di fare sport. Non è raro che un paziente arrivi in ambulatorio dopo anni di convivenza con il disturbo, convinto che fosse normale non respirare bene”, racconta il dottor Montemagno.

 

Come si individua la causa del naso chiuso

Il percorso diagnostico parte da un colloquio con lo specialista in otorinolaringoiatria, per capire quando è comparso il disturbo, come si è evoluto e cosa sembra peggiorarlo o migliorarlo, seguito dalla visita vera e propria. 

Spesso, per osservare direttamente l’interno del naso, durante la visita, viene eseguita anche una valutazione con fibre ottiche, un esame rapido e ben tollerato, che permette allo specialista di valutare situazioni diverse, infiammatorie e/o strutturali, che, a parità di sintomo riferito, richiedono strategie terapeutiche molto diverse. 

A seconda dei casi può anche essere necessaria l’integrazione con esami strumentali quali TAC e/o RNM del massiccio facciale.

 

Non esiste una sola soluzione: le cure per il naso chiuso

“Quando l’origine è infiammatoria, la terapia medica è spesso sufficiente a risolvere la situazione, o comunque a tenerla sotto controllo - spiega il dottor Montemagno -. 

Quando invece l’ostruzione dipende da una condizione anatomica, la sola terapia farmacologica può non bastare nel tempo, e può avere senso valutare, insieme al paziente, un intervento mirato a correggerne la causa”.

Non è un percorso uguale per tutti: non ogni naso chiuso richiede un intervento, così come non ogni naso chiuso si risolve con uno spray. È la visita a indicare la strada giusta, ed è anche per questo che conviene non prolungare troppo l’attesa prima di parlarne con uno specialista.

 

Imparare ad ascoltare il proprio naso

Se il naso è chiuso ogni tanto, magari con un cambio di stagione o un raffreddore passeggero, probabilmente non c’è nulla di cui preoccuparsi. Se invece respirare dal naso è diventato, quasi senza accorgersene, un piccolo sforzo quotidiano, vale la pena capire perché.

Per una valutazione di questo tipo, presso l’Istituto Clinico San Siro è attivo il servizio di Otorinolaringoiatria, con visite specialistiche dedicate, sia in SSN sia in solvenza.