Alopecia femminile: cos’è e come si cura

PUBBLICATO IL 28 APRILE 2022

In questo periodo dell’anno perdete più capelli del solito mentre fate lo shampoo, li pettinate o li asciugate? La caduta dei capelli è una condizione fisiologica che avviene tutto l’anno, anche se nei cambi di stagione può diventare più intensa. 

“Se negli altri periodi dell’anno di norma si perdono fino a 50 capelli al giorno, in primavera si può arrivare a perderne anche 70-100 al giorno. Inoltre, la caduta di capelli, che avviene con il cambio di stagione, generalmente dura per qualche settimana per poi arrestarsi da sola. Se però il fenomeno dura più a lungo e la quantità di capelli che cadono diventa abbondante, è opportuno chiedere il consulto di uno specialista. Potrebbe infatti nascondere problemi più seri, come ad esempio l’alopecia e, nel caso delle donne, essere legata a particolari fasi della vita in cui si verificano importanti cambiamenti ormonali, come la gravidanza o la menopausa”, osserva il professor Antonino di Pietro, direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis con sede a Palazzo della Salute Wellness ClinicIstituto Clinico Sant’Ambrogio

Approfondiamo allora l’argomento insieme al nostro esperto.

 

Cos’è l’alopecia 

Una perdita abbondante di capelli può favorire la comparsa dell’alopecia, patologia che negli ultimi tempi è finita sotto i riflettori, anche grazie alla scenata dell’attore americano Will Smith all’ultima serata degli Oscar per difendere la moglie, Jada Pinkett, che ne soffre. 

“L’alopecia è un processo di degradazione della qualità dei capelli, che porta al loro progressivo diradamento e alla loro scomparsa. Caratterizzato da una perdita di capelli localizzata, spesso difficile da camuffare, rappresenta un problema estetico che può causare un importante disagio in chi ne è soggetto”. 

Le forme più comuni sono: 

  • l’alopecia androgenetica, chiamata anche calvizie
  • l’alopecia areata

 

Le cause dell’alopecia nella donna

Le cause di alopecia nelle donne possono essere svariate. Anche se non ancora del tutto conosciute, la ricerca scientifica ha individuato diversi fattori scatenanti: 

  • congeniti, come nel caso delle donne affette da iperandrogenismo (eccesso di androgeni) che risultano più predisposte all'alopecia;
  • ormonali, in particolari fasi della vita come la gravidanza o la menopausa in cui l’organismo femminile è soggetto a sbalzi e alterazioni ormonali;
  • nutrizionali, legati a carenze di vitamine e minerali conseguenti, ad esempio, a diete non equilibrate;
  • immunologici, legati a malattie autoimmuni che colpiscono con maggiore frequenza le donne rispetto agli uomini;
  • terapie farmacologiche

 

Caduta dei capelli in menopausa 

I cambiamenti ormonali legati alla menopausa possono avere ripercussioni anche sulla salute dei capelli, favorendone la perdita. Si stima che nel 40% delle donne in menopausa si verifichi un’abbondante perdita di capelli e un conseguente diradamento. 

“La causa in questo caso è da ricercare nel calo degli ormoni femminili, gli estrogeni, a cui si associa un aumento di quelli maschili, gli androgeni - spiega il professor Di Pietro -. Il bulbo risulta indebolito e il ciclo vitale del capello sembra modificarsi, riducendo la fase di crescita, anagen, e aumentando la fase di caduta cosiddetta telogen”. 

A questo, poi, può aggiungersi anche una condizione di stress, frequentemente associata alla menopausa, che a sua volta può peggiorare il problema. 

“La forma di alopecia più frequente dalla menopausa in poi è l’alopecia androgenetica, più comunemente chiamata calvizie, la cui incidenza aumenta con l’età. Mentre negli uomini, questo problema si verifica un progressivo diradamento nell’area fronto-temporale e nel vertice, nella donna a essere interessati dal fenomeno sono soprattutto il vertice e la zona frontale”.

 

Perdita dei capelli post partum 

Un’altra fase di grande subbuglio ormonale nella vita di una donna è la gravidanza e il post parto. “Durante l’attesa, il livello degli estrogeni rimane sempre molto alto, con la conseguenza che i capelli rimangono in fase anagen più a lungo, apparendo  più folti e belli. 

La situazione però cambia dopo il parto con il crollo degli estrogeni che può favorirne una caduta, anche abbondante, fino a episodi di alopecia areata

“Si tratta di una malattia dei bulbi piliferi che provoca la caduta a chiazze dei capelli e si manifesta localmente su una parte del cuoio capelluto che può essere grande come una moneta o più estesa”. 

Il decorso della malattia è vario: in alcuni casi basta qualche giorno, perché si formino una o più chiazze prive di capelli, in altri si può assistere a una perdita massiva in poco tempo. 

“Non è infrequente che i capelli ricrescono da soli, soprattutto se l’alopecia areata è provocata da condizioni temporanee, come: 

  • la gravidanza; 
  • un periodo di forte stress; 
  • uno stato generale di debolezza; 
  • la presenza di malattie infettive della pelle;
  • l’assunzione di determinati farmaci”.

 

Come curare l’alopecia 

L’approccio terapeutico va valutato e inquadrato dal dermatologo, poiché i trattamenti variano a secondo del caso specifico. 

“Tra i rimedi più innovativi contro l’alopecia c’è il PRP (Plasma ricco di piastrine), indicato sia nei casi di alopecia androgenetica, sia in quelli di alopecia areata. Si tratta di una tecnica di biorivitalizzazione che utilizza il sangue della stessa persona, prelevato e opportunamente trattato, per poi essere re-iniettato sottocute con micro-iniezioni. La sua azione è quella di stimolare l’attività dei follicoli piliferi. Questo si traduce in diversi effetti: 

  • può contribuire al rinvigorimento dei capelli; 
  • può aiutare a rallentare la caduta dei capelli; 
  • in alcuni casi, può favorire la ricrescita dei capelli. 

A supporto del PRP o consigliato anche singolarmente nei casi più lievi di alopecia è il trattamento Biorevis, microiniezioni indolori di aminoacidi e peptidi che hanno un’azione rigenerante e stimolante sui bulbi piliferi - spiega il professor Di Pietro -.  Nei casi in cui, alla base dell'alopecia c'è un problema organico, può essere anche necessario assumere una terapia farmacologica su indicazione dello specialista”.

Cura e Prevenzione