Come prevenire e curare la congiuntivite

PUBBLICATO IL 03 SETTEMBRE 2019

Occhi arrossati, bruciore, aumento della lacrimazione, secrezioni. Sono questi i sintomi della congiuntivite, infiammazione della congiuntiva (sottile membrana che protegge l’occhio dagli agenti esterni), molto frequente in questo periodo. L’esposizione prolungata al sole, il caldo intenso e la permanenza in ambienti con aria condizionata infatti rendono l’occhio più sensibile e vulnerabile e possono contribuire all’insorgenza del disturbo, che può essere di natura allergica o batterica/virale. Come ci spiega il dottor Giulio Leopardi, responsabile dell’unità di oculistica del Policlinico San Pietro

Dottor Leopardi, quali sono i principali fattori di rischio per l’insorgenza della congiuntivite?

I fattori legati alla stagione calda, in particolare l’ultravioletto del sole, le allergie ai pollini delle piante e ad altri elementi vegetali, agli acari della polvere e al fumo di sigaretta contribuiscono all’insorgenza delle congiuntiviti allergiche. Questo tipo di congiuntivite è caratterizzato dal rossore e dal bruciore oculari e da un intenso prurito che coinvolge anche le palpebre. La secrezione, più o meno accentuata, e il gonfiore palpebrale caratterizzano invece le congiuntiviti batteriche o virali. Un ruolo importantissimo nell’insorgenza dei fastidi, poi, è giocato dalla lacrimazione, nel periodo estivo spesso rallentata o irregolare, per via del caldo intenso e degli sbalzi di temperatura. Anche chi usa lenti a contatto o passa molte ore davanti al computer può accusare scarsa lacrimazione. Esistono strategie per prevenire i disturbi determinati dalla scarsa lacrimazione, in primis l’utilizzo di sostituti lacrimali (lacrime artificiali) instillati costantemente per mesi 3 o 4 volte al giorno. I gel vengono utilizzati per i disturbi determinati dalla secchezza oculare durante il riposo notturno. Alcuni preparati, abitualmente in confezionamento monodose, sono utilizzabili durante l’applicazione delle lenti a contatto. 

Come si può prevenire il problema?

Per limitare il rischio di congiuntiviti batteriche o virali, che in genere si manifestano con forte gonfiore alle palpebre e secrezione e nel primo – secondo giorno d’insorgenza possono riguardare un solo occhio, basta seguire alcune semplici regole igieniche: lavare spesso le mani, non toccare gli occhi con le dita, non scambiarsi asciugamani e quant’altro con chi è già stato “contagiato” e, per tutto il periodo estivo, indossare sempre gli occhiali da sole con lenti polarizzate. Nel caso invece delle congiuntiviti allergiche, che coinvolgono entrambi gli occhi, fondamentale è non entrare in contatto con la sostanza che provoca allergia. Se si tratta degli acari della polvere, ad esempio, è consigliabile lavare frequentemente tende, tappeti, coperte, peluche. 

In cosa consiste invece la terapia?

È necessario seguire una terapia specifica, utilizzando colliri che, a seconda del tipo di congiuntivite, possono contenere antibiotici, antibiotici/cortisonici per quelle batteriche o virali, o antistaminici per quelle allergiche. Se i disturbi sono dati da eccessiva secchezza oculare il rimedio più semplice, come abbiamo già detto, sono i sostituti lacrimali (le lacrime artificiali). In tutti i casi è comunque consigliabile entro pochi giorni dalla comparsa dei sintomi una visita oculistica specialistica per individuare la terapia più adeguata. È molto importante evitare l’autoprescrizione di colliri antibiotici (a causa di un uso smodato e non consono si può creare la cosiddetta antibiotico resistenza). In attesa di un consulto specialistico sono utili colliri con azione lenitiva e rinfrescante, come quelli a base di estratti naturali (camomilla, eufrasia, amamelide e arnica). 

Quando bisogna preoccuparsi?

Allorché i disturbi coinvolgano per più giorni un occhio solo; in caso di monolateralità della sintomatologia è possibile si tratti di cheratiti, di ascessi corneali o di uveiti, manifestazioni più gravi delle congiuntiviti che vanno trattate con terapie adeguate e diverse da quanto utilizzato per le congiuntiviti.

Occhi arrossati, bruciore, aumento della lacrimazione, secrezioni. Sono questi i sintomi della congiuntivite, infiammazione della congiuntiva (sottile membrana che protegge l’occhio dagli agenti esterni), molto frequente in questo periodo. L’esposizione prolungata al sole, il caldo intenso e la permanenza in ambienti con aria condizionata infatti rendono l’occhio più sensibile e vulnerabile e possono contribuire all’insorgenza del disturbo, che può essere di natura allergica o batterica/virale. Come ci spiega il dottor Giulio Leopardi, responsabile dell’unità di oculistica del Policlinico San Pietro

Dottor Leopardi, quali sono i principali fattori di rischio per l’insorgenza della congiuntivite?

I fattori legati alla stagione calda, in particolare l’ultravioletto del sole, le allergie ai pollini delle piante e ad altri elementi vegetali, agli acari della polvere e al fumo di sigaretta contribuiscono all’insorgenza delle congiuntiviti allergiche. Questo tipo di congiuntivite è caratterizzato dal rossore e dal bruciore oculari e da un intenso prurito che coinvolge anche le palpebre. La secrezione, più o meno accentuata, e il gonfiore palpebrale caratterizzano invece le congiuntiviti batteriche o virali. Un ruolo importantissimo nell’insorgenza dei fastidi, poi, è giocato dalla lacrimazione, nel periodo estivo spesso rallentata o irregolare, per via del caldo intenso e degli sbalzi di temperatura. Anche chi usa lenti a contatto o passa molte ore davanti al computer può accusare scarsa lacrimazione. Esistono strategie per prevenire i disturbi determinati dalla scarsa lacrimazione, in primis l’utilizzo di sostituti lacrimali (lacrime artificiali) instillati costantemente per mesi 3 o 4 volte al giorno. I gel vengono utilizzati per i disturbi determinati dalla secchezza oculare durante il riposo notturno. Alcuni preparati, abitualmente in confezionamento monodose, sono utilizzabili durante l’applicazione delle lenti a contatto. 

Come si può prevenire il problema?

Per limitare il rischio di congiuntiviti batteriche o virali, che in genere si manifestano con forte gonfiore alle palpebre e secrezione e nel primo – secondo giorno d’insorgenza possono riguardare un solo occhio, basta seguire alcune semplici regole igieniche: lavare spesso le mani, non toccare gli occhi con le dita, non scambiarsi asciugamani e quant’altro con chi è già stato “contagiato” e, per tutto il periodo estivo, indossare sempre gli occhiali da sole con lenti polarizzate. Nel caso invece delle congiuntiviti allergiche, che coinvolgono entrambi gli occhi, fondamentale è non entrare in contatto con la sostanza che provoca allergia. Se si tratta degli acari della polvere, ad esempio, è consigliabile lavare frequentemente tende, tappeti, coperte, peluche. 

In cosa consiste invece la terapia?

È necessario seguire una terapia specifica, utilizzando colliri che, a seconda del tipo di congiuntivite, possono contenere antibiotici, antibiotici/cortisonici per quelle batteriche o virali, o antistaminici per quelle allergiche. Se i disturbi sono dati da eccessiva secchezza oculare il rimedio più semplice, come abbiamo già detto, sono i sostituti lacrimali (le lacrime artificiali). In tutti i casi è comunque consigliabile entro pochi giorni dalla comparsa dei sintomi una visita oculistica specialistica per individuare la terapia più adeguata. È molto importante evitare l’autoprescrizione di colliri antibiotici (a causa di un uso smodato e non consono si può creare la cosiddetta antibiotico resistenza). In attesa di un consulto specialistico sono utili colliri con azione lenitiva e rinfrescante, come quelli a base di estratti naturali (camomilla, eufrasia, amamelide e arnica). 

Quando bisogna preoccuparsi?

Allorché i disturbi coinvolgano per più giorni un occhio solo; in caso di monolateralità della sintomatologia è possibile si tratti di cheratiti, di ascessi corneali o di uveiti, manifestazioni più gravi delle congiuntiviti che vanno trattate con terapie adeguate e diverse da quanto utilizzato per le congiuntiviti.

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