Depressione e lavoro: sintomi, cause e come affrontarla

Depressione e lavoro: sintomi, cause e come affrontarla

PUBBLICATO IL 07 OTTOBRE 2026

Depressione e lavoro: sintomi, cause e come affrontarla

PUBBLICATO IL 07 OTTOBRE 2026

Ambulatori di psicologia dell’Istituto di Cura Città di Pavia

Il lavoro occupa una parte importante della vita quotidiana e può avere effetti significativi sul benessere psicologico. Un ambiente lavorativo soddisfacente può offrire stabilità, relazioni, riconoscimento e senso di efficacia. Al contrario, condizioni di lavoro particolarmente stressanti, conflittuali o poco compatibili con le proprie esigenze possono fungere da fattori di rischio per l’insorgenza e/ o il mantenimento di sintomi depressivi. 

Affrontiamo la tematica e parliamo del legame tra depressione e lavoro con la prof.ssa Serena Borroni, psicologa clinica all’Istituto di Cura Città di Pavia e all’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro. 

 

Qual è il rapporto tra depressione e lavoro?

Il rapporto tra depressione e lavoro può essere complesso e bidirezionale. 

Da una parte, alcune condizioni professionali possono rappresentare una fonte di stress prolungato: carichi di lavoro eccessivi, scarso controllo sulle proprie attività, conflitti con colleghi o superiori, precarietà, mancanza di riconoscimento o difficoltà nel conciliare vita privata e professionale, possono incidere sul benessere psicologico e contribuire all’insorgenza di sintomi depressivi. 

Dall'altra parte, una sintomatologia depressiva già presente può modificare il modo in cui viene vissuto il lavoro: problemi di concentrazione, stanchezza, riduzione della motivazione o difficoltà decisionali possono rendere più faticose attività lavorative che in precedenza venivano svolte senza particolare difficoltà.

 

Depressione da lavoro: sintomi e campanelli d'allarme

“I sintomi della depressione da lavoro – spiega la professoressa - non sono necessariamente diversi da quelli che possono comparire in altri quadri depressivi. Ciò che può cambiare è la percezione che il malessere sia particolarmente intenso in relazione al lavoro oppure che alcune condizioni professionali abbiano contribuito alla sua comparsa”.

I sintomi psicologici

I sintomi psicologici più frequenti hanno a che fare con: 

  • umore depresso o tristezza persistente;
  • perdita di interesse o piacere per attività che prima risultavano gratificanti;
  • senso di vuoto, impotenza o sfiducia;
  • irritabilità o maggiore sensibilità alle difficoltà;
  • difficoltà di concentrazione e di memoria;
  • indecisione;
  • pensieri molto negativi su di sé, sul proprio futuro o sulle proprie capacità;
  • senso di colpa o di inutilità.

“Nel contesto lavorativo – continua la specialista - questi sintomi possono tradursi, per esempio, nella difficoltà a iniziare la giornata, nella sensazione di non riuscire più a svolgere correttamente il proprio lavoro oppure in una crescente tendenza a evitare colleghi, riunioni o responsabilità professionali”.

I sintomi fisici e comportamentali

La sintomatologia depressiva può manifestarsi anche attraverso sintomi fisici e cambiamenti nel comportamento. Tra i più frequenti possono esserci:

  • stanchezza persistente e riduzione dell'energia;
  • alterazioni del sonno, come insonnia o sonno eccessivo;
  • cambiamenti dell'appetito;
  • rallentamento o, al contrario, maggiore agitazione;
  • difficoltà a rispettare orari e impegni;
  • aumento delle assenze dal lavoro;
  • riduzione della produttività;
  • isolamento sociale;
  • minore cura delle proprie attività quotidiane.

Possono comparire anche disturbi fisici, come tensione muscolare, mal di testa o disturbi gastrointestinali. 

 

Le cause e i fattori di rischio

“La depressione – precisa la professoressa Borroni - non ha generalmente una causa unica. Come per tutte le manifestazioni di disagio psicologico, il percorso che porta alla sua insorgenza è multifattoriale: fattori biologici, psicologici, relazionali, ambientali e sociali interagiscono tra loro. 

La situazione lavorativa può rappresentare uno dei fattori che può aumentare la vulnerabilità o contribuire alla comparsa del disagio, ma non può essere considerato l’unica causa. Per esempio, carichi di lavoro eccessivi o difficilmente gestibili, ritmi molto intensi, scarso controllo sulle proprie attività, ambiguità rispetto a compiti e responsabilità, conflitti interpersonali, isolamento sul luogo di lavoro, mancanza di riconoscimento, scarse prospettive di crescita professionale, difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita privata e situazioni di discriminazione, molestie o comportamenti vessatori possono rappresentare fattori di rischio. 

Inoltre, alcune caratteristiche personologiche dell’individuo possono interagire con le difficoltà lavorative, contribuendo allo sviluppo di manifestazioni depressive che, nei casi più gravi, possono sfociare in comportamenti suicidari. 

Persone caratterizzate da un’autostima fragile e da un forte bisogno di conferme e riconoscimento possono incontrare maggiori difficoltà nella gestione di relazioni conflittuali con i colleghi o con i superiori, così come nell’affrontare esperienze frustranti. Tali difficoltà possono favorire lo sviluppo di una sintomatologia depressiva, caratterizzata da svalutazione di sé, senso di fallimento e perdita di speranza rispetto al futuro.

Anche alcuni eventi lavorativi possono rappresentare momenti di particolare vulnerabilità: un cambio di lavoro, la perdita dell'occupazione oppure la sensazione di svolgere un'attività profondamente distante dalle proprie capacità, aspettative o valori possono avere un impatto rilevante sul benessere psicologico”.

Depressione da cambio lavoro

Cambiare lavoro viene spesso considerato un evento positivo, ma può rappresentare anche una fonte significativa di stress. Un nuovo ruolo richiede infatti l’attivazione di risorse individuali: l’adattamento ad un nuovo ambiente, le relazioni con colleghi nuovi, le responsabilità e aspettative differenti possono rappresentare sfide stimolanti, ma anche fattori stressanti.  

“La persona – spiega la specialista - può sentirsi inizialmente meno competente, avere paura di commettere errori o percepire una forte pressione nel dimostrare rapidamente le proprie capacità. Nella maggior parte dei casi queste difficoltà fanno parte del normale processo di adattamento. Se però il disagio è molto intenso e tende a durare nel tempo, può essere utile approfondire la situazione”.

Depressione da perdita del lavoro

La perdita del lavoro può rappresentare un evento particolarmente difficile. Oltre alle conseguenze economiche, può modificare la routine quotidiana, le relazioni sociali, il senso di stabilità e, in alcuni casi, l'immagine che la persona ha di sé portando a un senso di fallimento. 

“La depressione per perdita del lavoro può essere favorita – specifica la specialista - anche dalla percezione di aver perso un ruolo sociale importante oppure dal timore di non riuscire a trovare una nuova occupazione. Anche in questo caso se la sintomatologia depressiva è persistente e compromette in modo significativo il funzionamento quotidiano, può essere opportuna una valutazione specialistica”.

Depressione da lavoro sbagliato

Può accadere anche di percepire il proprio lavoro come profondamente incompatibile con le proprie caratteristiche, aspirazioni o valori. In questo la cosiddetta depressione da lavoro sbagliato può essere associata alla sensazione di sentirsi bloccati, privi di prospettive o costretti a svolgere attività vissute come prive di significato.

 

Cosa fare se si pensa di soffrire di depressione legata al lavoro

“Se si pensa di soffrire di depressione legata al lavoro un primo passo può essere osservare con attenzione ciò che sta accadendo, evitando sia di minimizzare il disagio sia di attribuirlo automaticamente a un'unica causa. È importante valutare la gravità dei sintomi, e considerare condizioni professionali e situazione personale. Per esempio, potrebbe essere utile riconoscere quali aspetti del lavoro risultano maggiormente stressanti e cercare, quando possibile, di stabilire limiti più chiari tra lavoro e vita privata”.

Tra i consigli pratici: 

  • il mantenimento di una routine regolare del sonno; 
  • seguire un’alimentazione equilibrata; 
  • praticare attività fisica con costanza e moderazione; 
  • cercare di evitare l’isolamento sociale (il supporto sociale rappresenta un fattore protettivo importante!). 

Ma attenzione: quando la sintomatologia depressiva interferisce in modo significativo con il funzionamento quotidiano, non solo lavorativo, ma anche affettivo e relazionale, è necessario rivolgersi ad uno specialista in psicologia. In altre parole, quando la persona inizia a sentire di non essere più quella/quello di prima è importante chiedere un aiuto specialistico.

“La scelta dell'intervento – spiega la professoressa Borroni - dipenderà dalla situazione individuale. In alcuni casi può essere sufficiente lavorare sulla gestione dello stress e sulle condizioni professionali; in altri può essere indicato un trattamento psichiatrico e/o psicologico.

Se compaiono pensieri di morte, idee suicidarie o la sensazione di non riuscire a garantire la propria sicurezza, è importante chiedere aiuto immediatamente, rivolgendosi ai servizi di emergenza o a un professionista sanitario”.

 

Con la depressione si può lavorare?

“Non esiste una risposta valida per tutti - risponde la prof.ssa Borroni -. Molto dipende dall'intensità dei sintomi, dal tipo di attività professionale, dalle responsabilità richieste e dal livello di compromissione del funzionamento quotidiano. 

Per alcune persone continuare a lavorare può essere importante in quanto mantiene la routine, i contatti sociali e fornisce un senso di efficacia. 

Per altre, invece, il carico lavorativo può diventare temporaneamente troppo difficile da sostenere. In questi casi può essere necessario valutare, insieme ai professionisti coinvolti, eventuali adattamenti dell'attività (per esempio, una riduzione temporanea del carico oppure un periodo di assenza dal lavoro)”. 

La depressione è una condizione trattabile e il percorso più appropriato dipende dalle caratteristiche della persona, dal contesto professionale e dalla gravità dei sintomi. Riconoscere precocemente il disagio e chiedere aiuto quando necessario può favorire sia il recupero del benessere psicologico sia un rapporto più sostenibile con il lavoro.