Al Policlinico San Donato intervento di cardiochirurgia mininvasiva su paziente affetto da miastenia gravis

PUBBLICATO IL 17 SETTEMBRE 2019

Operato un uomo di 50 anni con una dissezione dell’arco aortico cronicizzata e complicata da una grave malattia miotonica.

Il dottor Giampiero Esposito, Responsabile Chirurgia Cardiovascolare Mininvasiva dell’IRCCS Policlinico San Donato, ha corretto una dissezione dell’arco aortico cronicizzata in un paziente affetto da miastenia gravis, già giudicato non operabile in altri centri cardiochirurgici italiani.

Un intervento straordinario, di cui si contano attualmente solo tre casi in letteratura, poiché la miastenia gravis, una malattia miotonica autoimmune che compromette il funzionamento dell’apparato muscolare, rappresenta un rischio per il paziente che deve sottoporsi a intervento chirurgico, soprattutto in caso di intervento cardiochirurgico in sternotomia, accesso chirurgico che rende molto più alta la probabilità di incorrere in infezioni e insufficienza respiratoria.

Il paziente, un uomo di 50 anni, conviveva da anni con una dissezione dell’arco aortico ormai cronicizzata, condizione che gli permetteva di avere una vita normale ma che con il tempo l’avrebbe esposto a un progressivo aggravamento. 

“L’intervento era assolutamente necessario per consentire al paziente di avere un futuro sereno” afferma il dottor Esposito. “Tuttavia l’operazione era molto rischiosa a causa della malattia miotonica. L’unica via percorribile era quella della chirurgia mininvasiva, per cercare di contenere possibili gravi complicanze”.

Il dottor Esposito ha quindi praticato una ministernotomia, un piccolo taglio sullo sterno, che ha consentito di intervenire sostituendo l’aorta toracica (ascendente, discendente e arco aortico), ripristinandone la regolare funzionalità.

La cardiochirurgia mininvasiva offre molteplici vantaggi che soprattutto in questo caso si sono rivelati essenziali: una ferita più piccola con conseguente minor rischio di infezione e di problemi respiratori, un recupero post-operatorio più rapido e una degenza più breve. Il paziente ha quindi seguito, dopo l’intervento chirurgico, un percorso riabilitativo e dopo poche settimane ha potuto far ritorno a Brindisi.

“Il successo di questo intervento devo condividerlo con i colleghi professor Giovanni Meola – responsabile Neurologia dell’IRCCS Policlinico San Donato – che mi ha supportato dal punto di vista della gestione della patologia miotonica e dal dottor Marco Ranucci – responsabile Anestesia e Terapia Intensiva Cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico San Donato – che con me ha studiato il miglior approccio al paziente. Mai come in questo caso il lavoro di équipe e la condivisione delle specifiche competenze è stata importante per la riuscita dell’intervento” conclude il dottor Esposito.

L’IRCCS Policlinico San Donato è l’ospedale capofila del Gruppo San Donato. Conosciuto come “l’Ospedale del Cuore” è il primo centro di cardiochirurgia in Italia per numero e complessità degli interventi ed è un centro di riferimento a livello internazionale per le patologie cardiache congenite dell’adulto e del bambino. Unico ospedale italiano a vantare l’affiliazione di quattro cardiochirurghi presso l’American Association for Thoracic Surgery, nel 2015 il Policlinico San Donato ha superato il numero eccezionale di 20.000 pazienti trattati con by-pass per patologie ischemiche. Riconosciuto dal Ministro della Salute come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per lo studio e la cura delle “Malattie del cuore e dei grandi vasi nell’adulto e nel bambino”, è un ospedale accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale e un polo didattico.

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