
La Sala del Sollievo in Pronto Soccorso al San Raffaele: un nuovo modello di assistenza per il fine vita
PUBBLICATO IL 17 LUGLIO 2026
Negli ultimi anni, il Pronto Soccorso ha assunto un ruolo sempre più complesso e articolato: non è più soltanto il luogo in cui si affrontano emergenze e urgenze cliniche, ma anche quello in cui, sempre più spesso, persone e famiglie si trovano ad affrontare gli ultimi momenti di vita.
In questo contesto, all’interno dell’Ospedale San Raffaele, prende vita una realtà ancora poco diffusa in Italia: la Sala del Sollievo, uno spazio dedicato ai pazienti in fase terminale e ai loro cari, pensato per offrire un ambiente più riservato, accogliente e rispettoso in un momento di particolare fragilità. Un'iniziativa che rappresenta un importante passo verso un'assistenza sempre più attenta non solo ai bisogni clinici, ma anche a quelli umani ed emotivi.
A questo proposito, il dottor Federico Furlan, primario dell'Unità Operativa di Pronto Soccorso dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, approfondisce il valore di questo modello assistenziale e il suo contributo nel garantire una presa in carico più dignitosa e vicina ai bisogni del paziente e della sua famiglia.
Un ambiente pensato per la qualità dell'assistenza e la dimensione umana
“La Sala del Sollievo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, situata nell’area di Pronto Soccorso all’interno dell’edificio Iceberg, è stata progettata per attenuare, per quanto possibile, la dimensione ospedaliera e offrire un ambiente che richiami il calore e la serenità di uno spazio domestico - spiega il dott. Furlan -. Tra le sue caratteristiche principali troviamo:
- arredi accoglienti e confortevoli, con poltrone dedicate ai familiari;
- luci soffuse e un'atmosfera tranquilla;
- privacy e separazione dal flusso del Pronto Soccorso.
Un elemento particolarmente importante è la sua posizione, vicino all'ingresso delle ambulanze, che permette ai familiari di accedere con discrezione, evitando il passaggio nelle aree più affollate del Pronto Soccorso e garantendo maggiore riservatezza”.
Un nuovo modo di accompagnare il fine vita
La Sala del Sollievo accoglie pazienti con malattie oncologiche o patologie croniche in fase avanzata, quando il percorso di cura non è più orientato alla guarigione, ma al benessere della persona.
In questi momenti, l'obiettivo diventa offrire la migliore qualità di vita possibile, alleviando il dolore e gli altri sintomi attraverso cure palliative e, quando indicato, la sedazione palliativa.
Accanto al paziente, anche i familiari trovano uno spazio in cui poter vivere questo momento con maggiore serenità, sostenuti dalla presenza e dall'ascolto del personale sanitario, che accompagna il percorso con competenza, sensibilità e continuità.
I benefici di un ambiente dedicato
“Disporre di uno spazio riservato significa offrire ai pazienti la possibilità di trascorrere gli ultimi momenti in un contesto più intimo e rispettoso, circondati dall'affetto delle persone care - continua lo specialista -.
Per i familiari rappresenta un'opportunità preziosa per condividere il tempo che resta, vivere la vicinanza con maggiore tranquillità e affrontare un passaggio così delicato in un ambiente più umano.
Anche gli operatori sanitari beneficiano di questo modello organizzativo, che consente di dedicare tempo, attenzione e cura in uno spazio più adeguato rispetto ai tradizionali ambienti del Pronto Soccorso”.
Un modello ancora raro ma destinato a crescere
L'introduzione della Sala del Sollievo all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Raffaele riflette un cambiamento importante nell'assistenza sanitaria: l'aumento delle persone con patologie croniche e condizioni di elevata fragilità rende sempre più frequente la necessità di affrontare il fine vita anche all'interno del Pronto Soccorso.
“Per questo motivo, creare spazi dedicati rappresenta una scelta innovativa che mette al centro la dignità della persona e il valore della relazione – conclude Furlan -. Sebbene oggi queste esperienze siano ancora poco diffuse, possono diventare un modello di riferimento per altri ospedali, contribuendo a rendere l'assistenza nel fine vita sempre più attenta, rispettosa e umana”.
