
Policlinico San Pietro dona le attrezzature del Punto Nascita: un progetto per portare nuove opportunità di cura in Tanzania
PUBBLICATO IL 03 AGOSTO 2026
Un'idea nata dall'esperienza quotidiana in ospedale, diventata un progetto concreto di solidarietà internazionale. È quella della dottoressa Silvana Mazzucchelli, anestesista del Policlinico San Pietro, che ha proposto di destinare le attrezzature ancora perfettamente funzionanti del Punto Nascita, recentemente dismesso, al Kisawasawa Health Center, centro sanitario situato nella regione di Morogoro, in Tanzania, e ad alcuni dispensari della zona.
L'iniziativa ha trovato fin da subito il sostegno della Direzione dell'Ospedale, che ne ha condiviso lo spirito e sostenuto la realizzazione.
Il progetto poi è stato sviluppato in collaborazione con il Lions Club – Distretto Castelli Calepio, che ha contribuito all'organizzazione e alla logistica della spedizione. Alla missione hanno inoltre collaborato, accanto alla dottoressa Silvana Mazzucchelli, la dottoressa Viviana Prussiani, anestesista dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, Letizia Tironi, strumentista di sala operatoria del Policlinico San Pietro, Maria Marino, infermiera della Terapia Intensiva del Policlinico San Marco, e Lorena Milani, che sta seguendo gli aspetti burocratici e amministrativi della spedizione. Un lavoro corale, grazie al quale oggi le attrezzature sono pronte per partire alla volta della Tanzania.
Le attrezzature donate al Kisawasawa Health Center
La donazione comprende:
- 3 letti da parto;
- 15 culle;
- 3 incubatrici;
- 3 isole neonatali;
- monitor multiparametrici;
- lampade per fototerapia;
- un ecografo;
- altre apparecchiature destinate all'assistenza materno-infantile.
In queste settimane il materiale è stato smontato, accuratamente imballato e caricato nei container grazie al lavoro congiunto di numerosi professionisti e servizi dell'Ospedale, che hanno contribuito con competenza e disponibilità alla preparazione della spedizione, insieme ai volontari del Lions Club.
“Quando abbiamo capito che queste apparecchiature avrebbero potuto continuare a essere utili in un contesto dove possono fare davvero la differenza tra la vita e la morte, ci è sembrato naturale impegnarci perché questo progetto diventasse realtà. La scelta è ricaduta sul Kisawasawa Health Center perché da anni conosciamo Padre Benvenuto e il suo impegno quotidiano nel far crescere questa realtà. Sapere che potranno contribuire ad assistere mamme e bambini in un territorio dove le risorse sono limitate dà un significato ancora più profondo al loro valore”, racconta la dottoressa Mazzucchelli.
Il Kisawasawa Health Center, un presidio fondamentale per la salute materno-infantile
Una volta giunte a destinazione, una parte delle attrezzature contribuirà a rafforzare l'area materno-infantile del Kisawasawa Health Center, struttura sanitaria situata nella regione di Morogoro che rappresenta un presidio di riferimento per circa 50.000 persone.
Nato come un piccolo dispensario della parrocchia di Kisawasawa, il centro è cresciuto negli anni grazie all'impegno della comunità locale e di Padre Benvenuto, arrivato come parroco nel 2001 e oggi direttore amministrativo della struttura. Il centro oggi offre cure primarie, assistenza materno-infantile, attività di laboratorio e piccola chirurgia, svolgendo un ruolo essenziale per le comunità delle aree rurali della Tanzania.
Un’altra parte delle attrezzature raggiungerà invece alcuni dispensari, ovvero centri di Primo Soccorso posti in zone molto remote presidiate da infermieri ed ostetriche.
“Per molte donne della nostra comunità, un parto complicato significa affrontare un trasferimento di circa 50 chilometri per raggiungere un ospedale attrezzato. Un viaggio che, in situazioni di emergenza, può mettere a rischio la vita della mamma e del bambino. Per questo, questa donazione rappresenta per noi molto più di nuove apparecchiature: significa poter offrire un'assistenza più sicura alle future mamme e ai loro bambini, dando loro maggiori possibilità di ricevere le cure di cui hanno bisogno senza allontanarsi dalla propria comunità”, sottolinea Padre Benvenuto.
Una storia di persone
Questo progetto racconta come la collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e volontari possa trasformare strumenti che hanno concluso il loro percorso in un ospedale italiano in nuove opportunità di cura per un'altra comunità.
Una rete di solidarietà che unisce realtà lontane geograficamente, ma accomunate dallo stesso obiettivo: offrire alle persone, e in particolare alle mamme e ai loro bambini, cure sempre più sicure e di qualità.